BANCHE DEL TEMPO: PER GLI ALTRI…E PER SE STESSI

Sono nati da appena due anni ma hanno già 25 soci ed altrettanti libretti aperti. E’ la Banca del Tempo di Bomporto (il nome è questo, ma la sede in realtà è a Sorbara!), e anche qui, come in ogni Banca del Tempo, quello che conta non è quanti soldi si hanno ma quanto si sa fare. Un modo per ricreare quella rete “di buon vicinato” che sta andando sempre più scomparendo,e anche, perché no, per fare un po’ di volontariato (con un occhio al portafoglio!).

Di Chiara Tassi

C’è chi organizza corsi di cucina, chi si mette a disposizione per far fare pipì a Fido quando siamo in ufficio e chi, pratico di computer, si impegna a sistemarvi le foto delle vacanze –magari con qualche ritocchino da Photoshop! Sono le competenze che ciascun socio mette a disposizone degli altri la ricchezza- e il “denaro”- della Banca del Tempo di Bompoto (così come di quelle, in realtà, di tutta Italia!), una realtà nata appena due anni fa ma che ha già scambiato tra i suoi 25 soci più di 150 ore di attività, contando che il terremoto, essendo Bomporto uno dei Comuni del cratere, “si è abbattuto”” non poco sulle ore che i soci –per altro tutti giovani e lavoratori- hanno potuto mettere a disposizione degli altri dallo scorso maggio.
Per capire meglio come funzionano le Banche del Tempo –ed in particolare quella di Bomporto, che ha messo in piedi una bella iniziativa proprio sul terremoto di cui parleremo sotto- abbiamo intervistato la presidente della BdT di Bomporto, Lina Pinto

Come funzionano le Banche del Tempo?
<<Chi vuole entrare a far parte della Banca ha prima un piccolo colloquio con alcuni soci per capire quale genere di competenze può mettere a disposizione degli altri, poi gli viene fornito un libretto degli assegni -tramite il quale scambiare, anziché denaro, ore- e gli viene aperto un vero e proprio conto corrente. Ogni volta che questa persona utilizza il servizio di un altro socio staccherà un assegno che “entrerà” nel conto ore dell’altro. Insomma, una vera e propria banca in cui l’unica moneta di scambio è però il tempo.
All’inizio del colloquio tanti ci dicono “Ma io non so fare nulla!” mentre poi, parlando un po’, si scoprono un’infinità di risorse che si traducono in un’infinità di servizi: e così abbiamo lezioni di lingue, piccoli lavori di cucito, l’accudimento di animali, passaggi in auto ma anche cose più particolari, tipo oroscopie personalizzati, riparazioni di gioielli, insomma, ognuno può mettere a disposizione degli altri non solo le competenze che ha acquisito nel proprio lavoro ma -anzi, è anche meglio- ciò che ama fare per hobby!

E grazie a questi scambi –in un paesino piccolo come Bomporto, ma anche in città più grandi, come Modena- si riesce a ridare valore alla relazione tra le persone, a ricreare quella sorta di “scambio di piacere tra vicini” che era proprio dei tempi dei nostri nonni. E una volta innescato, il meccanismo è contagioso: i soci “tirano dentro” amici e le relazioni di scambio di servizi diventano vere e proprie amicizie, prima non ci si conosceva, e adesso si esce a mangiare la pizza insieme!>>

E proprio tutti insieme avete dato vita ad una iniziativa a favore delle scuole terremotate…
<<Nei giorni subito successivi al terremoto ci siamo resi conto che benché fortunatamente nessuno di noi avesse avuto problemi a seguito delle scosse, eravamo tutti molto disorientati, quindi abbiamo deciso di posticipare quello che avremo voluto fare a dopo l’estate. E così è stato, e la cosa di cui più andiamo orgogliosi è che abbiamo gestito tutta l’iniziativa –dalla stampa dei volumi alla serata delle premiazioni- da Banca del Tempo, cioè mettendo in campo amicizie e competenze, senza spendere denaro. Volevamo fare qualcosa per i ragazzi, qualcosa di culturale, e così abbiamo deciso di puntare su un concorso letterario che si tradurrà a breve in un aiuto concreto –soldi- per le scuole di Bomporto e Finale. Il tema del concorso era libero, perché non volevamo focalizzarci sul terremoto, e sono stati tantissimi -170 per la precisione, di cui due dall’estero- i racconti brevi che ci sono arrivati: i più bei 10 sono poi confluiti in un libro che si chiama “Racconti nel frattempo” e che abbiamo messo in vendita per raccogliere fondi da devolvere alle nostre scuole terremotate. Si tratta di una serie di racconti che si possono leggere, appunto, nel ‘frattempo’: alla fermata dell’autobus, in fila alle poste, nella sala d’attesa del dentista e quanto raccolto –per ora sono circa 650 i libretti venduti- verrà devoluto per l’acquisto di volumi per le biblioteche delle scuole primarie del territorio>>.

E adesso, quali sono le prossime sfide?
<<Intanto di certo una seconda edizione del concorso letterario, data la risonanza che questo ha avuto. E poi quest’anno, come Banca del Tempo di Bomporto abbiamo il compito di coordinare tutte le BdT della provincia, quindi vorremmo mettere a punto un sito internet condiviso a cui tutte le Banche possano accedere per segnalare iniziative ma anche per agevolare gli scambi tra soci di banche diverse. Insomma, allargare il giro non solo di “soci”, ma anche di servizi>>.

In un tempo in cui la crisi mette sempre più in ginocchio le famiglie e le relazioni si fanno sempre più difficili che sia questa una delle soluzioni possibili? Mah, intanto c’è chi ci prova…

Per info.
Per ricevere “Racconti nel frattempo” potete contattare la Banca del Tempo di Bomporto a bdtbomporto@gmail.com oppure chiamare Lina Pinto al 331/1421631