QUANDO UN BAMBINO DIVENTA UN’IMPRESA: ADOZIONI INTERNAZIONALI TRA CRISI E BUROCRAZIA

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Anche il settore delle adozioni risente della crisi che ha investito il paese. Il Coordinamento “Oltre l’Adozione”, di cui fa parte anche NADIA Onlus, ha avanzato alcune proposte per il rilancio del settore. Perché se noi italiani abbiamo si un cuore grande, burocrazia e difficoltà economiche possono comunque gettarci nello sconforto.

Di Chiara Tassi

6/700 bimbi che ogni anno arrivano nel nostro paese solo dalla Federazione Russa. Numeri che fanno dell’Italia il primo paese per numero di adozioni –in realtà i “numeri schietti”ci vedono al secondo posto, ma primi sono gli Stati Uniti, che contano una popolazione residente che è oltre 5 volte quella italiana! Italia, quindi, patria di poeti, santi e…persone di gran cuore.

Ma c’è un ma. La crisi che ormai da anni attanaglia anche il nostro paese sta mettendo in difficoltà anche il sistema delle adozioni internazionali. Ne abbiamo parlato con Luciano Vanti, presidente di NADIA Onlus, ente autorizzato per le adozioni internazionali con sede operativa a Carpi (Mo) a presidio di tutto il territorio emiliano – romagnolo.

Presidente, questa crisi che stiamo vivendo sta mettendo in ginocchio anche il sistema delle adozioni internazionali?

Vanti: Sicuramente la crisi ha il suo peso. La procedura adottiva è piuttosto onerosa per la famiglia che la porta avanti, a cominciare dai viaggi nei paesi d’adozione e i lunghi soggiorni cui la famiglia adottiva è chiamata, per non parlare poi delle spese burocratiche. Purtroppo abbiamo visto in prima persona, in questi ultimi due anni, famiglie che hanno dovuto rinunciare o sospendere la procedura d’adozione per motivi concreti, perché, ad esempio, uno o tutti e due i famigliari hanno perso il lavoro. Per quanto possibile come associazione cerchiamo, nel nostro piccolo, di aiutare le famiglie in difficoltà, ma non è facile… Ed è un grande peccato, perché le famiglie italiane hanno un grande cuore e sono un’ottima risorsa per i bambini.
Ma accanto alle difficoltà economiche diciamo che anche la burocrazia è un grosso deterrente.
Su 100 coppie che hanno intenzione di adottare, lungo il percorso più della metà desistono: alcuni perché capiscono che non fa per loro, perché scoprono che è più difficile di quanto pensavano, ma anche perché lungo la strada vengono scoraggiati dalle mille complessità burocratiche, fermati dall’ossessione di un “esame” piuttosto che sentirsi aiutati in un percorso di accompagnamento.

Ci si sente messi sotto la lente d’ingrandimento per un lungo periodo, in pratica? 

Si, il sistema italiano ha un approccio quasi esclusivamente valutativo, difficilmente si da peso prevalente al percorso di maturazione che una famiglia deve fare per poter accogliere un bimbo proveniente da un’altra realtà. E noi (Ente autorizzato) solitamente affianchiamo la famiglia quando già l’idoneità ad adottare è stata ottenuta dal Tribunale, quindi quando ormai i giochi sono –almeno per metà- fatti. Ci sono poi alcune eccezioni –come in Emilia Romagna ed in Veneto, ad esempio- dove, in adempimento a specifici Protocolli regionali e provinciali, come NADIA Onlus affianchiamo i servizi sociali nel percorso di informazione e formazione delle famiglie, con un vantaggio per i futuri genitori, che in questo modo possono prendere per tempo contatti con l’ambiente degli enti  e scegliere consapevolmente quello  che poi li potrà seguire nel percorso di adozione vero e proprio.

Quindi è un Tribunale a decidere se una famiglia è idonea ad adottare o meno? Un giudice che immagino incontri la coppia una, due volte decide “interamente” del futuro di una famiglia?

Il giudice si basa su una relazione che i servizi sociali preparano per lui. E anche se nella maggior parte dei casi il giudice conferma quanto rilevato dai “tecnici” nella loro relazione, il passaggio in Tribunale fa si che i tempi si allunghino notevolmente, gettando le coppie in attesa di una decisione ancora più nello sconforto.  Senza contare poi che accade a volte- per fortuna raramente, ma accade- che un giudice “fermi” una coppia che era stata “promossa” dai servizi sociali: quando la famiglia poi ricorre in appello, per questo o altri motivi, nel 96-97% dei casi riesce ad ottenere l’idoneità, per buona pace dei futuri genitori adottivi ma per un allungarsi infinito dei tempi!
Quello che come Coordinamento Oltre l’Adozione proponiamo è che il decreto di idoneità per i genitori possa essere rilasciato dai servizi sociali, che così potrebbero già interfacciarsi con gli enti autorizzati accorciando i tempi. Inoltre, con l’esperienza di questi ultimi 13 anni, la maggior parte degli Enti Autorizzati ha raggiunto un livello di preparazione tale da poter garantire ottime collaborazioni e forme di convenzione altamente qualificate con i Servizi pubblici conservando allo stesso tempo flessibilità e minori costi rispetto al sistema pubblico. Crediamo che sia arrivato il momento di guardare in faccia la realtà e cambiare ciò che una legge ormai vecchia per i tempi che corrono continua a rendere difficile.

Che cosa deve fare una coppia che è intenzionata ad adottare un bimbo dall’estero?

