VOLETE IL MORTO IN DIRETTA? SARETE ACCONTENTATI

Scenderanno in piazza senza respiratori, i malati di Sla, per dire no all’emendamento che stanzia 200milioni per le non autosufficienze. Dei 900milioni del Fondo Catricalà poco più della metà -500 milioni- sarà destinato al sociale. Il 21 novembre è mobilitazione a Roma.

di Chiara Tassi

“Hitler pianificava la razza pura, l’eliminazione dei diversi, i disabili venivano usate come cavie. Sono passati 70 anni, la società moderna si è evoluta ma l’emarginazione continua”. Sono queste le prime righe di un comunicato stampa scioccante scritto da Salvatore Usala del Comitato 16 novembre, quello stesso comitato che da qualche tempo baratta lo sciopero della fame con un pò di attenzione da parte dei nostri politicanti. “Il governo non usa certo metodi hitleriani – continua- ma l’abbandono di una politica sociale produce effetti devastanti: le persone disabili e sane si lasciano morire, una vera e propria eutanasia di stato”. E conclude “Volete il morto in diretta tv? Sarete accontentati!”.

A scatenare le ire di Usala e dei malati non autosufficienti gravi, ancora una volta, i pochi -troppo pochi- stanziamenti dl fondi -e in questo caso del fondo Catricalà: 900 milioni di euro di competenza di Palazzo Chighi di cui 500 milioni di pertinenza del sociale. Di questi 300 milioni saranno destinati alle politiche sociali e 200 ai disabili gravi non autosufficienti. Tra questi anche i malati di Sla.

“una provocazione, un’insulto, un’elemosina” lo ha definito Usala, che chiede per le persone gravemente non autosufficienti il doppio dello stanziamento.

Di parere ben diverso invece la coordinatrice della commissione politiche sociali nella Conferenza delle regioni, Lorena Rambaudi che ha detto “Sono soffisfatta del contributo dato dal sistema Regioni e dal Presidente Errani” (clicca qui per leggere l’articolo).

L’emendamento deve ancora essere discusso, ma il contributo destinato al sociale sembrerebbe comunque certo.