ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI A CONFRONTO IN VISTA DELLA VII CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO

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Sabato 8 ottobre, presso la Palazzina Pucci di Modena, si è svolto il seminario “Il rapporto del volontariato con le istituzioni nel cambiamento della società”, incontro promosso dalle Amministrazioni provinciali, dai Comitati Paritetici e dai Centri di Servizio per il Volontariato delle città di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

Questo appuntamento ha voluto fornire un’occasione di confronto tra istituzioni e associazioni in preparazione della VII della Conferenza Regionale del Volontariato. Grande è stata l’enfasi posta da tutti i relatori e dai gruppi di lavoro presenti, sull’importanza del lavoro di rete tra istituzioni, volontariato e altri soggetti del terzo settore.

Sono oltre 80 gli esponenti del volontariato, delle istituzioni e dei Centri di Servizio per il volontariato di Modena, Ferrara e Reggio Emilia che hanno partecipato ai lavori del seminario, aperto da Rosa Bandieri, presidente del Comitato Paritetico Provinciale del Volontariato di Modena. «Nel predisporre il programma di questa giornata, abbiamo voluto dare ampio spazio al confronto tra associazioni e istituzioni, convinti che solamente tramite esso è possibile uscire dalla gabbia delle difficoltà per cercare soluzioni parziali, inattese e condivise. Per questo abbiamo pensato a una scaletta dei lavori in cui si susseguono momenti e voci diverse, in un intreccio che coinvolge sia il volontariato che le istituzioni. Infatti, accanto al saluto delle istituzioni, ci saranno le voci del volontariato raccolte dai Comitati Paritetici Provinciali di Modena, Reggio E. e Ferrara. A seguire, una relazione di Gino Mazzoli e poi la possibilità di un confronto aperto nei lavori di gruppo della seconda parte della mattina. Questo intreccio speriamo ci consenta di arrivare a un dibattito e a delle conclusioni che offrano davvero piste di lavoro concrete e specifiche sui temi affrontati» è intervenuta la Bandieri.

Nel suo intervento l’Assessore Regionale Teresa Marzocchi si è rivolto direttamente al mondo del volontariato e ha rinnovato l’invito alla collaborazione, «poiché il volontariato è sentinella, conosce bene i problemi, elabora risposte e può aiutare le amministrazioni locali nelle scelte politiche, offrendo un grande contributo alla programmazione territoriale per il bene comune».
Dopo aver ribadito il ruolo strategico del Comitato Paritetico Provinciale, Marzocchi ha chiesto alle associazioni di presentare, in sede di Conferenza Regionale, delle proposte chiare sui temi cruciali del welfare, della rappresentanza, dei diritti. «Occorre fare tesoro dell’esperienza del volontariato e agire in fretta, perché la situazione economica e sociale, con la sua drammatica situazione e le fosche prospettive, mette a rischio la coesione sociale».

Il ricco e stimolante intervento di Gino Mazzoli ha poi fornito ai presenti una puntuale e qualificata analisi della società attuale, chiamata ad elaborare nuove riposte a sfide che si celano dietro alle parole cambiamento, diritti, valori, solidarietà, progetti, responsabilità.«Il volontariato è in grado di riallestire il sociale se interviene tempestivamente – ha detto Mazzoli focalizzando la sua analisi sul ruolo del volontariato nella società – Il volontariato incontra i cambiamenti del nostro vivere oggi, che si misura con dimensioni di fragilità inaspettate che sembrano sfuggire al nostro controllo; le risorse economiche che diminuiscono e l’orizzonte di vita soprattutto professionale delle persone anche nelle nostre province emiliano romagnole, sembra non avere certezze.  Queste dimensioni intrecciano molto la vita delle istituzioni e dei servizi pubblici, con limiti di spesa e diminuzione dei servizi offerti, e di contro  una crescente pressione da parte della cittadinanza che fa sentire i servizi sotto assedio.  Il mondo del volontariato è composto dalle grandi organizzazioni di volontariato che per la loro struttura e il loro operato consolidato nel tempo godono maggiormente rispetto alle piccole organizzazioni, della fiducia delle istituzioni, incontrando il limite dato dal fatto che i cittadini finiscono per considerarle come pezzi dell’establishment. Le piccole organizzazioni, invece, sono meno coinvolte dalle istituzioni nelle politiche di welfare, ma hanno più flessibilità ed un contatto più diretto con le famiglie. Sono però carenti per quanto riguarda l’organizzazione, l’affidabilità e le altre caratteristiche che facilitano il rapporto con le istituzioni. La prima sfida che il volontariato deve prefiggersi è quella di favorire il più possibile la connessione tra queste due aree, trasferire alle grandi i pregi delle piccole e viceversa, favorendo dialogo, partecipazione, rete, apertura e accoglienza».

