ANT: PERSONALE SANITARIO PROFESSIONISTA, NON VOLONTARIO, PER L’ASSISTENZA DOMICILIARE ONCOLOGICA

La Fondazione ANT Italia Onlus prende atto con stupore di alcune recenti dichiarazioni attribuite dalla stampa locale alla dottoressa Mariella Martini, Direttore Generale Azienda USL Modena, in merito alla mancata convenzione con ANT.

Nell’articolo apparso sabato 15 febbraio su Il Resto del Carlino Modena, a firma di Valerio Gagliardelli, si riporta quanto dichiarato la scorsa settimana dal Direttore Generale della AUSL in un incontro pubblico a Marano. A proposito dei mancati riscontri alle lettere scritte alla ASL da nove sindaci del distretto vignolese, che chiedevano chiarimenti sul mancato rinnovo della convenzione con ANT, la dottoressa Martini – si legge – “ha detto che sono decisioni che spettano all’azienda“. Rileviamo a questo proposito che il Sindaco è responsabile della salute dei cittadini, e quindi in linea di principio ha diritto ad una risposta da parte dell’azienda sanitaria. Proseguendo si legge che la Dottoressa Martini quella sera ha anche precisato che secondo le normative regionali un volontario, nell’ambito delle cure palliative, non può operare come un medico perché non ne ha i requisiti, ma solo in assistenza a un medico qualificato“. Le ipotesi sono due: la prima è che la dottoressa Martini non conosca la struttura di ANT, con la quale – proprio per l’assistenza medico infermieristica – era in essere una convenzione fino allo scorso anno sul suo territorio di competenza. Questo dimostrerebbe una scarsa conoscenza delle forze a disposizione, abbastanza singolare per chi svolge un ruolo così rilevante per la salute dei cittadini. La seconda è – in linea teorica – che chi firma l’articolo abbia frainteso la sua dichiarazione.

E’ bene chiarire che non esiste personale sanitario volontario nell’ambito della struttura di ANT. In Italia sono 400 i professionisti che lavorano per la Fondazione: lo staff è costituito da 131 medici, 88 infermieri, 27 psicologi, 4 nutrizionisti, 1 assistente sociale, 3 farmacisti, 3 fisioterapisti, 28 collaboratori e 115 dipendenti (dati aggiornati al 30 giugno 2013). Sin dal 1985 – inizio dell’attività di assistenza domiciliare ANT – la Fondazione ANT ha impostato il proprio operato contando esclusivamente sul supporto di medici, infermieri e psicologi professionisti, adeguatamente e continuamente formati a propria cura. Nel solo periodo giugno 2012/giugno 2013, sono state 482 le ore formative erogate nell’ambito dei corsi ECM ANT per operatori sanitari.

A questi specialisti si affiancano circa 1.600 volontari, impegnati però in attività di sensibilizzazione, raccolta fondi e logistica.

Nel Distretto di Vignola la Fondazione è presente da oltre venti anni. Attualmente l’équipe medica dell’ODO-ANT (Ospedale Domiciliare Oncologico) Vignola – costituita da un medico, due infermieri e uno psicologo – è attiva in tutta la provincia di Modena. Nel primo semestre del 2013 sono stati assistiti a domicilio e in modo completamente gratuito 73 malati di tumore (40 persone ogni giorno – dato aggiornato al 30 giugno 2013). Dal 1992 a oggi sono stati 2.125 i sofferenti seguiti da ANT in tutta la provincia (1.250 nel solo distretto di Vignola). Sul fronte della prevenzione oncologica, nell’ambito del progetto di diagnosi precoce del melanoma, dal 2007 nella provincia di Modena sono state realizzate 20.452 visite gratuite, di cui 8.397 nel solo Distretto di Vignola (dato aggiornato a giugno 2013).

A livello nazionale dal 1985 ad oggi ANT ha assistito in modo completamente gratuito oltre 100.000 malati oncologici. In 9 diverse regioni italiane, 4.000 malati vengono assistiti ogni giorno a domicilio da 21 équipes di operatori sanitari ANT che assicurano, al Malato ed alla sua Famiglia, tutte le necessarie cure di tipo ospedaliero e socio-assistenziale. La Fondazione è poi fortemente impegnata nella prevenzione oncologica, con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie, che hanno complessivamente portato a oltre 85.000 visite di prevenzione offerte ai cittadini.

La Fondazione ANT raccoglie circa 22 milioni di euro l’anno e meno del 20% proviene da fonti pubbliche, per lo più da convenzioni con le ASL. Il resto è frutto di donazioni di privati e aziende.