IL 14° MEETING NAZIONALE DI ANPAS A BOLOGNA E MIRANDOLA

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Dal 24 al 26 maggio migliaia di volontari tornano in Emilia con il 14°Meeting della solidarietà: la ricostruzione, la cultura di protezione civile, 100 ambulanze nel cratere e la raccolta firme per la legge Rifiuti Zero. Dal 24 al 26 maggio Anpas sarà a Bologna e Mirandola per ingentilire i cuori: tre giorni di incontri, eventi e un nuovo abbraccio che migliaia di volontari che sono intervenuti durante l’emergenza dello scorso anno torneranno a dare alle comunità colpite dal terremoto.

Una edizione speciale, quella del 14° Meeting Nazionale, che non costituirà solo un momento di autocelebrazione, ma una importante occasione di ri-incontro con la cittadinanza delle comunità assistite e una serie di incontri con le istituzioni locali e nazionali, con i maggiori esperti di cultura di rischio sismico, di volontariato e cittadinanza attiva.

 

Rinnovare la cultura di protezione civile e convivere con il rischio.
Questo il tema al centro delle lezioni magistrali che saranno tenute dal capo Dipartimento di Protezione Civile Franco Gabrielli, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, esperti e studiosi di geologia come Gaetano Manfredi, Dario Albarello, Marco Mucciarelli.

Cento ambulanze nel cratere, un convegno sul welfare, un concerto in piazza: tre giorni di eventi
Si inizierà venerdì 24 maggio a Bologna, con l’inaugurazione di un campo tendato nel Parco Nord che ospiterà i volontari. Nel pomeriggio presso l’Auditorium della Regione Emilia-Romagna il convegno “Pubblico e privato: le responsabilità del welfare”: una occasione per riflettere sul rapporto tra Istituzioni pubbliche e soggetti privati nell’ambito del sistema di welfare. Partecipano  Teresa Marzocchi (Assessore al Welfare Regione Emilia Romagna); Pietro Barbieri (portavoce Forum Terzo Settore),  Gregorio Arena (Presidente LABSUS), Andrea Volterrani, sociologo Roma Tor Vergata, Maura Forni (coordinamento politiche sociali e socio educative Regione Emilia Romagna),  Luca De Paoli (Portavoce Forum del Terzo Settore provincia di Bologna).

Sabato 25 maggio, presso l’Estragon (al Parco Nord) l’assemblea nazionale delle Pubbliche Assistenze con interventi di esperti e personalità del mondo della scienza e delle istituzioni per rinnovare la cultura del rischio sismico.
Nel pomeriggio da Bologna partiranno 100 ambulanze, provenienti da tutta Italia, che toccheranno le città colpite dal sisma dove sono presenti le pubbliche assistenze Anpas. Altre colonne di mezzi partiranno dalle città del Veneto e Lombardia dove hanno operato i volontari Anpas nel corso dell’emergenza dello scorso anno. L’arrivo in piazza Costituente a Mirandola dove, dalle 17, Maino Benatti (sindaco di Mirandola), Luisa Turci (sindaco di Novi di Modena), Emilio Sabbatini (Presidente Provincia di Modena) e Paola Gazzolo (Assessore Regionale alla Protezione Civile) incontreranno i volontari intervenuti lo scorso anno. Ad animare la serata, la coppia di dj di Radio Bruno Enrico Gualdi e Sandro Damura.

Domenica 26 maggio il grande corteo di divise arancioni per le vie di Bologna con la manifestazione nazionale dei volontari Anpas fino a Piazza Maggiore dove si concluderà il meeting con le autorità locali e il presidente di Anpas Nazionale, Fausto Casini, saluterà i volontari.

Per tutta la durata del Meeting ci sarà la possibilità di firmare per la legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero, di cui Anpas è promotore in Italia attraverso tutte le sue Pubbliche Assistenze e Volontari da tre anni.

Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promosso da Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna e di Modena, i Comuni di Bologna e Mirandola, in collaborazione con il Centro Servizi Volabo, Anpas ha scelto come filo arancione del 14° Meeting Nazionale della Solidarietà Anpas il tema “Si lavora qui per ingentilire i cuori”. Lo disse nel 1903 un avvocato, il presidente della pubblica assistenza di Livorno Giacomo Mellini. Un anno dopo è nato il movimento nazionale delle pubbliche assistenze: l’Anpas.
«Si lavora qui per ingentilire i cuori, per la educazione morale e civile del popolo, per diffondere e praticare sentimenti di amore, di pace, di fratellanza fra gli uomini nei dolori e nelle miserie, dimenticando ogni distinzione sociale, spogliandosi di ogni sentimento politico e religioso, ricordando solo di essere uomini, tutti eguali, di fronte alla inesorabile, fatale ed eterna lotta con la malattia e con la morte».

La risposta delle pubbliche assistenze modenesi per l’emergenza sanitaria

Ad un mese dal terremoto, le ore di volontariato nel trasporto di emergenza urgenza e sanitario ordinario prestato dai volontari delle pubbliche assistenze Anpas nel modenese erano 7.728 mila.
Tre gli ospedali evacuati. Sono solo alcuni dei numeri delle attività delle pubbliche assistenze della Provincia di Modena che hanno operato nel corso dell’emergenza terremoto.
Un impegno iniziato alle 4.19 del 20 maggio con l’attivazione, da parte della Centrale operativa Modena Soccorso, del Coordinamento Provinciale dell’Anpas.
L’evacuazione dell’Ospedale di Mirandola è stato il primo intervento effettuato dalle pubbliche assistenze modenesi. Alle ore 5 il Posto Medico Avanzato (PMA) era già stato montato dalla Croce Blu di Mirandola e i sanitari dell’Ospedale hanno allestito un Pronto soccorso. Successivamente sono giunte sul posto 33 ambulanze delle Pubbliche Assistenze della provincia, 13 pulmini, 6 automobili e un furgone radiomonbile per la gestione dell’intervento.
Sono 6.192 le ore di servizio che, dal 21 maggio al 25 giugno, sono state impiegate per potenziare il servizio di emergenza urgenza coordinate dal 118.
Sempre su richiesta del 118, le ambulanze Anpas hanno contribuito al potenziamento del sistema di emergenza dell’area Nord di Modena che, dal 21 maggio, hanno garantito 10 ambulanze h24 (dislocate a Mirandola, Massa Finalese, San Felice sul Panaro, Medolla, Camposanto e Cavezzo).
Le 6 pubbliche assistenze dell’Area Nord (5 delle quali con le sedi lesionate dalle scosse), oltre a collaborare al potenziamento dell’emergenza territoriale, hanno assistito la popolazione e hanno continuato a garantire tutti i servizi per le loro comunità. Anche dopo la scossa del 29 maggio, la risposta della rete delle pubbliche assistenze dell’Emilia Romagna ha consentito, anche insieme alle altre componenti del soccorso, di procedere all’evacuazione dell’ospedale di Carpi.

In alcuni casi, gli stessi volontari appartenenti alle associazioni colpite dal terremoto, hanno incrementato il loro impegno con servizi quotidiani a supporto della cittadinanza (misurazione pressione, servizi alle persone anziane).
Un anno dopo le cinque pubbliche assistenze colpite (Mirandola, San Prospero, San Felice, Cavezzo, Camposanto e Concordia), continuano a fare servizio e, contemporaneamente, sono impegnate nella ricostruzione delle rispettive sedi distrutte dal terremoto.

Cinque mesi di volontariato nelle zone colpite: dall’assistenza sanitaria ai campi di protezione civile, dalla pet terapy ai gruppi di acquisto solidale.

Sono stati 3508 i volontari Anpas, provenienti da tutta Italia, che al 20 maggio al 27 ottobre 2012, hanno prestato soccorso alle zone colpite dal sisma in Emilia, Lombardia e Veneto. Un sistema entrato in funzione pochi minuti dopo la prima scossa con il soccorso immediato alle popolazioni colpite da parte delle pubbliche assistenze del territorio e che ha continuato a garantire l’assistenza per oltre cinque mesi con i campi di protezione civile fino a dopo la loro chiusura.

