PORTA APERTA CARCERE: NECESSITÀ DI NUOVI VOLONTARI

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L’associazione Porta Aperta Carcere nasce più di 30 anni fa, inizialmente come costola dell’associazione Porta Aperta: fondata da Adriana Luppi e attualmente presieduta da Giulio Marini, oggi opera in totale autonomia, pur continuando a collaborare con essa. Frutto di questa collaborazione è la presenza attuale di due detenuti che per tre giorni alla settimana ognuno, fanno volontariato a Porta Aperta.

Questa associazione ha iniziato la sua attività nel carcere di S. Eufemia, quando il carcere modenese si trovava ancora nel centro della città, per poi trasferirsi nell’attuale sede del S. Anna. Da sempre l’associazione si sostiene grazie ai finanziamenti della Curia, del Comune e con i versamenti personali dei volontari.

Tanti sono i servizi che Porta Aperta Carcere, composta da soli dieci volontari, mette in campo per i detenuti: Abbiamo iniziato la nostra attività occupandoci della formazione dei detenuti, dando loro lezioni di italiano. Nel tempo i nostri servizi sono un po’ cambiati, anche se alcuni sono rimasti invariati – spiega il presidente Giulio Marini – Dagli esordi della nostra attività, infatti, ci occupiamo di promuovere dei colloqui individuali tra i detenuti e i nostri volontari, per cercare di rispondere a tutte le loro necessità, partendo da quella più basilare che è avere l’opportunità di poter parlare con qualcuno di esterno al carcere. Ci occupiamo inoltre di organizzare accompagnamenti in esterno e di effettuare versamenti in denaro a coloro che si ritrovano senza alcuna risorsa economica.

Attualmente, l’attività su cui ci concentriamo maggiormente è quella di raccolta e di distribuzione di abbigliamento nel carcere. A tal proposito ne approfitto per lanciare un appello, anzi due – ha detto Marini – Abbiamo bisogno di vestiti usati o nuovi, l’importante è che siano comodi: in particolare cerchiamo felpe, magliette, tute. Abbiamo anche bisogno di nuovi volontari, che possano prestare la propria attività durante la giornata: fare volontariato in carcere richiede, più di altre attività di volontariato, una forte convinzione. Per inviare un volontario in carcere infatti, si deve attivare una complicata pratica burocratica, perciò una persona che vuole intraprendere questo tipo di attività deve essere fortemente motivata.

Con questo non voglio certo mettere dei paletti, nel senso che chiunque avesse voglia di cimentarsi con questo tipo di volontariato e ne volesse sapere di più è il benvenuto nella nostra associazione, anche solo per fare due chiacchiere, senza impegno! Dalla gente che vive all’esterno si sentono dire spesso delle cose sulla vita in carcere che non sono vere, come che lì dentro si vive bene – conclude Marini – Le possibilità di difendersi non sono uguali per tutti i detenuti: molte persone sono sole, senza risorse, non possono permettersi niente. Ed è per questo che il nostro aiuto è importante: per farli sentire meno soli.

Chiunque volesse donare vestiti per Porta Aperta Carcere può portarli a Porta Aperta presso Strada Cimitero San Cataldo 117 Modena; chi vuole candidarsi come volontario o saperne di più sull’attività in carcere può scrivere a lsolieri@porta-aperta.org

(Tratto da L’Altra Parte, il periodico dell’associazione di volontariato Porta Aperta di Modena)