VERDURE IN LIBERTÀ: NEGLI IPERMERCATI GRANDEMILIA E I PORTALI DI MODENA IN VENDITA LE COLTIVAZIONI BIOLOGICHE DEI DETENUTI DEL SANT’ANNA

Da alcuni anni un gruppo di detenuti, sotto la guida esperta di due agronomi, coltivano all’interno della casa circondariale di Modena prodotto ortofrutticoli che hanno ottenuto la CERTIFICAZIONE BIOLOGICA. Nei tre ettari di terra, coltivati esclusivamente a mano, si producono diversi tipi di frutta e ortaggi.

I detenuti, selezionati ed adeguatamente formati, si occupano di tutte le fasi del processo produttivo, dalla semina alla raccolta, fino alla vendita, avvenuta finora soltanto nello spaccio interno ed occasionalmente durante fiere o mercatini riscuotendo molto successo per la QUALITA’ DEI PRODOTTI.

Grazie alla collaborazione con Coop Estense, questi frutti della terra sono giunti sui banchi di vendita della cooperativa, negli ipermercati Grandemilia e Portali, dando vita a un progetto volto a favorire i processi di integrazione dei detenuti e il loro reinserimento nella società.

“Il lavoro è per tutti una riappropriazione della dignità: ti fa ripensare alla tua vita, e poi è nel confronto che si cambia: se non hai paragoni la tua ti sembra l’unica vita possibile”. È questa la principale motivazione che ha spinto Rosa Alba Casella, direttrice del penitenziario, a portare avanti il  progetto Verdure in libertàIl nuovo padiglione del Sant’Anna con capacità di 220 persone avrebbe l’obbligo del lavoro, ma solo una sessantina di detenuti hanno trovato occupazione. Una decina quelli impegnati in esperienze di volontariato: durante l’emergenza del sisma, poi con la Caritas e con le biblioteche. L’esperienza della detenzione può cambiare davvero le cose se affiancata ad un contesto sociale che offra delle possibilità di riassorbimento”.

Rimandiamo alla lettura di questo interessante articolo