SETTIMANA D’AZIONE CONTRO IL RAZZISMO 2013: TUTTE LE INIZIATIVE IN EMILIA ROMAGNA

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Presentazione di libri, esposizione di fotografie, spettacoli teatrali. Proiezione di cortometraggi, dibattiti, musica dal vivo. Sono più di 40 le iniziative in programma nelle città dell’Emilia Romagna per la Settimana d’azione contro il razzismo 2013 (dal 17 al 23 marzo). 

Tanti appuntamenti organizzati dalla rete regionale contro le discriminazioni, con un finanziamento di 90mila euro della Regione Emilia-Romagna e dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei ministri. Quest’anno si aggiungono anche gli eventi organizzati all’interno di Geco2 (acronimo di “Giovani evoluti e consapevoli”), l’accordo sottoscritto nel 2011 tra Regione Emilia-Romagna e Dipartimento della Gioventù. Sono stati promossi infatti diversi appuntamenti grazie a gruppi giovanili della Rete ToghetER e alla Fondazione Mondinsieme; è stato realizzato uno spot contro le discriminazioni – in sette lingue – e un docu-film, “Il paese di papà” per promuovere il dialogo interculturale e occasioni di sensibilizzazione alla lotta contro le discriminazioni. E’ stato organizzato inoltre un primo appuntamento di respiro regionale, il convegno “TogethER against racism” (sabato 23 marzo), rivolto alle varie associazioni e gruppi di giovani di origine straniera dell’Emilia-Romagna. Parteciperanno studenti, operatori e rappresentanti di Unar e Onu.

 

Il Centro regionale contro le discriminazioni: le cifre

Sono in tutto 150, tra nodi, sportelli e antenne. E’ il Centro regionale contro le discriminazioni, il cui processo di costruzione è stato avviato nel 2008. Il Centro consiste in una rete diffusa su tutto il territorio (sportelli già attivi di Comuni e sindacati, sedi di associazioni del terzo settore) che hanno deciso di includere le attività di prevenzione e contrasto delle discriminazioni nel lavoro già svolto. Parallelamente alla costruzione e formalizzazione delle rete, sono stati organizzati corsi di aggiornamento di base per le figure incaricate da ciascun soggetto come referenti operativi dell’antidiscriminazione. Duecentosei le segnalazioni di discriminazioni raccolte complessivamente nei cinque anni d’attività del Centro: 9 nel 2008, 24 nel 2009, 29 nel 2010, 69 nel 2011, 75 nel 2012.

“I dati ci dicono che c’è un contenimento, una stabilità delle domande di intervento” ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali della Regione Teresa Marzocchi presentando stamani le iniziative in programma insieme a Adil El Marouaki (Centro interculturale Mondinsieme del Comune di Reggio Emilia), Aziz Sadid (Rete TogethER) e altri giovani. “E’ fondamentale fare prevenzione, rafforzare i nostri sforzi in questa direzione  – ha aggiunto l’assessore – . Viviamo una fase estremamente difficile e delicata a causa della crisi, della disoccupazione: tutto questo può favorire l’aumento di atteggiamenti ostili e discriminatori. Occorre quindi lavorare per mantenere alta l’attenzione su questi temi, per scongiurare episodi di esclusione e sofferenza”.

Per quanto riguarda le segnalazioni dello scorso anno, nel 73,3% dei casi (55) si è trattato di discriminazione etnico/razziale diretta. A discriminare è stato un soggetto istituzionale in 40 casi (53,3%), non istituzionale nei restanti 35. Per quanto riguarda i soggetti istituzionali, in 22 casi (55,5%) si tratta di enti e amministrazioni pubbliche: va sottolineato che le discriminazioni “istituzionali” segnalate al Centro sono spesso contenute in bandi per l’accesso al pubblico impiego che escludono i cittadini extracomunitari. Ciò nasce dalla discrepanza attuale tra la normativa italiana – che prevede la cittadinanza italiana o Ue – e il diritto internazionale e quello europeo, che considerano discriminante quest’esclusione. Le sentenze dei tribunali tendono sempre più ad allinearsi con la normativa internazionale ed europea.

