A MODENA E CASTELFRANCO TORNA IL V-DAY: CHE LE DONNE INSORGANO!

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Dopo il successo di partecipazione di ‘One Billion Rising’ ecco la VII edizione della manifestazione ispirata a ‘I monologhi della vagina’ di Eve Ensler, che vede impegnate sul palco quaranta donne tra registe e attrici. In scena anche il video della danza d’insurrezione nelle piazze di tutto il mondo.

Ci hanno fatto insorgere, ballare, commuovere, ridere, emozionare, arrabbiare, sdegnare, sperare.
Sono ‘I monologhi della vagina’ ancora una volta in scena: ogni anno gli stessi, ma ogni anno diversi perché i monologhi si evolvono al mutare delle denunce, delle condizioni sociali, delle insidie quotidiane a cui sono vincolate le donne. Ogni anno a ricordare che nella storia di una sola donna se ne riconoscono molte altre, come nelle risate amare che i monologhi riescono a suscitare nel profondo perché, in quei sorrisi, è compresa l’indignazione di tutte.

Sipario dunque il 5 e il 12 aprile 2013, alle ore 21, per i due spettacoli di Castelfranco Emilia, al Teatro Dadà, e a Modena, al Teatro Storchi, per la VII edizione del ‘V-Day’ 2013: il percorso di teatro politico che fa del diritto al genere e delle sue contraddizioni, il campo di ricerca per aiutare, divertire, capire e riflettere.
‘I monologhi della vagina’ negli ultimi 6 anni hanno richiamato nel modenese oltre 4mila spettatori devolvendo a diverse associazioni impegnate nella lotta contro la violenza circa 20mila euro. Ma la dimostrazione che la nostra provincia si è distinta per impegno, arriva dal riconoscimento oltreoceano della precisa scelta di Eve Ensler di girare la parte italiana del video della campagna ‘One Billion Rising’ in città. Un breve docu-film che spazia fra Modena, Congo, India, Filippine, Stati Uniti, e che sarà proiettato in scena inframmezzando la recita dei pezzi tratti dal celebre libro. A calcare il palcoscenico una quarantina fra attrici, registe e tre registi, in un range di età che copre dai 16 ai 70 anni.

“I laboratori sono iniziati a metà dicembre spaziando da tecniche di semplice preparazione teatrale, occupazione dello spazio, presenza scenica ed uso della voce, fino a percorsi più intimistici in cui ci si confrontava sui temi proposti nei monologhi, integrandoli al proprio vissuto emozionale, seguendo una sorta di lavoro di autocoscienza guidato dalla regista di riferimento per il singolo monologo – ha spiegato Elena Montorsi, del Comitato ‘V-Day’ modenese e ‘One Billion Rising’ , autrice, inoltre, della traduzione nazionale del nuovo testo della Ensler ‘Rising’- Nel ‘V-Day’ si creano relazioni. La particolarità modenese è data dal coinvolgimento di attrici non professioniste, di ogni età e provenienza, molte delle quali non hanno mai affrontato percorsi in difesa dei diritti di genere, ma è proprio questo presupposto ad aver premiato il ‘V-Day’ cittadino: il fatto di avere usato il teatro come strumento creativo per avvicinare le persone a questi temi e soprattutto ad una nuova consapevolezza di sé e dei propri diritti: è importante, perché solo se ne sei cosciente in prima persona potrai difendere te stessa e gli altri” ha concluso. Quest’anno le novità scenografiche sono rappresentate dalla proiezione del video ‘One Billion Rising’ e dalla presenza sul palco di pouf offerti dalla ditta Puffla di San Felice sul Panaro, scelta come sponsor della manifestazione in quanto azienda colpita dal recente sisma. Fra i celebri testi portati in scena: ‘Come la chiamiamo’; ‘Peli’; ‘L’inondazione’; ‘Gli piaceva guardarla’; ‘La mia gonna corta’; ‘La mia vagina arrabbiata’; ‘La mia vagina era il mio villaggio’; ‘Rising e altri’.

”Creare attenzione sui temi di genere con strumenti non convenzionali e d’immediata comprensione, che usino l’ironia e la creatività, è un modo nuovo di sensibilizzare su prevenzione e contrasto alla violenza. Una formula, che abbiamo convintamente sostenuto dal suo esordio, e che in 7 anni ha registrato una veloce progressione allargandosi a livello provinciale e nazionale: negli ultimi due anni, poi, si è notevolmente espansa a Parma e Reggio, ma anche in città come Brescia, Taranto e Napoli che non avevano mai portato in scena il ‘V-Day’ – ha detto Vittorina Maestroni, Comitato ‘V-Day’ Modena e Presidente del Centro documentazione donna – A Modena il connubio fra associazioni femminili, che da tempo si occupano attivamente del contrasto alla violenza, e la voglia d’azione dei gruppi di donne che hanno lavorato sui percorsi teatrali, ha avviato un nuovo modo sinergico di fare prevenzione che segna un salto di qualità metodologica: se ciò fosse riconosciuto anche con uno stanziamento di risorse adeguate, si potrebbe favorire un lavoro strutturale e continuativo in tema d’interventi formativi sulla convivenza fra i generi, anche con gli adolescenti. Non a caso le referenti italiane di ‘One Billion Rising’ partono da qui, perché il ruolo crescente dell’associazionismo modenese ha permesso d’incentivare un cambiamento culturale fattivo su questi temi”.

