DALLA REGIONE 130 MILA EURO A FAVORE DEI GIOVANI PER PROGETTI NELLE ZONE COLPITE DAL SISMA

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La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 130 mila euro per sostenere l’aggregazione dei giovani nei territori colpiti dal sisma dello scorso maggio e promuovere i progetti dei Comuni rivolti ai ragazzi fino ai 29 anni.

Le iniziative saranno avviate a Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia e spaziano da azioni di cittadinanza attiva a laboratori teatrali, dalla costituzione di reti per la realizzazione di attività per i giovani alla “riappropriazione” di spazi resi inutilizzabili dal terremoto, grazie a progetti proposti direttamente dai ragazzi.

Le attività e le priorità sono state definite all’interno della Cabina di regia regionale che riunisce gli assessori alle Politiche giovanili delle Province e dei Comuni capoluogo, partendo da un’analisi delle richieste di ogni singolo territorio. L’obiettivo unitario è quello di dare continuità al sostegno di giovani che si trovano a dover fare i conti con una condizione di precarietà emotiva legata all’esperienza vissuta e di dare opportunità per elaborare il trauma, acquisire consapevolezza delle proprie capacità, poter fornire il proprio contributo alla ricostruzione e sentirsi così soggetti attivi e partecipi.

“Abbiamo voluto pensare anche al post emergenza per non dimenticare e dare un sostegno concreto”, ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche giovanili Donatella Bortolazzi nel corso della conferenza stampa di presentazione dei progetti, che si è tenuta oggi in Regione insieme ai sindaci Sergio Maccagnani (Pieve di Cento) e Anna Vergnana (Galliera), al vice sindaco di Crevalcore Rita Baraldi, all’assessore alla Cultura del Comune di Cento Claudia Tassinari e all’assessore alla Scuola della Provincia di Reggio Emilia Ilenia Malavasi.

“Abbiamo fatto un percorso insieme agli Enti locali che hanno coinvolto direttamente i giovani e le loro associazioni – ha aggiunto Bortolazzi – e condiviso le scelte, anche grazie a un’importante solidarietà che è scattata da subito e che ha permesso di concentrare gli interventi nelle zone più colpite. E’ una scommessa vinta dell’assessorato regionale alle Politiche giovanili e un’opportunità di lavorare insieme, tra amministrazioni e con i giovani, che potrà dare ossigeno anche per altri nuovi progetti”.

I fondi assegnati dalla Giunta regionale sono stati suddivisi sulla base del numero dei giovani residenti, delle statistiche della Protezione civile con riferimento ai danni subìti nei quattro territori e dei bisogni locali emersi nei sopralluoghi. Nel dettaglio i progetti in provincia di Modena hanno ricevuto un contributo regionale pari a 50 mila euro, Ferrara 40 mila euro, Bologna 25 mila e Reggio Emilia 15 mila euro.

Informazioni sulle diverse iniziative saranno raccontate nel prossimo numero della newsletter YoungERnews, promossa dall’assessorato Progetto Giovani della Regione Emilia-Romagna, in uscita il prossimo 3 giugno.

I progetti in provincia di Modena (Distretti di Carpi e Mirandola e Unione di Sorbara)

Tre i progetti avviati. Il primo, che partirà a settembre, si intitola “Spazi giovani aperti” e coinvolge principalmente i centri aggregativi di Carpi (Spazio Giovani Mac’è!), Novi e delle parrocchie delle frazioni di Rovereto e Sant’Antonio Mercadello.

Il centro giovanile di Carpi, in particolare, sarà riaperto dopo essere stato chiuso successivamente al terremoto del 29 maggio scorso per le verifiche di agibilità. Il vecchio centro aggregativo di Novi, al pari del paese, è stato invece particolarmente colpito al punto da essere demolito; attualmente si trova in una sede provvisoria, in attesa di trovare una collocazione in un nuovo polo cittadino.

“Spazi giovani aperti” è dedicato ad una fascia di età adolescenziale (a Carpi tra i 15 e i 22 anni mentre a Novi dai 12 anni) e intende coinvolgere, mediante una progettazione condivisa e partecipata, circa 250 giovani ed operatori qualificati già presenti nel territorio. Si punta, da un lato, a realizzare attività volte a rilanciare i centri di aggregazione giovanile come punti di riferimento e guida per molti adolescenti e luoghi privilegiati ove sviluppare politiche di valorizzazione della creatività giovanile oltre che di prevenzione di emarginazione sociale; dall’altro si vuole potenziare la rete dei servizi e il supporto alle attività di prossimità nate sul territorio.

L’idea di fondo delle iniziative proposte a Mirandola è, invece, quella di unificare i servizi rivolti ai giovani tra i 6 e i 20 anni che vivono nei 9 Comuni che fanno parte del distretto. Tre i filoni di progettazione tra centri estivi, supporto ai compiti e inserimento nel mondo del lavoro.

In dettaglio saranno organizzati percorsi per gli educatori che operano nei centri estivi comunali, per dare vita ad un medesimo approccio educativo. A settembre, poi, in vista dell’inizio delle scuole i Centri giovanili riproporranno gli spazi di aiuto per dare supporto agli studenti nei compiti. Infine, per i ragazzi dai 17 ai 20 anni, sarà costituita una rete sperimentale con artigiani e aziende locali per individuare tipologie di contratti (stage retribuiti, borse lavoro, ecc…) per creare occasioni per ripartire dal lavoro.

Infine, nel territorio dell’Unione di Sorbara partirà in estate il progetto “Riscossa” che punta a riportare i giovani nei luoghi di aggregazione con un calendario di appuntamenti creativi e culturali definito direttamente dai ragazzi.