DA MODENA OTTO DETENUTI VOLONTARI PER IL SISMA

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Convenzione con Carcere e volontariato. Impegnati nel trasporto merci, nei campi di accoglienza e nei centri di raccolta. Maletti: “Opportunità di recupero sociale”.

Potranno accompagnare autisti nel trasporto di merci presso magazzini e campi di accoglienza, svolgere attività di manovalanza nei campi, aiutare i volontari nella gestione e nello stoccaggio merci dei centri di raccolta. E ancora, potranno offrire supporto nelle mense autogestite dai volontari, aiutarli nella gestione delle attività e nella sistemazione e riorganizzazione delle sedi associative, così come potranno fornire attività di segreteria presso l’associazione per organizzare gli aiuti.

Sono i compiti che svolgeranno i detenuti che, da volontari, parteciperanno all’attività di aiuto nei territori terremotati sulla base del protocollo d’intesa siglato lunedì 30 luglio da Regione Emilia-Romagna, dipartimento di amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia e Tribunale di sorveglianza.

Lo prevede la convenzione siglata tra Comune di Modena, Casa Circondariale, Associazione Servizi per il Volontariato Modena (Asvm) e “Gruppo Carcere – Città”, in collaborazione con l’associazione Porta Aperta al Carcere, che nella prima fase potrà impegnare fino a otto detenuti. La convenzione è attiva fino alla fine dell’anno e può essere prorogata su richiesta di una delle  parti.

“La finalità dell’iniziativa – spiega l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti – è la realizzazione di un progetto che possa offrire un’opportunità di recupero sociale ad alcuni detenuti i quali potranno impegnarsi in attività di volontariato utili alle realtà colpite dagli eventi sismici dello scorso maggio, nell’ottica di una “giustizia ripartiva” anziché “punitiva”. I soggetti coinvolti svolgeranno incontri periodici per il monitoraggio e la verifica delle attività”.

L’associazione Asvm, ente gestore del Centro Servizi del Volontariato di Modena, attraverso le proprie sedi legali di Carpi e Mirandola e tramite incontri con i Centri operativi comunali (Coc) e le associazioni impegnate  direttamente nei territori  coinvolti dal sisma, sta individuando le zone terremotate su cui far confluire l’attività dei detenuti. Le modalità operative saranno definite in base alle esigenze, senza andare a sostituire prestazioni di lavoro subordinato o risultare lavoro indispensabile per garantire la normale attività dei soggetti coinvolti.

L’associazione Servizi volontariato Modena, in collaborazione con le associazioni che ad essa fanno riferimento, provvederà alla copertura assicurativa dei detenuti impegnati nelle attività, fornirà sostegno alle organizzazioni presenti nei territori coinvolti dal sisma per agevolarle nella messa a disposizione delle attrezzature e del materiale necessario, e supervisionerà lo svolgimento dell’attività di volontariato prestata dai detenuti.

La Casa circondariale si occuperà dell’individuazione dei soggetti ritenuti idonei all’inserimento in un ambiente di attività esterna e richiederà le necessarie autorizzazioni perché possano recarsi all’esterno dell’istituto.

Il Comune metterà a disposizione un pulmino e la benzina per il trasporto dei detenuti nelle zone terremotate o eventualmente i biglietti per l’utilizzo dei mezzi di trasporto  pubblico, erogherà un contributo di 500 euro all’associazione “Gruppo Carcere – Città” al fine di sostenere le spese relative a trasporto, pasti, generi di necessità utili allo svolgimento dell’attività. Il contributo potrà essere integrato ulteriormente in rapporto al numero di detenuti coinvolti nelle attività e sulla base della rendicontazione delle spese effettivamente sostenute dall’associazione.

L’associazione Gruppo Carcere – Città, in collaborazione con i volontari dell’associazione Porta Aperta al Carcere sosterrà e faciliterà l’inserimento dei detenuti volontari nelle diverse realtà di impegno, individuerà gli autisti volontari che utilizzeranno il pulmino messo a disposizione dal Comune di Modena, gestirà le attività e rendiconterà al Comune le spese sostenute, segnalando tempestivamente eventuali bisogni e necessità di integrazione del contributo messo a disposizione.