A.L.I.CE INTERVIENE SUL RAMAZZINI: DECISIONI DA RIVEDERE

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A.L.I.Ce. Carpi interviene, con un comunicato stampa, per esprimere la propria posizione sulle scelte di riorganizzazione dell’ospedale Ramazzini di Carpi che si stanno delineando, con una prima decisione di non ripresa, dopo il sisma, della terapia trombolitica per una parte di malati colpiti da ictus e con incertezze sul futuro della Stroke Unit.

Ecco il comunicato stampa:

Si è svolto, nei giorni scorsi, su richiesta di A.L.I.Ce. Carpi, un incontro con la Direzione della Unità Sanitaria di Modena rappresentata dal Direttore Generale  Dr.ssa Mariella Martini e dal Direttore  dell’Ospedale “Ramazzini” di Carpi  Dr.ssa Teresa  Pesi. L’incontro aveva lo scopo di verificare le prospettive della completa ripresa delle migliori cure ai pazienti affetti da ictus cerebrale acuto e afferenti all’ Ospedale “B.Ramazzini” di Carpi dopo il sisma, alla luce della mancata ripresa della terapia trombolitica e delle notizie di ridimensionamento della “Stroke Unit” della U.O. di Neurologia del nostro Nosocomio nell’ottica di processi di riorganizzazione dell’assistenza secondo il modello “per intensità di cura”.
Occorre ricordare che, mentre tutti i servizi dell’ospedale di Carpi sono ripresi regolarmente, la terapia trombolitica non è più stata riattivata nonostante ci siano tutte le condizioni per effettuarla (T.A.C., Rianimazione, protocollo di intervento con i Professionisti coinvolti, ecc.).

Nel corso dell’incontro la Dr.ssa Martini, in evidente contraddizione con quanto dichiarato nell’autunno scorso, all’atto della sua presentazione a Carpi, e cioè che “la terapia trombolitica a favore dei pazienti colpiti da ictus cerebrale sarà ripresa regolarmente, una volta ripristinati tutti i servizi ad essa propedeutici” ha confermato la indisponibilità a riattivare a Carpi questa terapia di emergenza in favore dei pazienti  colpiti da ictusTutto ciò contrasta palesemente con quanto previsto dal progetto regionale sull’ictus che individua l’Ospedale di Carpi come centro di secondo livello dotato di un reparto di neurologia, di una Stroke Unit e del trattamento trombolitico.

La terapia trombolitica era stata regolarmente attivata sotto l’egida della precedente Direzione, dopo autorizzazione della Regione nel maggio 2010, con risultati qualitativi eccellenti, sicuramente in linea coi migliori standard riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, tanto da non rendere plausibile la motivazione che ci è stata fornita, secondo la quale il paziente godrebbe di maggiore sicurezza recandosi all’Ospedale di Baggiovara, trovando lì maggiore competenza clinica e maggiore qualità delle prestazioni dovute al trattamento di un numero molto superiore di casi rispetto al Ramazzini e per tutto l’arco delle 24 ore.
Era ben chiaro sin dall’inizio alle autorità sanitarie che hanno autorizzato questo trattamento a Carpi nel 2010 che il numero delle trombolisi che si sarebbero effettuate non poteva che essere rapportato al numero di pazienti che afferiscono all’Ospedale di Carpi dall’intera area nord (bacino di utenza di 200.000 persone), all’organico medico e infermieristico, di molto inferiore a quello di Baggiovara, che aveva condizionato la scelta di agire sulle 12 ore.

A.L.I.Ce. Carpi ritiene quindi urgente e necessario riprendere questo trattamento presso la Neurologia del Ramazzini, nell’interesse dei pazienti che afferiscono al distretto, tenuto conto non solo che il reparto si è dimostrato pienamente all’altezza operando qualitativamente alla pari dei migliori centri oggi esistenti, ma anche perchè  i costi sono assolutamente sostenibili come riconosciuto da tutti.

A.L.I.Ce., che è nata con lo scopo di contrastare questa malattia che costituisce la terza causa di morte, la seconda di demenza e la prima causa di invalidità permanente, con 200.000 nuovi casi all’anno in Italia (2.000 nella provincia di Modena dei quali 350 solo a Carpi) ritiene che occorra estendere e non ridurre sul territorio un’importante terapia come la trombolisi, che, quanto più è tempestiva tanto più risulta efficace nel ridurre la mortalità e gli esiti clinici invalidanti di questo evento cerebrovascolare acuto.
Da una  efficace lotta e cura  all’ictus ne derivano vantaggi, non solo per i pazienti, ma anche per il sistema socio-sanitario, che vede ridursi in misura consistente la spesa associata alla gestione della disabilità residua a lungo termine, così come scientificamente dimostrato.
Non si riescono quindi proprio a capire le ragioni che spingono l’attuale Direzione dell’azienda sanitaria ad eliminare, all’ospedale di Carpi, una terapia tecnicamente relativamente facile da effettuare, anche se praticabile soltanto da parte di equipe multidisciplinare affiatata e competente come quella del nostro nosocomio, rivelatasi molto competente anche nella fase di monitoraggio del paziente dopo la terapia.

Per altri aspetti occorre dare atto che la nuova Direzione della Sanità della provincia modenese ha effettuato sull’Ospedale di Carpi scelte importanti, cogliendo l’occasione fornita dalla ricostruzione post-terremoto per potenziare alcune strutture e servizi di grande valenza per il distretto ed è anche per questo che il segnale in controtendenza della trombolisi diventa ancora più difficile da comprendere.
Auspichiamo che la decisione possa essere ragionevolmente rivista, così come rimaniamo fiduciosi che l’attuale Stroke Unit (oggi attrezzata con 6 letti utilizzati al 90% per l’ictus) manterrà la sua importanza strategica nella Neurologia, e che non verrà stravolta dai nuovi assetti organizzativi,  come ci ha assicurato, per altro, la stessa Direttrice, che si è impegnata a ricontattarci quando saranno pronte le risultanze dell’apposito “gruppo di lavoro” che sta lavorando sull’argomento.

Carpi, li  21 Giugno 2013

A.L.I.Ce. Carpi ONLUS Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale
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