BOOM DI RICHIESTE PER IL SERVIZIO CIVILE NELLE ZONE DEL SISMA

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Nel modenese 900 candidati (per 212 posti), che salgono a 2400 a livello regionale (a fronte di 450 posti disponibili). Poggi: “Confermata la validità dello strumento e l’impegno dei giovani”.

Boom di richieste per prestare servizio civile a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto che ha ferito l’Emilia nel maggio scorso. I giovani hanno accolto in massa l’appello e l’opportunità offerte dal bando straordinario chiuso il 30 gennaio.

Sono 900 i ragazzi dai 18 ai 28 anni che nei quindici giorni di apertura del bando straordinario, hanno presentato la loro candidatura presso gli enti co-progettanti della provincia modenese. Vediamo i dati modenesi: 798 cittadini italiani hanno partecipato per il Servizio civile nazionale, mentre sono stati 102 i ragazzi stranieri, residenti o domiciliati in Italia, che hanno presentato domanda per quello regionale.

I posti disponibili nelle aree terremotate del modenese sono complessivamente 212, 167 per il Servizio civile nazionale e 45 per il Servizio civile regionale.
Complessivamente nelle quattro provincie interessate dal bando (Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna) sono state 2.400 le candidature presentate, a fronte dei 450 posti disponibili (350 per italiani e 100 per stranieri). A fornire i dati è lo sportello informativo del Copresc di Modena.

Il Comune di Modena ha svolto il ruolo di capofila degli 81 enti -di cui 64 pubblici e 17 privati- coinvolti nel progetto che interessa quattro province e 54 Comuni.

Il risultato è il riconoscimento dello sforzo compiuto dai tecnici degli enti coinvolti nel progetto per riuscire a mettere tutto a punto in pochi mesi”, osserva l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Modena e presidente del Copresc, Fabio Poggi. “Inoltre, un così elevato numero di richieste in appena 15 giorni dimostra sensibilità e senso di responsabilità da parte dei giovani modenesi che intendono contribuire attivamente alla ripresa della vita sociale e al ritorno alla normalità del loro territorio. E al tempo stesso – afferma Poggi – confermano la validità del Servizio civile come strumento di impegno sociale e formativo, ancor più in una fase in cui il mercato del lavoro offre scarse possibilità ai giovani. Durante la prossima settimana – continua il presidente del Copresc – nei vari enti a cui sono state indirizzate le domande, si svolgeranno i colloqui di selezione dei candidati che speriamo di poter vedere in azione da marzo nelle zone del cratere, dove trascorreranno un anno impegnati in ambito educativo, con bambini e ragazzi, o assistenziale con gli anziani, come previsto dal progetto”.

Un ottimo risultato per i Comuni colpiti dal sisma che insieme agli enti del terzo settore hanno partecipato alla progettazione dell’intervento, che diventerà operativo già nel mese di marzo. E’ infatti, come dicevamo, già iniziata la selezione delle candidature che si concluderà il 13 febbraio.

 

“Dopo tale scadenza – ha aggiunto l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – faremo una seconda analisi sui dati, per capire le motivazioni di questi giovani, cosa sono interessati a fare e quale la loro vicinanza ai territori, per utilizzare anche questa esperienza nella valutazione e revisione del servizio civile“.