METTIAMOCI IN GIOCO, TUTTI QUANTI

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Il tempo è scaduto, occorre approvare al più presto una legge che regolamenti realmente e in modo rigoroso la diffusione del gioco d’azzardo nel nostro paese. E’ questo il messaggio che arriva dall’incontro promosso qualche settimana fa a Roma da“Mettiamoci in gioco”, campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo e dal cartello Insieme contro l’azzardo a cui hanno partecipato numerosi parlamentari di vari schieramenti e diversi esponenti degli enti locali. L’appuntamento – dedicato a Mario Castaldi, il diciottenne suicidatosi qualche giorno fa per la vergogna provocata dall’aver perso i risparmi nel gioco d’azzardo, ultima vittima di un fenomeno fuori controllo – ha permesso di individuare una serie di punti condivisi in vista di una normativa in materia.

La campagna – promossa da ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker – pensieri senza dimora, UISP – ha avanzato queste proposte (clicca qui per leggere il testo completo della proposta di regolamentazione del gioco d’azzardo presentata dalla campagna):

eliminazione del termine “ludopatia” dagli atti pubblici, da sostituire con il termine, assai più corretto, di “gioco d’azzardo patologico”; divieto di introdurre nuovi giochi con vincite in denaro; completare, entro due mesi, il percorso di inserimento del gioco d’azzardo patologico nei Livelli essenziali d’assistenza garantiti dallo stato; istituzione di un fondo per la prevenzione, cura e riabilitazione finanziato per un terzo dalla riduzione delle somme destinate alle vincite, per un terzo dagli introiti dei concessionari e per un altro terzo dallo stato; impedire l’accesso ai giochi da parte dei minorenni prevedendo l’obbligo di presentazione della tessera sanitaria; stabilire una serie di norme per ridurre drasticamente i messaggi ingannevoli e tutelare i minorenni e le fasce più deboli; assegnare un potere di regolamentazione agli Enti locali rispetto all’esercizio del gioco (autorizzazioni, orari, luoghi…); istituzione di un Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d’azzardo patologico presso il ministero degli Affari sociali, a cui devono partecipare anche esponenti dei Sert e del terzo settore più rappresentativo; prevedere attività di formazione specifica per operatori dei Sert, dei Servizi di salute mentale e del privato sociale e, sui rischi dell’azzardo, per gli esercenti dei giochi; definire un complesso di limitazioni, divieti e obblighi connessi ai luoghi del gioco per ridurre i rischi di dipendenza (tempo minima di partita, presenza di orologi nelle sale, limiti per il fumo identici a quelli vigenti in tutti gli altri locali…); armonizzazione del prelievo fiscale per i diversi giochi, oggi tassati in modo spesso radicalmente, e ingiustificatamente, differente.

“La campagna”, ha affermato don Armando Zappolini, portavoce della campagna, “è pronta a cooperare con l’intergruppo parlamentare appena costituito per arrivare ad avere, finalmente, una legge sul gioco d’azzardo degna di questo nome. L’incontro di oggi, così partecipato e intenso, ci fa ben sperare. Anche se l’assegnazione della delega sul gioco d’azzardo ad Alberto Giorgetti rimane una ferita aperta, rispetto alla politica, perché assolutamente inopportuna.”

A Modena, il Consiglio comunale è impegnato a valutare se l’attuale normativa consente di modificare i regolamenti comunali introducendo il divieto di pubblicità per qualsiasi tipo di gioco d’azzardo in tutto il territorio cittadino e di autorizzazione a sale dedicate in un raggio di 300 metri da istituti scolastici, centri giovanili e strutture residenziali o semiresidenziali sanitarie e socio-assistenziali.

Lo ha fatto approvando all’unanimità, nella seduta di lunedì 22 luglio, l’ordine del giorno “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo” presentato da Fabrizio Cavani della Lega nord e firmato anche da Fratelli d’Italia, Modena futura, Pd, Pdl, Sel e Udc.

Il Consiglio è orientato, in particolare, a prevedere sanzioni per la pubblicità di tutti i tipi di giochi, comprese lotterie, scommesse e concorsi che prevedano “una puntata o un impegno di denaro o di altri beni al fine di ottenere una vincita al verificarsi di un evento futuro”, sia tramite operatori fissi, sia tramite operatori telematici, anche se in possesso di regolare concessione amministrativa rilasciata dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS). Se il Regolamento potrà essere modificato, i proventi delle sanzioni amministrative saranno destinati all’informazione ed educazione sanitaria, con particolare riferimento alla prevenzione della ludopatia. Dal divieto saranno esclusi i concorsi a premi, le lotterie, le tombole, le pesche o banchi di beneficenza indetti da associazioni, fondazioni od organizzazioni non lucrative di utilità sociale e le lotterie nazionali.

Per tutelare determinate categorie di persone e prevenire il vizio del gioco, secondo il Consiglio comunale, inoltre, l’Amministrazione potrebbe individuare altri luoghi sensibili in cui vietare l’autorizzazione all’esercizio di sale da gioco d’azzardo, “tenuto conto dell’impatto della stessa sul contesto e sulla sicurezza urbana nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica”. Con la modifica al Regolamento, l’autorizzazione sarebbe limitata a un periodo di 5 anni, anche se con possibilità di rinnovo, e l’orario di attività verrebbe circoscritto tra le 12 e le 24. L’esercente assumerebbe responsabilità di garante rispetto all’impedimento dell’accesso ai minorenni a giochi loro vietati. Su questo, così come su subentri e cessioni di rami d’azienda e altro, verrebbero poi previsti specifici controlli.

La mozione approvata chiede anche a sindaco e Giunta di elaborare uno studio conoscitivo, ricorrendo se necessario ad altre competenze istituzionali (Università, Ausl), sulla presenza e gli effetti delle sale gioco nel Comune di Modena, con l’obiettivo di una mappatura e di una stima degli effetti economici, sociali e sanitari del gioco d’azzardo. L’Aula ha chiesto inoltre, se le norme lo permettono, di valutare l’introduzione nei prossimi esercizi di bilancio di forme di sconto sulla Tares per bar e locali che non installino o che rimuovano apparecchiature per gioco d’azzardo. Il documento chiede ancora alla Giunta di dare ampia attuazione alla legge regionale dell’Emilia-Romagna approvata il 2 luglio sulle “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”. Infine, l’Amministrazione è stata invitata a sollecitare il sistema dei Comuni e l’Anci a farsi promotore nei confronti del Governo per una serie di provvedimenti, come la realizzazione di una legge nazionale che riduca l’offerta e contenga l’accesso attraverso un’adeguata informazione e attività di prevenzione e cura, e l’introduzione del divieto di ogni forma di pubblicità diretta o indiretta volta a favorire l’accesso al gioco d’azzardo. Tra le azioni che il Governo dovrebbe mettere in atto, anche il completamento del percorso normativo intrapreso in materia di ludopatia e la sollecitazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato affinché, attraverso una legge che riconosca un ruolo programmatorio/autorizzativo degli enti locali, obblighi a integrare gli apparecchi per il gioco con sistemi di lettura automatica di documenti, in modo da evitare l’accesso ai minorenni e a persone riconosciute come affette da ludopatia.