MODENA IN RETE PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO

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Il Comune aderirà al “Manifesto dei Sindaci” che chiede una legge fondata su riduzione dell’offerta, adeguata informazione, attività di prevenzione e cura, potere d’ordinanza

Una nuova legge nazionale fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’eccesso del gioco d’azzardo legale, attraverso una adeguata attività di informazione e cura; leggi regionali in cui siano esplicitati i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dei rischi, per il sostegno alle azioni degli Enti locali. Sono alcune delle richieste del “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, al quale aderirà anche il Comune di Modena. Lo ha deciso la giunta oggi, martedì 2 luglio, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Stefano Prampolini. Il “Manifesto” chiede anche che ai sindaci sia riconosciuto il potere di ordinanza per definire gli orari delle sala gioco e stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e perché sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie locali il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo.

L’iniziativa, nata da “Terre di Mezzo” e promossa da Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Upi (Unione Province italiane) e Legautonomie dell’Emilia-Romagna, dà voce alle preoccupazioni e all’impegno dei sindaci – che si mettono in rete tra loro e con associazioni e istituzioni dei territori, Asl e prefetture – per prevenire e contrastare i rischi sociali, economici, culturali, e di infiltrazioni della criminalità organizzata legati al fenomeno.

“La ludopatia, in provincia di Modena i casi stimati sono circa tremila, è un dramma che colpisce le famiglie, minandone gli equilibri e inasprendo i momenti di crisi economica – commenta l’assessore Prampolini -. È un nostro dovere, alla luce anche dell’attualità e delle indagini in corso, lavorare per contrastare i rischi legati al gioco d’azzardo e costruire consapevolezza, impegnandoci nell’informazione e nell’educazione già a partire dai bambini e stando vicini alle famiglie. Con questa adesione, come già con il club delle aziende per la responsabilità sociale d’impresa e con altre iniziative – conclude Prampolini – intendiamo promuovere un’idea di economia etica, insieme anche ai privati che sviluppano progetti che vadano in quella direzione”.

La cronaca giudiziaria e i dati sono allarmanti: i numeri presentati dal “Manifesto dei sindaci” parlano, a livello nazionale, di 100 miliardi di fatturato (pari al 4% del PIL nazionale come se fosse la 3° industria italiana); 12 % della spesa delle famiglie italiane; 400 mila slot-machine, 6 mila 181 locali e agenzie autorizzate; 15 milioni di giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800 mila i giocatori già patologici; 5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico.