EMERGENZA FREDDO 2013-2014: ATTIVA LA RETE DI INTERVENTO

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Arriva l’ondata di freddo in città e Comune, Ausl, Policlinico, insieme all’Arcidiocesi e a diverse associazioni che operano nel settore della prevenzione al disagio sociale attivano la rete di intervento per le situazioni di emergenza e nei prossimi giorni sigleranno il rinnovo del protocollo operativo.

Il progetto “Emergenza freddo” è volto a tutelare la vita delle persone senza fissa dimora o senza un’adeguata collocazione in alloggio nel periodo invernale, durante il quale le temperature climatiche eccessivamente rigide possono arrecare gravi danni allo stato di salute. I destinatari sono tutti i cittadini, italiani e stranieri, che non hanno possibilità di trascorrere la notte in un luogo caldo e accogliente, con particolare riferimento a coloro che hanno patologie sanitarie già stabilizzate legate alla stagione rigida e che necessitano per la guarigione, non del ricovero ospedaliero, ma di un periodo di accoglienza temporanea presso una normale struttura socio-assistenziale. Il progetto prevede diverse azioni, dal monitoraggio per strada all’accoglienza in struttura, opportunamente modulate in base alla rigidità della temperatura climatica e allo stato di salute delle persone.

“Nel corso degli anni abbiamo modificato il progetto per rispondere sempre al meglio al bisogno rilevato sul territorio – spiega l’assessore alle Politiche sociali, sanitarie e abitative del Comune di Modena Francesca Maletti – e quest’anno abbiamo aumentato le possibilità di intervento, grazie alla disponibilità di accoglienza nelle parrocchie, che è triplicata, e all’ingresso dei City Angels tra le associazioni che prestano servizio di monitoraggio e assistenza in strada. Fondamentale per la riuscita del servizio – aggiunge – è la collaborazione tra i diversi interlocutori pubblici e privati che compongono la rete, e la definizione e condivisione delle azioni finalizzate a contrastare le situazioni di disagio sociale”.

L’attività di monitoraggio costante, con uscite serali prevalentemente dalle 22.30 a oltre la mezzanotte nei luoghi a maggiore frequenza dei senza fissa dimora, come Stazione ferroviaria, San Cataldo, centro Storico e Novi Sad, è garantita fino a febbraio (e per ogni sera in cui la temperatura scende sotto i 5 gradi), da volontari delle associazioni gruppo comunale di Protezione civile, Croce Rossa Italiana, Agisci, Confraternita di Misericordia, Vivere sicuri e City Angels, sotto il coordinamento di un referente della Croce Blu (che potrà fare riferimento a un responsabile dell’Amministrazione in situazione di emergenza). Le uscite sono tese alla verifica e al monitoraggio delle condizioni delle persone senza fissa dimora mediante la distribuzione di bevande calde, alimenti e coperte. Anche il centro d’ascolto della Caritas dell’Arcidiocesi di Modena e Nonantola si impegna a ricevere le persone in difficoltà, garantendo loro, in base alla valutazione della situazione, la distribuzione di sacchi a pelo o coperte e vestiti pesanti.

I livelli di accoglienza variano da quella ordinaria a quella straordinaria. La prima avviene in strutture preposte, cioè Porta aperta e Confraternita di Misericordia, che mettono a disposizione rispettivamente quattro e tre posti letto aggiuntivi a quelli previsti durante l’anno, o nelle 12 parrocchie che si sono rese disponibili all’accoglienza notturna e alla prima colazione, fornendo alcuni posti letto e i volontari per la gestione dell’ospitalità. In momenti della stagione invernale particolarmente rigidi e con forti nevicate che richiedono il riparo di un numero più consistente di persone, inoltre, è prevista l’attivazione con apposita ordinanza di centri d’accoglienza temporanea e straordinaria in luoghi individuati dall’Amministrazione, come polisportive o parrocchie. In questo caso, l’accoglienza notturna con eventuale colazione è garantita per sette giorni con il coordinamento del gruppo di Protezione civile comunale e il presidio dei volontari delle associazioni aderenti.

In tutte le forme di accoglienza, gli inserimenti avvengono sempre tramite segnalazione degli operatori del Comune di Modena e in caso di situazioni patologiche, la condizione sanitaria è di norma certificata (con specificati i tempi di convalescenza) dai medici dei Pronto Soccorso del nuovo ospedale civile Sant’Agostino-Estense di Baggiovara e dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico. Il centro d’ascolto della Caritas può inoltre inserire direttamente, in collaborazione con i Servizi comunali, persone con le suddette caratteristiche nella struttura di Porta aperta, all’interno della disponibilità dei dieci posti che ha in convenzione.

L’accesso ai Servizi pubblici per i cittadini italiani può avvenire tutti i giorni presso gli sportelli dei Poli sociali di residenza negli orari di apertura (tutte le mattine dalle 8.30 alle 12.30). Per i cittadini italiani non residenti, la prima accoglienza può avvenire presso gli sportelli del Centro d’Ascolto della Caritas diocesana, in via dei Servi (lunedì, giovedì e venerdì 9-11, martedì 15-17). Per i cittadini stranieri non residenti sarà inoltre aperto al pubblico uno sportello presso il Centro stranieri del Comune di Modena, con orari da lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30, dove gli operatori valuteranno un eventuale invio al servizio sociale di base. La segnalazione di persone può avvenire anche da parte delle strutture ospedaliere.

Dopo i primi colloqui e la raccolta della documentazione individuale, gli sportelli valuteranno la situazione e la necessità di procedere o meno alla collocazione temporanea in struttura, procedendo all’eventuale accompagnamento.