ALICE IN PIAZZA CONTRO L’ICTUS

Posted on
ALICe Modena, l’associazione che si occupa di ictus cerebrale, si associa alla campagna di prevenzione che è stata lanciata da ALICe Italia nel mese di aprile e organizza per domenica 5 maggio “ALICe in piazza contro l’ictus”. Dalle 9 alle 13, presso i Poliambulatori  del NOCSAE di Baggiovara, medici e infermieri volontari della UO di Neurologia saranno a disposizione dei cittadini per controlli della pressione arteriosa, colesterolemia, glicemia e per un colloquio con un neurologo al fine di determinare il rischio cerebrovascolare.

Le dietiste del Servizio di Dietetica dello stesso ospedale forniranno informazioni nutrizionali per una corretta alimentazione. In via Emilia sotto i portici del collegio per tutto il giorno sarà allestito un banchetto dove pazienti e volontari distribuiranno materiale informativo e racconteranno le loro esperienze.

L’ictus cerebrale è una emergenza sanitaria importante sia per gli esiti a volte devastanti, che per i numeri della malattia, in quanto rappresenta la terza causa di morte nel mondo occidentale e la prima per invalidità nell’adulto. Nella nostra provincia si verificano approssimativamente 2000 casi di ictus ogni anno e circa 10.000 persone presentano le conseguenze di un evento ictale.

“L’ictus – sottolinea la dott.ssa Milena Cavazzuti, fino all’anno scorso responsabile della Stroke Unit dell’ospedale di Baggiovara e vicepresidente di ALICe Modena – non è soltanto una malattia dell’anziano. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un aumento del numero di episodi di ictus in persone giovani. L’incidenza della patologia in individui al di sotto dei 45 anni è di 10 ogni 100000 abitanti. Pertanto nella provincia di Modena ogni anno circa 70 persone di età inferiore a 45 anni vengono colpite da ictus”.

L’attenzione verso questa malattia non deve essere limitata a questi giorni, ma deve tradursi nell’adozione di stili di vita corretti, in modo da ridurre l’ influenza dei fattori di rischio cosiddetti modificabili, quali l’aumento della pressione arteriosa, un’errata alimentazione, l’alterazione dei grassi nel sangue, il fumo, una vita sedentaria; anche l’abuso di alcool e droga possono danneggiare le arterie in giovane età, predisponendo l’individuo a possibili attacchi di ictus. La prevenzione, insieme con la ricerca scientifica, rimane la strategia più idonea ed efficace per diminuire l’incidenza e per ridurre i costi sia sociali che economici della malattia

“Un altro aspetto cruciale, commenta la dott.ssa Cavazzuti,  è rappresentato dal riconoscimento dei sintomi dell’ictus, al fine di inviare la persona colpita da ictus cerebrale nel più breve tempo possibile all’ospedale più idoneo. La diagnosi precoce e l’intervento terapeutico adeguato possono diminuire significativamente la disabilità e pertanto comportare anche una riduzione dei gravi costi sociali ed economici della malattia”.