FONDO PER L’INSERIMENTO DEI DISABILI PORTATO IN DUE ANNI A 22 MILIONI

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Sarà più corposo il fondo per l’inserimento al lavoro dei disabili. Si è chiusa con una bella notizia, sabato, la seconda giornata della conferenza nazionale sulla disabilità a Bologna. Ospite il ministro del lavoro Enrico Giovannini che ha parlato del piano nazionale, in via di approvazione, e dei provvedimenti del governo.

“Abbiamo la possibilità – ha detto Giovannini – di aumentare da 2 a 12 milioni quest’anno e a 22 milioni l’anno prossimo il fondo per le assunzioni disabili, ridando così consistenza a un fondo che era stato quasi azzerato”. Per il mondo dei disabili, non è l’unico provvedimento nell’agenda del governo. “Abbiamo già fatto nel decreto lavoro – ha detto – degli interventi che aiutano, che segnalano da questo punto di vista l’attenzione per l’inabilità. Chiarendo dopo anni di contestazioni anche giudiziarie che il reddito che conta per la pensione di inabilità è quello individuale, non quello familiare. Questo è un passaggio molto importante che sana migliaia di cause di contenziosi. Segnali che, insieme al programma per la lotta alla disabilità che oggi discutiamo, dimostrano come il governo sia assolutamente in prima fila”.

Ma oltre ai fondi servono anche quelli che il ministro ha definito cambiamenti culturali. “Tutti abbiamo gli stessi diritti – ha detto, citando la convenzione Onu – e dobbiamo lavorare per consentire a tutti di vedere i propri diritti esercitati appieno. Un cambiamento radicale rispetto a un approccio che vede il disabile come una persona con diritti particolari”. E che passa anche da piccoli segnali come la proposta di istituire, all’interno del ministero del Lavoro, la figura del disability manager che si occupi di gestire le situazioni dei disabili e che diffonda una cultura di piena integrazione.

La conferenza si è chiusa con un impegno raccolto anche dalle Regioni: “anche per questo aspetto – ha detto Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni – bisogna lavorare sull’integrazione, sull’integrazione  sociosanitaria, sulla presa in carico della persona. Ciò vale per chi non ha disabilità e deve valere ancora di più su chi ha una disabilità”.
Ma con la consapevolezza, però, che molto è ancora da fare, anche nella vita di tutti i giorni, come ha dimostrato il guasto degli ascensori, proprio nel palazzo dei congressi dove si svolgeva la conferenza, che, durante la prima giornata, ha creato qualche disagio denunciato da un’associazione di disabili. Anche se, come ha precisato il vice ministro Maria Cecilia Guerra, nel palazzo c’erano altri ascensori a distanza di pochi metri, e il piano terra non è rimasto mai isolato.