ASILI NIDO,APPALTI CONTESTATI E CRISI DEL MODELLO EMILIANO: UNA SFIDA EPOCALE

Quando si stampavano i soldi e c’era la piena occupazione e i dipendenti pubblici potevano andare in pensione a 35 anni di età, si è anche costruito il “modello emiliano” di welfare locale altrimenti noto come welfare mix che proprio nel servizio nidi ha raggiunto la qualità totale tanto da fare ed essere scuola nel mondo.

di Albano Dugoni

Purtroppo da queste generazioni di neonati così ben accuditi ed educati non sono emersi gli Steve Job e Wozniak padani e la nostra valle, sebbene conservi importanti eccellenze in grado di competere nel mercato globale, è lontana dai tassi di sviluppo e produttività che gli consentirebbero di mantenere inalterati gli investimenti nei servizi alla persona. Questo però non vuol dire per forza di abbandonarne la qualità raggiunta e tornare tutti,gavetta alla mano, nella bolgia del Cortile delle Dame Orsoline in via Ganaceto. Peggio ancora è sicuramente la deriva della precarizzazione e della perdita delle tutele dei lavoratori del sociale. Non ci sfugga che si prospetta una sfida epocale nei prossimi anni: nuovi bisogni e nuovi servizi, riformulando il paradigma di posizionamento del pubblico.

Come coniugare politiche più efficaci, a minor costo e altamente capacitanti, creando processi virtuosi tali per cui il raggiungimento del benessere rappresenti un’opportunità per il territorio, l’economia e la società nel suo insieme? Quali risorse e forze si pensa di mobilitare in quest’ottica in cui il pubblico ritirandosi dal governo e dalla gestione della vita della comunità,rafforza il proprio ruolo agendo in modo nuovo.

Ciò esige un ripensamento,forte,della vita dell’assetto e dei confini delle comunità,se ancora è possibile definirle tali,della loro solidarietà interna,con un crescita degli spazi di partecipazione, e di autogoverno. Se si condivide questo pensiero va posto in termini nuovi e più avanzati il ruolo del Terzo Settore,dello Stato e del Mercato. Che poi siamo sempre Noi. Secondo Welfare, sistema integrato, sussidiarietà circolare un nome lo troveremo. Attraverso un percorso di cooperazione si possono sperimentare sinergie e trovare nuove risorse per produrre vera innovazione sociale e dare risposte alle nuove domande ed ai bisogni dei cittadini. Domande e bisogni che, in una democrazia occidentale industriale ed evoluta sono il libero fiorire di semplici diritti.