L’intervento nelle prime ore e l’emergenza sanitaria gestita dalle pubbliche assistenze emiliane.
Sono circa 2000 i volontari delle pubbliche assistenze dell’Emilia Romagna che hanno garantito i servizi sociosanitari, il trasporto di emergenza-urgenza e l’assistenza nelle zone colpite sin dalle prime ore dopo il sisma. Un impegno che, con l’utilizzo di oltre 500 mezzi, ha permesso l’evacuazione degli ospedali di Mirandola, Finale Emilia e Carpi. Alle ore 5 del 20 maggio 2012 i volontari delle pubbliche assistenze della provincia di Modena avevano già allestito due Posti Medici Avanzati presso gli ospedali danneggiati e un furgone radio per garantire la copertura delle comunicazioni tra le associazioni intervenute.

Dal primo giorno dal sisma i pasti sono stati garantiti dalla cucina mobile delle pubbliche assistenze dell’Emilia presso il Palazzetto dello Sport di Mirandola fornendo oltre 500 pasti giornalieri. Molti i volontari Anpas impegnati anche nel coordinamento degli interventi: dal COC di Mirandola, al COR, fino al DICOMAC e al magazzino regionale CREMM per la gestione del materiale e delle strutture della regione Emilia Romagna e del Dipartimento di Protezione Civile. Importante anche l’impegno della sala operativa di Anpas Emilia Romagna è stata sempre presidiata con due volontari.

Cinque le  sedi delle pubbliche assistenze danneggiate e distrutte dal terremoto (Mirandola, San Prospero, Cavezzo, Concordia, San Felice sul Panaro): ciò nonostante i volontari, molti dei quali con le proprie abitazioni danneggiate, hanno garantito tutti i servizi alla cittadinanza. “La resilienza delle pubbliche assistenze si è dimostrato elemento determinante per l’emergenza”, ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, vicepresidente di Anpas. “È stato fondamentale l’apporto di quei volontari che, nonostante siano stati colpiti loro stessi da questo evento, hanno saputo reagire, indossare la loro divisa e mettersi a disposizione della cittadinanza. Speriamo che questo possa essere d’esempio per tanti altri cittadini che, anche alla luce di questo evento, potranno impegnarsi per i propri territori come hanno fatto i nostri volontari”.

I campi di protezione civile.
Dei dodici campi di protezione civile presso i quali i volontari Anpas hanno prestato il loro servizio nei cinque mesi dell’emergenza, dieci sono stati supportati dalle colonne mobili regionali Anpas: Cavezzo, San Possidonio, Finale Emilia, Mirandola – San Giacomo, San Giacomo delle Segnate, Moglia, Mirandola, Rolo, Rovereto di Novi, Crevalcore.

Due i campi allestiti e gestiti da Anpas Nazionale da 1500 posti letto, a Novi di Modena (647 residenti) e a Mirandola (510 residenti) dove sono intervenuti 2137 volontari, con 12.647 giornate di volontariato, 126.470 ore di servizio (circa 10 ore al giorno), con quasi duemila pasti al giorno (circa 170mila pasti totali). All’interno dei campi  15 cinofili, 207 volontari impegnati in cucina, 47 responsabili di campo e responsabili nazionali, 73 addetti all’impiantistica (elettricisti, idraulici, magazzinieri), 1261 addetti alla logistica, 165 tra medici, infermieri, soccorritori, 228 impegnati nelle attività di segreteria (sale operative, segreterie di campo), 141 volontari a supporto della popolazione (psicologi, animatori, educatori).

Su richiesta del Dipartimento di Protezione Civile sono stati messi a disposizione 6 volontari per il controllo delle attrezzature necessarie all’intervento presso i Magazzini del Dipartimento di Protezione Civile di Roma. In accordo con la Asl competente è stato attivato un servizio di ambulanza per le attività di emergenza urgenza territoriale presso il campo di Novi di Modena.
Su richiesta del comune di Mirandola, Anpas ha montato 7 tensostrutture per permettere l’avvio dell’anno scolastico mentre il Comune ultimava la costruzione dei nuovi edifici scolastici.

La Sala Operativa Nazionale è ha lavorato per 152 giorni per 3.344 ore di attività.

All’interno dei campi, e nelle pubbliche assistenze di provenienza dei volontari intervenuti, sono stati creati Gruppi di Acquisto Solidale spontanei per supportare il sistema produttivo locale e le aziende di prodotti tipici colpite dal terremoto con oltre 10mila kg di parmigiano acquistato.