ANFFAS: DA 30 ANNI ACCANTO AI MODENESI

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Un modo per festeggiare 30 anni di attività, ma anche per ricordare tutto quello che è stato fatto e tutti coloro che hanno partecipato -in un qualche modo- alla vita dell’associazione e tenere viva l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza sui disagi di chi, ogni giorno, vive a contatto con la disabilità. Per fare tutto questo è stato organizzato, lunedì 11 febbraio al Teatro Sacro cuore di Modena, l’evento: “Trenta anni di ANFFAS”.

di Chiara Tassi

“Con un percorso durato 30 anni e grazie ai contatti che siamo riusciti a stabilire sul territorio e con le istituzioni, siamo riusciti a costruire dei percorsi virtuosi di inclusione per i nostri ragazzi”. Sintetizza così Massimo Bergonzini, presidente di ANFFAS Modena, i 30 anni di operato dell’associazione che si celebrano l’11 febbraio.

Nata a Modena nel 1982 per volontà di una ventina di genitori di ragazzi con disabilità che sentivano la necessità di confrontarsi in merito alle informazioni e ai servizi offerti dal territorio (in quel periodo ancora agli albori), oltre che di creare momenti aggregativi per i propri ragazzi, ANFFAS Modena è cresciuta negli anni, diventando un punto di riferimento del volontariato modenese.

UN PO’ DI STORIA

– 1982: anno di costituzione di ANFFAS Modena
– 1984: l’associazione ottiene una sede in via vignolese (ex scuola materna Sacra Famiglia) e i genitori iniziano ad organizzare attività ricreative per i ragazzi nel fine settimana
– 1985: inizia l’attività equestre – tuttora attiva presso Equiriders (Strada Contrada)
– 1990: grazie all’impegno in prima persona del comandante del VVFF Gabriele Golinelli, prende il via il progetto di acquaticità presso la Piscina dei Vigili
– 1994: inizia la gestione, in collaborazione con l’amministrazione Comunale, del Centro Socio-riabilitativo diurno in via Luosi a Modena, servizio rivolto a disabili adulti
– 1998: viene affidato ad ANFFAS Modena, in concessione dall’amministrazione Comunale, l’RSA Mario del Monte, situata nell’area verde del Parco XXII Aprile di Modena, struttura per disabili adulti non autosufficienti
– 2003: è stata una dei promotori delle <Casa della Solidarietà,, che ospita associazioni di volontariato, sale per incontri, sale per attività musicali e motorie
– 2008: l’ANFFAS ha aderito, insieme ad altre 5 associazioni attive sul tema della disabilità, a Caritas e al Comune di Modena, alla costituzione della Fondazione Vita Indipendente, per il “dopo di noi”

<<In questi anni abbiamo fatto tante cose –dice soddisfatto Benito Toschi, uno dei fondatori del’associazione- E credo che negli anni ci siamo costruiti la nomea di associazione credibile perché siamo riusciti a cambiare il modo di rapportarci con il pubblico: anziché essere un’associazione che polemizza “gratuitamente” ci siamo messi in discussione e abbiamo proposto alle istituzioni soluzioni che non erano rivolte solo ai nostri ragazzi ma a tutta la comunità. Credo che questa sia stata la nostra carta vincente!>>

ANFFAS E LE SFIDE DI OGGI

<<Celebrare questi 30 anni di attività in un momento storico come quello che stiamo vivendo credo che sia doppiamente importante –sottolinea l’attuale presidente dell’associazione Massimo Bergonzini– in primo luogo perché è importante ricordare tutti e tutto quello che abbiamo fatto, ma anche perché è fondamentale tenere viva l’attenzione sulle tematiche della disabilità, ora che stiamo rischiando di regredire rispetto alle tante conquiste fatte in questi anni>>.

<<Non credevo si dovesse arrivare a lottare con i denti per mantenere un minimo di dignità per i nostri ragazzi, che la crisi rigetta nell’anonimato delle proprie famiglie>> continua BergonziniFino al 2009 erano diversi i percorsi messi a disposizione dal Pubblico per assistere le famiglie che avevano al proprio interno un membro disabile –dalle Borse lavoro per aprire le porte delle aziende ai ragazzi, alle ore di fisioterapia, dall’assistenza domiciliare “per tutti” ai soggiorni in Riviera, solo per citarne alcuni- poi è arrivata la crisi, e con questa i tagli imposti ai Bilanci di Comuni e Regioni, e Modena non ha potuto far eccezione.
<<Anche da noi, dove la qualità è sempre stata elevata e le istituzioni, il settore pubblico, sono sempre state vicine alle famiglie dei disabili le cose stanno cambiando –dice con una punta di rammarico Bergonzini– Vengono tagliate le ore di fisioterapia, tagliate le ore di sostegno in classe: tagli lineari che colpiscono indiscriminatamente anche chi non ha una famiglia “ricca” alle spalle, chi non ha altre opportunità se non l’assistenza pubblica, perché non dimentichiamoci che il disabile ha -ancora più di altri in questo momento di difficoltà generale- maggiori difficoltà a trovare un sostentamento autonomo>>. E così, senza che ce ne siano reali ragioni, finisci col sentirti stigmatizzato, <<un peso per una società che tende ad espellere le fasce più deboli>>.

E la crisi porta, come si diceva, inevitabilmente a “razionalizzare” i servizi: si passa dai trattamenti settimanali ai cicli annuali, l’assistenza domiciliare viene assegnata solo ai casi più difficili, gli ausili sono fermi al 2005 e per i soggiorni a Pinarella si ruota –tu un anno e io il prossimo, perché tutti non ci si può più andare. <<E accanto a tutto questo diventa anche sempre più difficile raccogliere fondi per affiancare a ciò che il pubblico fatica a dare i servizi delle associazioni– conclude Bergonzini– In anni in cui nessuno ne ha più, non solo le aziende faticano a farti donazioni o a destinarti il 5 per mille, ma si fatica anche ad avere i soldi in cassa per mangiare una pizza tutti insieme!>>.

Insomma, di certo non sono anni facili quelli che sta vivendo ANFFAS Modena, così come l’intero mondo del volontariato, ma se, come si dice, “la storia è ciclica” ragionare su questi primi 30 anni può aiutare ad interpretare e spianare la strada per il futuro.

IL PROGRAMMA DELL’11 FEBBRAIO