SUL WELFARE CHE NON REGGE PIÙ E SUL RUOLO DEL TERZO SETTORE TRA SUSSIDIARIETÀ E PARTECIPAZIONE CONTRO LA DERIVA RESIDUALE E PRIVATISTICA

La crisi a cui ci ha portato il credo economico neoliberista, il turbo capitalismo, i flussi ingovernabili del mercato globalizzato, la crescita spropositata delle disuguaglianze nella società e nel lavoro, la percezione che poi diventa realtà di un inesorabile e lento abbandono dello stato sociale, con pesanti ricadute e carichi sulle famiglie e sui più deboli, ci impongono l’impegno a cercare nuovi modi di fare mercato, economia e società.

di Albano Dugoni

Nel dibattito interno e in iniziative pubbliche, il Forum Provinciale del Terzo Settore ha tenuto fede a questo impegno puntando i riflettori sui temi della partecipazione, della coesione e dell’innovazione sociale, dell’economia civile del benessere e dello sviluppo sostenibile. Le organizzazioni del Terzo Settore si sono affrancate da tutte le etichette del passato: parastato, ruota di scorta, partner strategico delle istituzioni. Oggi, al pari dello Stato e del Mercato, sono in grado e stanno dando un contributo autonomo a nuovi percorsi e processi di sviluppo.

I dati del censimento ISTAT ci mostrano un settore no profit resiliente ai colpi della crisi. La crescita delle organizzazioni del Terzo Settore, più occupati, più volontari, più associati, non riguarda solo attività di cura legate al welfare nei servizi alla persona, e alla organizzazione e pratica del tempo libero, ma anche quelle di salvaguardia e tutela dei territori, dei diritti, della cultura, della legalità Se proviamo a prendere, ad esempio, tre grandi temi su cui l’opinione pubblica è molto sensibile, come impoverimento, immigrazione e invecchiamento, è del tutto evidente che non troveremo mai le risorse pubbliche per farvi fronte. E’ quindi necessario un sistema integrato nel quale Stato, Mercato e Terzo Settore trovino sinergie per progetti di innovazione sociale, (una sussidiarietà circolare direbbe il Prof. Zamagni, propria di un’economia civile) contrastando le attuali derive del mero abbattimento dei costi delle prestazioni e di un welfare residuale.

Sicuramente l’esperienza di Porta Aperta,il festeggiamento dei sui 35 anni di servizio alla comunità da cui il Presidente della Provincia Sabattini, sabato mattina, ha lanciato l’allarme Welfare, è un esempio concreto sul territorio di quel sistema integrato nel quale Stato, Mercato e Terzo Settore, danno risposta ai bisogni in una logica di produzione valore condiviso. La stessa regione parla apertamente della sfida epocale che dovremmo affrontare nei prossimi anni: nuovi bisogni e nuovi servizi, riformulando il paradigma di posizionamento del pubblico.

Come coniugare politiche più efficaci, a minor costo e altamente capacitanti, creando processi virtuosi tali per cui il welfare non rappresenti più un costo per la collettività, ma una opportunità per il territorio, l’economia e la società nel suo insieme? La sfida lanciata dalla Regione, supportata da un’attenta analisi e studio sulle esperienze generative, di un nuovo welfare già presenti ed operative sui nostri territori accompagna il quesito che da diverso tempo stiamo mettendo all’attenzione dei decisori politici.

Sussidiarietà o privatizzazione?

Colta la sfida, si tratta anche di porre l’accento sui meccanismi partecipativi che, anche se previsti per legge, sono ampiamente soggetti alla discrezionalità delle rappresentanza politiche o di chi ricopre ruoli tecnici nelle pubbliche amministrazioni. Il Terzo Settore è ancora troppo associato ed interlocutore dei soli assessorati ai servizi sociali, mentre l’articolazione dei nostri associati ci consente di guardare al territorio nel suo insieme (cultura, giovani, anziani, abitare, lavoro e ambiente in primis). E’ necessaria una selezione e ridefinizione degli strumenti, degli organismi e dei momenti di partecipazione esistenti, o diventati consuetudinari;prevedere percorsi anche finalizzati a un solo problema e limitati nel tempo, per la costruzione di interventi, scelte e soluzioni condivise.

Partire dalla convinzione che sono i cittadini i titolari del diritto alla informazione, alla conoscenza e alla partecipazione, che l’associazionismo può e deve essere lo strumento che organizza, favorisce e rende certa e esigibile la stessa. Una buona prassi che va in questa direzione è il Protocollo di Intesa tra il Comune di Milano ed il Forum della città.

Il Forum Provinciale del Terzo Settore esercita l’impegnativo ruolo della rappresentanza. Un impegno nutrito dalla consapevolezza che per interpretare e affrontare la complessità del nostro quotidiano, per renderlo più soave, per promuovere una nuova cultura della contemporaneità, non ci basterà stare sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto, ma ci occorre uno sguardo strabico che conservi la memoria del passato e punti di vista, diversi, per lungimiranti proiezioni sul futuro.

Tutte le informazioni che ci riguardano sono accessibili al seguente indirizzo: www.forumterzosettoremodena.org