SCAMBI PEDAGOGICI: “ACCOMPAGNARE O INVADERE?” SABATO 18 MAGGIO 2013 UN SEMINARIO A BOLOGNA

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“Accompagnare o invadere?” Questo il titolo del seminario, in programma sabato 18 maggio all’Auditorium di viale Aldo Moro 18, organizzato dall’assessorato alle Politiche sociali della Regione. Un’occasione per parlare di sostegno alla genitorialità in area educativa, sociale e sanitaria: si discuterà, in particolare, sul valore e sull’importanza degli scambi per la progettazione pedagogica.

Aprirà i lavori Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali (ore 9.15). A dieci anni dall’avvio, il seminario ripercorre gli esordi e l’evoluzione del progetto regionale “Scambi pedagogici”, che ha visto 50 Comuni protagonisti e circa 250 tra educatori, insegnanti, ausiliari e coordinatori pedagogici coinvolti. Se all’inizio (nel 2000) il progetto ha riguardato le diverse tipologie di servizi esclusivamente educativi (con lo scambio di esperienze tra coordinatori pedagogici, dirigenti scolastici, educatori dei servizi 0-3 anni e insegnanti), dal 2007 si è deciso di lavorare su alcune aree tematiche fondamentali: le diverse identità dei bambini e delle bambine, a partire dai contesti in cui vivono (famiglia, servizi educativi, scuola dell’infanzia), e le trasformazioni familiari, con particolare riferimento ai bisogni che padri e madri esprimono.

Negli anni gli scambi hanno ampliato progressivamente il campo d’azione, in base alle indicazioni del Piano sociale e sanitario 2008-2010 della Regione. Lo sviluppo del progetto è proseguito anche nell’ultimo biennio, definendo ulteriormente il raccordo con i servizi territoriali dell’area sociale e sanitaria e degli assessorati regionali alle Politiche sociali e alle Politiche per la salute.

Nei territori sono state avviate così diverse collaborazioni sperimentando insieme modelli organizzativi per progetti sull’evento della nascita, il pronto soccorso pediatrico e il lavoro con reparti di oncoematologia (nel caso di Parma), fino a realizzare interventi come “Nati per leggere” con le biblioteche e la pediatria di base, o programmi regionali legati all’autismo o agli incidenti domestici in collaborazione con le équipe di neuropsichiatria dei consultori.

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