STRAGE DI MIGRANTI: LA SOCIETÀ CIVILE MODENESE SI UNISCE IN UN MOMENTO DI CORDOGLIO IL 4 OTTOBRE ALLE 17.30

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Arci Modena, Cgil, Cisl e Uil stanno mobilitando la società civile modenese in un simbolico momento di riflessione per oggi, venerdì 4 ottobre 2013 alle 17.30 presso la pietra Ringadora, in centro a Modena.Tutti i cittadini sono invitati ad unirsi al momento di cordoglio portando fiori rossi in omaggio alle vittime. Hanno già aderito: Rete primo Marzo Modena, Consorzio Cooperative Sociali, Forum del terzo settore, Casa delle culture, Auser.

Oggi, venerdì 4 ottobre le bandiere e i gonfaloni della città di Modena saranno listati a lutto per esprimere dolore e solidarietà di fronte alla tragedia avvenuta questa mattina al largo delle coste dell’isola di Lampedusa. All’appuntamento alla pietra Ringadora saranno deposti fiori rossi in segno di lutto e cordoglio per le vite prese dal mare e dall’indifferenza. Un momento in cui interrogarsi su quanto il nostro Paese e l’Europa tutta stiano smarrendo il senso di umanità che è presupposto di ogni democrazia. Anche il Sindaco Giorgio Pighi porterà il suo saluto.

L’appuntamento del 4 ottobre è anche un segnale di sostegno al Ministro Kyenge alla Presidente Boldrini per le ingiuste offese ricevute dalla Lega che le ha designate assurdamente come responsabili della strage.

“La solidarietà e l’indignazione non bastano più, ormai è un problema di civiltà. Di fronte all’orrore di quanto avvenuto a Lampedusa non si può continuare a parlare. Servono fatti, decisioni concrete che nell’immediato diano il senso di una svolta profonda per evitare che si ripropongano drammi di questo genere”. Lo afferma il sindaco di Modena Giorgio Pighi, come delegato Anci nazionale all’Immigrazione, commentando la tragedia che si è verificata al largo delle spiagge di Lampedusa. “La spinta dei migranti verso condizioni più umane – sostiene Pighi – va trasformata in forza positiva, governata, rispettosa dei valori profondi della persona umana. Occorre procedere immediatamente, e solo l’intero sistema europeo può intervenire sui Paesi che danno origine ai flussi irregolari”.

Secondo Pighi “si deve mettere mano alle politiche complessive sull’immigrazione, sostenendo i Comuni nelle loro azioni e nei momenti di maggiore difficoltà. Governo e Parlamento devono avviare subito una profonda revisione della legge sull’immigrazione, che va resa capace di ridurre drasticamente l’area della clandestinità e di prevenire in radice i fenomeni criminosi alla base anche della tragedie di questi giorni. L’Unione Europea deve smettere di far finta di nulla, prendere atto della peculiarità della situazione italiana ed agire di conseguenza, garantendo da un lato una maggiore mobilità interna e dall’altra ipotizzando l’attivazione di canali protetti per l’ingresso in Europa per chi comunque ha diritto a chiedere la protezione internazionale”.

“Questi temi – conclude Pighi esprimendo anche vicinanza al sindaco di Lampedusa e a tutta la sua comunità – verranno al più presto discussi in sede Anci e trasformati in proposte concrete, che presenteremo al Paese e in tutte le sedi istituzionali”.