IL TERZO SETTORE ED IL RUOLO POLITICO DEL FORUM

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La presenza del terzo settore in Emilia Romagna è oggi sempre più radicata e ha un peso crescente nelle traiettorie di sviluppo regionale. L’intervento di Albano Dugoni su Volontariamo.it

Al dicembre 2010 nel terzo settore operavano 7.505 organismi (tra associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e internazionali) dando occupazione a 62.161 addetti. Le associazioni di volontariato della nostra regione sono quasi 3000, con più di 800mila soci aderenti e oltre 100mila volontari “attivi”(cfr. Conferenza Regionale del Volontariato, 2011). Le cooperative sociali, nonostante la crisi occupazionale che stiamo attraversando, sono passate dalle  630 esistenti nel 2005 alle 911 del dicembre 2010 (cfr. Rapporto sull’Economia Regionale, Unioncamere 2011) e con un numero di addetti superiore alle 36.000 unità, di cui oltre il 70% è costituito da donne.
Il terzo settore in questo senso sembra incidere sempre più non solo sulle dinamiche strettamente sociali, ma anche su quelle inerenti la crescita economica della nostra regione.

A tale processo di crescita del terzo settore (a livello provinciale, regionale, nazionale) non si è tuttavia accompagnato un adeguato processo di riconoscimento. In poche parole, il terzo settore è cresciuto numericamente e si è dotato in molti casi di strumenti adeguati per rispondere alle sfide che gli sono proprie, ma ancora non è riuscito ad affermare pienamente la propria specificità e autonomia nel rapporto con le istituzioni e con il mercato.

Dinnanzi allo sgretolarsi dei tradizionali legami politici e sociali , ai nuovi scenari socio-culturali ed economici è necessario rispondere con crescenti azioni   di responsabilità. Da qui la necessità emersa da un gruppo di lavoro all’interno Forum Regionale, che sta lavorando all’elaborazione di un documento politico sul nostro ruolo, che il  Forum del Terzo Settore miri contemporaneamente a due obiettivi: uno interno di crescita e consapevolezza ed aggregazione ed uno esterno che porti a concretezza i valori e il capitale sociale del terzo settore.
E’ necessario che nel terzo settore si cambi passo,perché nel frattempo il mondo cambierà comunque e si allargherà lo spazio pubblico in cui operare. In particolare nel campo del Welfare,si allargherà quella terra di mezzo tra stato e mercato che è il terreno di coltura ideale per le O.n.l.u.s. e le organizzazioni No-Profit del terzo settore. Una terra di mezzo in cui lo stato sociale, fino ad ora sovrano, è destinato a cambiare ruolo e mettersi prima a  guida e poi a controllo di una transizione innovativa che accrediti i soggetti più virtuosi e responsabili del terzo settore,visto gli eccessi  a cui è arrivato l’irrefrenabile aumento della spesa pubblica. Mentre alle imprese For-Profit, anche a quelle più socialmente responsabili non si può chiedere di andare oltre,  considerata la sempre maggiore competitività del mercato e le difficoltà che incontrano nel realizzare la loro mission naturale,che di per sé è la leva del benessere: quella di generare profitti,crescita,investimenti e sana occupazione.

Il Forum del Terzo Settore  che  ha il compito di rappresentare politicamente le organizzazioni aderenti, sostenerne le istanze, promuoverne e diffonderne le iniziative di favorire le sinergie, dovrà da subito,   promuovere pensieri politicamente nuovi ed autonomi in una cornice di appropriatezza, che si traduce nella coerenza  tra le parole che vengono dette e le politiche che si attuano, tra gli obiettivi e le azioni, tra la programmazione e le risorse. Tutto questo sarà più facile e credibile se si realizzerà nella trascendenza delle singole esperienze e componenti

La nostra partecipazione,in questo modo,potrà  essere rivolta a ridare anche un senso alla politica ed alla sua dimensione sociale, che oltre ad essere sempre protagonista in tutte le campagne elettorali dovrà  trovare  più spazi nelle agende, nelle azioni e nei fatti.

Il Forum è dunque chiamato a presidiare costantemente e tempestivamente un ruolo politico, dove, anche partendo dal solo linguaggio, ci sarebbe già uno strano caso da risolvere:Mr. Hyde – PIL drogato dai miscugli derivati dall’economia finanziaria continua a dominare lo scenario,in suo nome si mercifica terra,lavoro e moneta e si favorisce la crescita della disuguaglianza (i dati sono noti e per noi allarmanti ma sembra prevalere un clima di acquiescenza), mentre Dr Jekill – BIL (Benessere Interno Lordo), più vicino alla nostra idea del bene comune e di un’economia sociale e di mercato reale, riempie i discorsi  di molti, ma abita nelle case di pochi.

Albano Dugoni
Forum del Terzo Settore – Modena