AMO NOVE COMUNI MODENESI AREA NORD COMPIE 10 ANNI

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Nella splendida cornice di “Villa Fondo Tagliata” a Mirandola, la scorsa settimana, giovedì 27 febbraio 2014, AMO (associazione malati oncologici) Nove Comuni Modenesi Area Nord ha festeggiato il decennale con una partecipatissima cena di gala

L’Amo Nove Comuni Modenesi Area Nord è nata nel 2004 a Mirandola per volontà di un folto gruppo di medici di famiglia (25 firmatari nel documento di intenti originario), specialisti ospedalieri (oncologi), infermieri, cittadini, malati e famigliari.

Caratteristica peculiare della realtà oncologica di Mirandola è sempre stata la forte connotazione palliativa, ossia l’attenzione al dolore inteso nelle sue componenti fisica, emotiva, sociale e spirituale affiancata ai presidi tecnico/farmacologi nel rispetto della dignità della persona.

I medici di famiglia hanno condiviso con gli oncologi del D.H.O. di Mirandola un percorso di formazione sul campo che ha reso possibile una crescita comune e uno scambio reciproco di competenze.

Come si legge sul sito dell’Ausl Modena, questa modalità di lavoro che non riconosce precedenti nei diversi modelli assistenziali esistenti identifica nel lavoro d’equipe e nell’integrazione tra Ospedale, Territorio e Terzo Settore la base per garantire una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia.

L’Amo 9 Comuni Modenesi Area Nord opera sul territorio locale a favore dei malati oncologici e dei loro famigliari. In stretta collaborazione con l’Azienda USL si pone come obiettivi l’umanizzazione delle cure ed una reale integrazione tra Ospedale e Territorio.

“10 anni dell’AMO ma che dire? I pensieri sono tanti, si accavallano, i ricordi si rincorrono – scrivono i volontari sul notiziario dell’associazione, che dallo scorso settembre ha sede presso il Day Hospital Oncologico dell’Ospedale di Mirandola – La nostra forza e il nostro impegno siamo noi: siamo tutti volontari, lavoriamo perché crediamo in quello che facciamo, senza retorica.

I pazienti oncologici più gravi, i più difficili, i più giovani, quelli terminali, quelli con i familari più disperati, quelli ormai scaricati dalle cliniche specialistiche perché “non c’è più niente da fare” sono proprio quelli per cui c’è ancora tanto da fare!  E noi siamo qui per questo

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