In 6 casi segnalati (15%), il soggetto che ha discriminato sono forze dell’ordine, in 5 (12,5%) istituzioni scolastiche. Per quanto riguarda invece discriminazioni non istituzionali, il 22,9% (8 casi) è stato fatto da cittadini; il 17,1% (6 casi) da datori di lavoro, il 14,3% (5 casi) da proprietari di casa. L’ambito che ha registrato il maggior numero di discriminazioni è quello lavorativo (20 casi, il 26,7%). Seguono l’erogazione di servizi da parte di enti pubblici (18 casi, il 24%), la casa (12 segnalazioni, 16%), la vita pubblica (7 casi, il 9,3%), scuola e istruzione ( 6 segnalazioni, 8%) A segnalare di più (28 casi, il 37%) sono stati i diretti interessati, e dunque le vittime; la maggior parte di loro (16, il 28,6%) arriva dal nord Africa. Per quanto riguarda la fascia d’età delle vittime, la maggior parte (il 44%) ha superato i 60 anni.

A Modena ricordiamo che presso l’associazione di volontariato Porta Aperta (Strada Cimitero San Cataldo 117 Modena), da ottobre 2012 è operativo uno Sportello Antidiscriminazione aperto tutti i giovedì dalle 16.00 alle 18.30. Compito dello sportello è fornire assistenza a chi si ritiene vittima di comportamenti discriminatori che possono avere diverse origini: etnica o razziale ma anche religiosa, di genere, legate alla disabilità piuttosto che all’orientamento sessuale di una persona.
“E’ bene ricordare che nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, è sancita la parità di trattamento fra le persone anche se spesso questo diritto viene disatteso sia nei rapporti tra cittadini che tra istituzioni  e cittadini” ha detto il referente dello sportello Claudio Ferretti. “Il nostro sportello si pone come supporto alla vittima nell’avvio di azioni di mediazione e di conciliazione per risolvere i problemi di discriminazione attraverso l’incontro e il dialogo”.
Tutti possono accedere allo sportello anche senza essere utenti di Porta Aperta.
E’ possibile recarsi presso la sede il giovedì pomeriggio o chiedere un appuntamento telefonando allo 059/827870 chiedendo di parlare con Marco Casali.

PRINCIPALI EVENTI A BOLOGNA E A MODENA PREVISTI DURANTE LA SETTIMANA:

“Rom e Sinti: discriminazioni, diritti e inclusione”. Un seminario a Bologna il 21 marzo

Sono tra i gruppi da sempre più oggetto di discriminazione. A loro – Rom e Sinti – la Regione dedica un seminario, in programma giovedì 21 marzo (dalle 9 alle 13), nella Sala polivalente (viale Aldo Moro 50). L’iniziativa è organizzata dall’assessorato Politiche sociali e dal Difensore civico regionale in occasione della Giornata mondiale contro il razzismo. L’obiettivo è fare il punto della situazione sulle politiche per l’integrazione in Emilia-Romagna e avviare un percorso di allineamento agli indirizzi europei e nazionali per l’integrazione di Rom e Sinti (Comunicazione 173 del 4/4/2011 “Quadro UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020” e Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti).

“TogethER against racism”. Convegno finale a Bologna sabato 23 marzo

Promosso da Regione, Rete TogethER, Fondazione Mondoinsieme, Centro regionale contro le discriminazioni, Unar. L’appuntamento è al Cinema Lumiere, dalle 9 alle 13. In programma, presentazioni di video, spot contro le discriminazioni, performance e racconti rispetto alle esperienze promosse dai gruppi giovanili nei territori e nelle scuole per promuovere una cultura della diversità e contro il razzismo. L’obiettivo è dare voce alle nuove generazioni, rendendole protagoniste del dibattito. Intervengono gli assessori regionali Teresa Marzocchi (Politiche sociali) e Donatella Bortolazzi (Giovani).

A Modena giovedì 21 marzo ore 10:00-13:00 presso la Sala Pucci in Via Canaletto 108. Iniziativa con le scuole superiori sul tema del bullismo razzista

Per vedere il programma di tutte le iniziative previste in regione clicca qui