IL DIFENSORE CIVICO REGIONALE, UN SERVIZIO PER ASSOCIAZIONI E CITTADINI

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Si è concluso Martedì 15 maggio il percorso di formazione promosso dal Difensore civico regionale Daniele Lugli e rivolto agli operatori dei Centri Servizi per il Volontariato dell’Emilia Romagna.Obiettivo: approfondire la conoscenza reciproca e avviare un percorso di collaborazione al servizio delle associazioni e dei cittadini.

Sono state organizzate, quindi, due giornate di formazione a cui hanno partecipato 14 operatori dei CSV provenienti dalle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Rimini e Ferrara.

Il primo appuntamento si è svolto martedì 8 maggio, presso la sede del Difensore civico. Una partecipazione ampia e convinta che conferma la positività del progetto di collaborazione iniziato nei mesi scorsi. Le giornate s’inseriscono, infatti, in un percorso già avviato con i CSV e con il loro Coordinamento regionale per promuovere la figura e le funzioni del Difensore civico presso le associazioni e i cittadini, attivando allo stesso tempo iniziative in ambito formativo e di promozione sulla tutela dei diritti.

Gli operatori presenti hanno potuto così conoscere in maniera approfondita le funzioni e le possibilità d’intervento del Difensore civico, anche attraverso casi concreti. Come ha ben rilevato Daniele Lugli, la consonanza tra i CSV e il Difensore civico è d’altronde naturale:
“I temi sono in gran parte gli stessi: difesa della salute, tutela dell’ambiente, supporto ai soggetti deboli, contrasto delle discriminazioni”. Promuovere la difesa civica significa perciò fornire al cittadino un importante strumento per garantire i propri diritti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Di notevole interesse è stata la convergenza nell’elaborare progetti futuri di collaborazione e formazione in merito a nuove problematiche che toccano la vita dei cittadini e delle associazioni e che richiedono un approfondimento per dare risposte efficaci. Ciò permetterebbe, inoltre, ai CSV di svolgere più incisivamente la funzione di advocacy, per trasformarsi in luoghi proattivi di progettualità sociale al servizio della comunità locale.

Nel secondo incontro, martedì 15 maggio, il focus è stato incentrato sulle concrete modalità di inserimento della difesa civica nel lavoro di promozione, formazione, progettazione, sportello e consulenza dei Centri di Servizi per il Volontariato.

Gli strumenti individuati comprendono i materiali informativi diffusi sui media locali e nei punti nevralgici sul territorio, ma anche le nuove strategie di comunicazione che sappiano coniugare il web e la presenza reale in occasione di manifestazioni ed eventi legati al volontariato.
Particolare rilievo è stato infine posto sulle fasce fragili della popolazione: cittadini stranieri, disabili, persone vulnerabili o in difficoltà economica. La presenza dei CSV sul territorio assume pertanto un valore assolutamente strategico per progettare e realizzare azioni e comunicazioni specificatamente rivolte a coloro che, più di altri, possono trarre vantaggio dalla difesa civica.

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