Per prima cosa deve rivolgersi ai servizi sociali: ogni provincia (nel modenese ogni distretto sanitario – qui i riferimenti) ha una propria equipe-adozioni, gruppetti di professionisti che si occupano delle famiglie che vogliono iniziare il percorso adottivo. L’equipe poi attiva un processo che consiste in un percorso formativo di sensibilizzazione e un percorso valutativo della coppia fatto di incontri, visite a domicilio… tutto ciò che serve, insomma, per relazionare al giudice  che sarà poi chiamato ad emettere il decreto di idoneità. Un percorso che dovrebbe durare, per legge, 6 mesi, ma che in realtà va avanti per 9/12 mesi circa in molti casi.
Ottenuta l’idoneità, poi, la coppia ha un anno di tempo per “spenderla” e, dopo aver contatto l’ente autorizzato che più le si confà –spesso scelto anche in base a seconda del paese in cui la coppia vuole adottare, per affinità di valori, per convenienza di costi o talvolta ancora sulla scia del tam-tam di amici, parenti e conoscenti che hanno già sperimentato quell’ente – si inizia il percorso di studio delle concrete possibilità di abbinamento dei genitori adottivi con il bambino, fra quelli che il Paese estero di origine segnala all’ente.
Fondamentale è che l’ente sia per la coppia adottiva un partner sincero che faccia da “finestra” sul mondo, mettendo ben in chiaro tutte le carte ed accompagnando passo dopo passo i futuri genitori condividendo emozioni e difficoltà, talvolta mentore e spesso spalla su cui piangere per ritrovare dentro di sé la forza di proseguire nel cammino difficile dell’adozione.

Che cosa direbbe ad una famiglia che oggi vuole iniziare un percorso adottivo?

Li incoraggerei, gli direi di non perdersi d’animo, perché – e ora parlo come padre adottivo di due bellissimi bambini- è l’esperienza più bella del mondo. Come presidente di NADIA Onlus, invece, mi sento di  rassicurarli offrendo il nostro impegno e la nostra volontà di batterci anche per loro con le istituzioni, perché le famiglie adottive vanno sostenute, per il bene delle famiglie, certo, ma anche e  soprattutto per il bene dei bambini.

Per chi volesse saperne di più sono in programma a Carpi diversi incontri che trattano il tema dell’adozione da differenti punti di vista. Ecco un calendario:

Venerdì 18 OTTOBRE ore 20.30: “Un anno in famiglia.” Serata di confronto tra le coppie che hanno adottato nel corso del 2012 e 2013, per condividere il primo anno vissuto insieme ai propri bambini. (moderatrici: dott.sa Valeria Lodi e dott.sa Alessandra Piccioni, psicologhe psicoterapeute referenti sede Emilia Romagna).

Sabato 09 NOVEMBRE 15.00: “Diventare nonno di un bambino adottivo” (Dott.ssa Luigina Ballarin, psicologa psicoterapeuta, Area Sostegno Nadia Onlus). L’incontro è rivolto anche ai nonni adottivi e ai futuri nonni adottivi.

Venerdì 06 DICEMBRE ore 20.30: “L’incontro con la Psicomotricista: cos’è e a cosa serve la Psicomotricità“ (Maria Ruini).

Venerdì 10 GENNAIO ore 20.30: “Adottare bambini grandi”. (dott.sa Anna Cabassi, psicologa psicoterapeuta – Servizio Sociale dell’Unione Tresinaro Secchia).

Venerdì 07 FEBBRAIO ore 20.30: “Il tempo dell’attesa: vissuti individuali e di coppia.” Serata di conoscenza e confronto tra le coppie in attesa di adottare. (moderatrici: dott.sa Valeria Lodi e dott.sa Alessandra Piccioni, psicologhe psicoterapeute referenti sede Emilia Romagna).

Venerdì 07 MARZO ore 20.30: “Adottiamo un’altra volta..” (Dott.sa Anna Maria Giarola, Assistente Sociale Responsabile Area Formazione e Sostegno di Nadia Onlus).

Sabato 05 APRILE ore 15.00: “Quando le emozioni la fanno da padrona!. Come aiutare i bambini ad esprimere le proprie emozioni e a renderli consapevoli del loro valore.“ (dott.sa Mariangela Tonfoni, psicologa psicoterapeuta).

Venerdì 09 MAGGIO ore 20.30: “Adottare in Federazione Russa.” Incontro con una famiglia che porterà la sua esperienza (moderatrici: dott.sa Valeria Lodi e dott.sa Alessandra Piccioni, psicologhe psicoterapeute referenti sede Emilia Romagna).

La partecipazione agli incontri è gratuita ma è richiesto di segnalare la propria presenza inviando una mail all’indirizzo nadia.emilia@nadiaonlus.it, per una migliore organizzazione dell’incontro.

Gli incontri verranno attivati con un minimo di sei iscrizioni. Gli iscritti che non potessero partecipare sono pregati di comunicarlo alla segreteria organizzativa per permettere di partecipare ad altre persone.

Per informazioni è possibile contattare la sede di N.A.D.I.A. Emilia Romagna ai n. tel. 335.1284256 e 335.1284251 o all’indirizzo mail nadia.emilia@nadiaonlus.it.

Tutti gli incontri si svolgeranno presso la sede di N.A.D.I.A. Emilia Romagna a Carpi (MO), via Giovanni XXIII n. 122 (angolo con via Bologna), e saranno attivati con un numero minimo di 6 iscrizioni.

PER MAGGIORI INFO:
NADIA Onlus – SEDE OPERATIVA DI CARPI 
Via Giovanni XXIII, 122
Tel. 335 1284256
E-mail  nadia.emilia@nadiaonlus.it
www.nadiaonlus.it   –   www.nadiaonlus.org