CHI HA FATTO I MIEI VESTITI?

Posted on
Una maglietta di cotone come tutte le altre, colorata, sportiva, da abbinare a jeans e scarpe da ginnastica. Quando la indossi, però, ti senti rivoluzionario, perché sai che nessun bambino, nessuna donna e nessun uomo è stato sfruttato per confezionarla.

Si tratta della nuova “linea etica” di T-shirt della bottega della Cooperativa Oltremare di Calle di Luca 17 a Modena, con cui la scorsa settimana, il 24 aprile, si è celebrato in città il “Fashion Revolution Day”, la manifestazione mondiale per ricordare, a un anno di distanza, il crollo del complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka in Bangldesh, dove morirono 1.133 persone e tante altre rimasero ferite.

Anche il semplice chiederci “chi ha fatto i miei vestiti?” può determinare un nuovo modo di scegliere ciò che acquistiamo e magari può incoraggiare chi crea la moda a farlo in maniera più responsabile, perchè la vera rivoluzione parte dal nostro armadio, partendo da una piccola e apparentemente insignificante etichetta

Oltre alle indicazioni sulla composizione dei tessuti e sul lavaggio, prestiamo attenzione anche al luogo di confezionamento, dove spesso, purtroppo, per i nostri vestiti viene impiegata manodopera di minorenni o persone sfruttate. 

La Cooperativa Oltremare – che da oltre vent’anni si occupa di commercio equosolidale – ha deciso di presentare in questa occasione i modelli delle nuove T-shirt disponibili nella bottega in centro a Modena. Le magliette sono state realizzate, attraverso il progetto O’press nato lungo la filiera del Fair trade, con il cotone proveniente dal Bangladesh, mentre la serigrafia è stata realizzata all’interno del carcere dei Marassi di Genova.