SEDI AVIS LESIONATE: ENTRO LA FINE DI AGOSTO TORNERANNO IN ATTIVITÀ LA MAGGIOR PARTE DELLE SEDI COLPITE DAL TERREMOTO

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Sono 21 in tutto -14 nel modenese, 6 nel ferrarese e una nel mantovano – le sedi Avis che, a diversi livelli di gravità, hanno subito lesioni a seguito delle scosse di terremoto dello scorso maggio. Oltre 190.000 euro sono stati raccolti fino ad oggi con il conto corrente voluto da Avis Emilia-Romagna e Avis Lombardia per far fronte all’emergenza.

Questo è il quadro emerso dal primo incontro tra le presidenze regionali di Emilia-Romagna e Lombardia e i presidenti provinciali e comunali delle Avis a cui verranno destinati i fondi raccolti con l’intento di rendere operative le sedi lesionate il prima possibile. All’incontro, che si è tenuto lo scorso 26 luglio, i presidenti delle Avis coinvolte hanno già presentato progetti, preventivi e proposte di soluzione: un segnale di efficienza e di voglia di ricominciare con le attività associative e i prelievi non appena possibile.

Ad un primo esame delle spese (alcune delle quali già affrontate) i fondi raccolti basteranno per il ripristino delle sedi di Ferrara, Bondeno, Mirabello, Ravalle e Cento nel ferrarese, e le sedi di Mirandola, San Possidonio, Cavezzo, San Felice sul Panaro, Massa Finalese, Finale Emilia, Camposanto, e Soliera nel modenese.

Restano critiche le condizioni delle Avis di Poggio Renatico, Medolla e Novi, le cui sedi sono totalmente inagibili: nel caso di Poggio Renatico nel ferrarese la sede sarà difficilmente ripristinabile e negli altri due casi i tempi di ricostruzione saranno lunghi. Per queste tre sedi l’idea del costituente comitato è quella di acquistare dei container o casette prefabbricate che rispettino tutti i requisiti e gli standard di sicurezza e comfort. Una soluzione che permetterebbe la ripresa delle attività ma che non potrà essere definitiva.

Per tutti questi interventi i fondi sino ad oggi raccolti grazie alla straordinaria solidarietà di privati cittadini, Avis di ogni parte d’Italia e molte piccole associazioni e aziende dovrebbero coprire tutte spese. Anche per la sede mantovana di Moglia è previsto un contributo, e la verifica delle lesioni è attualmente in corso.

Un’ottima notizia e un buon punto di partenza che fa ben sperare. Per le sedi di Carpi, San Prospero, Rovereto e Concordia, tutte e 4 inagibili, la soluzione al momento è quella di accorpare nelle Avis vicine le attività di raccolta in attesa che, assieme ai Comuni e attraverso sinergie con altre associazioni del territorio, si individuino sedi alternative. Per queste sedi e per il destino post-container di Poggio Renatico, Medolla e Novi sarà quindi importante fare di nuovo appello alla generosità di tutti.

Il prossimo passo del comitato, nel corso di questo mese, sarà formalizzare le richieste di contributo da parte delle varie sedi secondo criteri trasparenti e principi irrinunciabili.
Primo fra tutti quello di verificare che ogni azienda coinvolta a qualunque livello nella ricostruzione delle sedi Avis – che sia posa in opera o fornitura dei materiali – sia priva di problemi di sicurezza sul lavoro e risulti libera da infiltrazioni mafiose. Una precauzione doverosa, sebbene i costi della ricostruzione siano spesso contenuti grazie al fatto che molti soci Avis e volontari già da settimane stanno mettendo a disposizione la propria professionalità lavorando in prima persona alla ristrutturazione, o fornendo i materiali necessari a prezzi di costo.

Una nuova riunione del comitato è prevista entro la fine del mese di agosto, quando le sedi saranno quasi tutte operative: “Spendere bene e il prima possibile i fondi raccolti è un dovere morale anche nei confronti di tutti coloro che hanno voluto aiutarci. E’ un modo per dire loro che il contributo prezioso che hanno voluto offrire alle Avis in sofferenza non è stato sprecato e la fiducia in noi è ben riposta.” Questo il commento di Andrea Tieghi, Presidente di Avis Emilia-Romagna al termine dell’incontro.
Tieghi ha poi proseguito: “Nel prossimo incontro cercheremo di dare risposta alle numerose richieste di gemellaggio e di adozione delle sedi in difficoltà che ci sono pervenute da molte Avis italiane. Bisogna capire che chi aiuta una sede Avis di fatto aiuta l’intero territorio: se troviamo le risorse per rimetterci in piedi da soli i fondi dei Comuni che servirebbero a questo scopo rimangono a disposizione per fare altre cose per la comunità.”

Il comitato ha infine deciso che, qualora avanzassero risorse al termine delle varie ristrutturazioni, questi fondi verranno devoluti per opere di carattere sociale particolarmente interessanti nei territori in cui le Avis operano.