I dati statistici a riguardo delle violenza sulle donne sono più che allarmanti. Una donna su tre è stata vittima, almeno una volta, dell’aggressività di un uomo, il più delle volte di natura domestica. Gli autori dei delitti sono nella maggior parte dei casi, fidanzati, ex fidanzati, mariti: vengono quindi uccise tradendo quell’intimità che muta da amore in pericolo e, successivamente, nella costruzione lenta e inesorabile di un orrore quotidiano fra vittima e carnefice, gli episodi sfociano spesso nel dramma.
Oltre 100 paesi nel mondo sono privi di una legislazione specifica contro la violenza domestica, ed oltre il 70% delle donne nel mondo sono state vittime, nel corso della propria vita, di violenza fisica o sessuale da parte di uomini. In Europa la violenza di genere rappresenta la prima causa di morte delle donne fra i 16 e i 50 anni. In Italia 1 donna su tre tra i 17 e i 70 anni ha subito, spesso ripetutamente, da parte del partner o ex partner violenza fisica, psicologica, sessuale.

La mancanza di un osservatorio ministeriale che fornisca precisi dati su femminicidi e violenza di genere e il ritardo delle statistiche fornite dall’Istat, che attualmente restano ferme al 2006, se da un lato impone come urgente la necessità di supplire a tale grave vuoto di attenzione e di politiche sul tema, dall’altro istituisce come imprescindibile il prezioso lavoro svolto delle Associazioni femminili che annualmente monitorano puntualmente il fenomeno.  
Secondo le ultime statistiche fornite dall’Udi di Modena sono 150 le donne uccise in Italia nel 2012, e 15 nei primi mesi del 2013: in aumento rispetto agli anni precedenti quando furono 137 nel 2011 e 127 nel 2010. In Emilia-Romagna i casi di femminicidio nel 2012 sono stati 21, di cui 5 nella provincia e 1 nella città di Modena, mentre nei primi mesi del 2013 si registra 1 morte in provincia.
La maggiore indipendenza culturale, economica, sociale della donna, che ha evoluto il suo stile di vita, è la principale “causa” dell’aumento delle violenze in Emilia Romagna rispetto alle altre regioni.
Si calcola che quasi il 90% dei casi di violenza da parte del partner non venga denunciata. Nel 2012 le donne che si sono rivolte alla Casa delle donne contro la violenza di Modena sono state 262. Sempre a Modena nel 2012 sono 486 le donne che si sono rivolte all’Associazione Donne e Giustizia, di cui 196 per una prima informazione, 215 per consulenza legale e 75 per consulenza psicologica.

Il Programma degli spettacoli

Venerdì 5 APRILE 2013 ore 21.00 – Teatro Dadà • Castelfranco Emilia
Venerdì 12 APRILE 2013 ore 21.00 – Teatro Storchi • Modena

•INFO E PRENOTAZIONI DI CASTELFRANCO EMILIA 388 8698195 – DALLE 18.00 ALLE 20.00 
•INFO E PRENOTAZIONI DI MODENA 335 5212305 – DAL LUNEDì AL VENERDì DALLE 9.00 ALLE 13.00

Il ‘V-Day’ a Modena è promosso
Associazioni: Centro Documentazione Donna, Casa delle Donne contro la Violenza Onlus, Differenza Maternità, Donne nel Mondo, Gruppo Donne e Giustizia,Udi-Unione Donne in Italia e Cgil – Coordinamento Donne.

Aderiscono all’iniziativa
Aidos-Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, Uil-Coordinamento Donne.
Patrocinio
Comune di Modena e Città di Castelfranco Emilia.

Il ‘V-Day’ è un movimento internazionale di lotta alla violenza sulle donne. Da 15 anni i riflettori si accendono in tutto il mondo su migliaia di donne, di età e provenienza diverse, che calcano la scena per dire no alla violenza. Tutti i ricavati saranno devoluti all’Associazione ‘V-Day’ e a progetti locali di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne.
www.vday.org

Tre italiane, di cui due modenesi del Comitato ‘V-Day’ di Modena che ha lanciato ‘One Billion Rising’ in Italia, voleranno ad aprile a New York per la riunione operativa del ‘V-Day’ internazionale come uniche rappresentanti del nostro paese. “Porteremo con noi l’esperienza di Modena e le tante voci che dalle piazze chiedono alla politica la ratifica immediata di leggi che tutelino le donne da discriminazione, femminicidi, violenza”.

Sono Nicoletta Corradini ed Elena Montorsi che, assieme a Nicoletta Billi, portavoce italiana di Eve Ensler, l’autrice de ‘I monologhi della vagina’ da cui è tratto lo spettacolo ‘V-Day’ che da 15 anni coinvolge le donne di tutto il mondo in un percorso di teatro partecipativo sul tema della violenza di genere, siederanno al tavolo programmatico per l’organizzazione della campagna internazionale del ‘V-Day’ 2014.
Forti di aver portato in piazza 300mila persone, con 250 eventi e la presenza di oltre 400 associazioni nell’evento dello scorso 14 febbraio, Nicoletta ed Elena saranno, dal 3 al 5 aprile, nella Grande Mela a rappresentare l’Italia in una riunione ristretta con una decina di altri coordinatori di Stati Uniti, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Canada, Croazia, Filippine, Sud Africa.
L’iniziativa intende fare il punto sulle ultime campagne mondiali di ‘One Billion Rising’ e ‘V-Day’, e concordare i nuovi obiettivi operativi per il prossimo anno, deciderne politiche ed azioni.