TERREMOTO, DALLA REGIONE 4 MILIONI PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE

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Più forti e competitivi dopo il terremoto grazie anche alla  ricerca e all’ innovazione. Con questo obiettivo la Regione Emilia-Romagna ha approvato un bando che stanzia risorse per 4 milioni di euro destinati a sostenere progetti di innovazione delle produzioni agroalimentari di maggiore importanza dell’area colpita dal sisma.

Tra gli altri: vino, ortofrutta, cereali,  pomodoro da industria,  parmigiano reggiano, allevamento.

“Vogliamo accompagnare lo sforzo della ricostruzione in agricoltura con un attivo sostegno allo sviluppo della competitività e della redditività delle principali filiere  agroalimentari dei comuni del sisma. Per questo oltre ai 65 milioni destinati a cofinanziare nei prossimi mesi investimenti aziendali e allo stanziamento delle settimane scorse per abbattere il costo del credito d’esercizio abbiamo deciso di finanziare progetti di ricerca applicata e di innovazione dei processi produttivi e dei prodotti agricoli ed agroalimentari.  Come sanno bene gli imprenditori del settore l’innovazione può fare la differenza – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – sia sul mercato che nei bilanci aziendali. Anche in questo caso, si tratta di risorse vincolate al territorio del sisma che la Giunta regionale ha messo a disposizione con la recente manovra di assestamento di bilancio “.

Il bando,  che scade il  12 agosto prossimo, è rivolto a Università, enti di ricerca pubblici  e provati, sia nazionali che esteri, ma anche ad aziende agricole, cooperative di trasformazione e commercializzazione e consorzi.

Le scosse di terremoto del  20 e 29 maggio 2012 hanno  colpito severamente il settore agricolo regionale e hanno interessato  quasi 14 mila aziende agricole (il 18,7% del totale regionale) e oltre 1.200 allevamenti (10% del totale).

I danni specifici per il settore agricolo e quello agro-industriale sono stati valutati in oltre 2,3 miliardi di euro.

Il bando regionale prevede contributi fino al 90% dell’investimento previsto, per progetti, della durata massima di 24 mesi,  che potranno essere  di studio e ricerca  o di sperimentazione e che dovranno   comunque prevedere anche attività dimostrative e di primo trasferimento.

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