L’APPELLO DI AVVOCATO DI STRADA: GARANTIAMO ALLE PERSONE SENZA DIMORA LA POSSIBILITÀ DI VOTARE

“Il 24 e il 25 febbraio si terranno le elezioni politiche. Si tratta di un momento fondamentale per la vita del paese, dal quale però rischiano di essere escluse decine di migliaia di persone, colpevoli unicamente di essere povere.” E’ questo l’appello lanciato dall’Associazione Avvocato di strada a pochi giorni dal voto pubblicato sul sito dell’associazione, e di cui di seguito riportiamo il testo integrale.

“Secondo il censimento realizzato recentemente dall’ISTAT in collaborazione con la FIOPSD e numerose associazioni di volontariato, oggi in Italia vivono in strada circa 50mila persone, italiane e straniere. Uno dei problemi più sentiti da queste persone – sottolinea Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di strada – è senza dubbio quello della mancanza della residenza anagrafica, senza la quale si perdono gran parte dei diritti civili. Chi vive in strada, infatti, non può ricevere cure se non di pronto soccorso, non può ricevere una pensione neanche se ne ha diritto, non può fare domanda per una casa popolare, non può iscriversi alle liste del collocamento e molto spesso non può essere preso in carico nemmeno dai servizi sociali.”

La residenza è un requisito così importante che la legge stabilisce che ogni comune è obbligato a darla a chiunque viva nel proprio territorio, ma questo, purtroppo, non sempre avviene. Concedendo la residenza i Comuni hanno timore di doversi fare carico di tante persone in difficoltà. Così facendo, tuttavia, ottengono un effetto opposto, perché, oltre a non rispettare la legge, costringono le persone a rimanere in un limbo dove non possono far valere i propri diritti e dove è difficile intraprendere qualsiasi percorso di reinclusione.”

Un altro dei diritti che si perde se non si ha la residenza è il diritto di voto, attivo e passivo. Chi non risulta in nessuna lista anagrafica, infatti, non viene iscritto nelle liste elettorali. La Costituzione italiana all’art. 48 recita che il diritto di voto “non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”. Non è dunque ammissibile che una persona non possa votare perché semplicemente è povera, ma questo è quello che avviene.

A pochi giorni dal voto – conclude Mumolo – facciamo dunque un appello a tutti i sindaci degli ottomila comuni italiani perché si facciano garanti del diritto alla residenza delle persone che vivono in strada nel loro territorio, consentendogli di votare e rispettando un loro diritto costituzionale.