A seguire, l’intervento del presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini che ha sottolineato il rischio della perdita di fiducia e della deresponsabilizzazione: «I volontari possono essere la parte più esigente, perché hanno dato e mai chiesto. Il volontariato deve capire quali sono gli ambiti che si aprono. In questa fase storica stiamo riscoprendo la sobrietà e ci serve riscoprire anche la gratuità».

Gino Mazzoli è intervenuto nuovamente chiudendo i lavori con una stimolante riflessione con cui ha sottolineato l’importanza di rendere visibili i prodotti sociali, mostrando alle persone le
cose che si realizzano, producendo documenti semplici ed accessibili. «Un’altra importante necessità che va soddisfatta è quella di stanare i bisogni: ci sono competenze specifiche per stanare i problemi e per il volontario è più facile rispetto ad a soggetti scoprire i problemi nella società. Sarebbe interessante a questo scopo mettere insieme dei laboratori sulle idee di volontari, operatori e cittadini e lavorarci. In questa fase è cruciale anche il ruolo dei CSV e dei loro operatori, in grado di fornire supporto, formazione, coordinamento e consulenza».

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GLI INTERVENTI IN BREVE DEI COMITATI PARITETICI PRESENTI:

PARITETICO DI FERRARA
“Resta molto lavoro da fare. Il rapporto del volontariato ferrarese con le istituzioni è ancora fragile e caratterizzato da molta diffidenza e tante difficoltà. Il supporto del CSV resta fondamentale in questo percorso di costruzione condivisa, così come resta fondamentale la dimensione provinciale della progettazione, una dimensione che permette vicinanza al volontariato e lavoro di rete.
Il Comitato Paritetico di Ferrara nel ribadire la validità dell’impianto della legge regionale per il volontariato, ritiene indispensabile salvaguardare il modello partecipativo che in questi anni ha permesso alle organizzazioni di volontariato della nostra provincia di crescere in consapevolezza e capacità progettuali. Auspichiamo dunque che la nuova Commissione regionale rappresenti un elemento di novità positiva in questo panorama, sollecitando la messa a regime di alcuni punti ancora carenti nel sistema, come ad esempio l’inserimento di rappresentanti delle Fondazioni bancarie e dei CSV nei Comitati Paritetici, in modo da renderli più adeguati ai compiti che questa nuova fase contraddistinta da poche risorse richiede».

PARITETICO DI MODENA
«Il nostro tempo attuale, tempo di scelte, ci richiede uno sforzo di semplificazione, di riconoscibilità e di differenziazione, in modo che i volontari non debbano stare tutti su tutto, ma anche in modo che la ricchezza delle visioni dei volontari emerga e sia utilizzata nei luoghi opportuni. Pensiamo che i diversi incontri effettuati a livello distrettuale abbiano avuto anche questa funzione. Serve comunque proseguire nello sforzo tra volontariato e istituzioni per conoscersi, per condividere linguaggi, per individuare metodi di lavoro efficaci, così da arrivare a definire un patto territoriale tra enti e volontariato. In questa direzione ci stiamo muovendo anche con azioni formative mirate, percorsi di formazione congiunta tra enti locali e volontariato con un radicamento territoriale forte, proprio perché è in questa dimensione che il volontariato può maggiormente investire. Occorre operare un riconoscimento del volontariato da parte delle istituzioni, nel senso di attribuire ad esso un ruolo primario insieme alle istituzioni stesse, nell’individuazione delle priorià di intervento prima dell’assunzione delle decisioni».


PARITETICO DI REGGIO
«I comuni, nella maggioranza dei casi, non riconoscono in modo esplicito o argomentato nel loro Statuto la funzione e/o il valore del volontariato. Pochissimi hanno un apposito regolamento che  stabilisca modalità e procedure di assegnazione di fondi o contributi. Nella maggioranza delle scelte le amministrazioni comunali si accordano con le singole OdV su specifiche iniziative o progetti, privilegiando procedure discrezionali. Dal punto di vista delle associazioni, le istituzioni oggi chiedono aiuto al volontariato ma non valorizzano il suo lavoro e spesso non danno risposte adeguate ai bisogni dello stesso. Per questo motivo è importante lavorare per accrescere la qualità del rapporto tra associazioni ed enti. Spesso si lavora sull’operatività e non sulla prospettiva progettuale. L’esperienza del Movimento del Volontariato, nato nella provincia di RE, ha precisamente l’intenzione di porsi come luogo della rappresentanza perché i grandi e piccoli temi legati alle scelte politiche, alle analisi sociali, al rilancio di una comunità solidale, trovino il giusto spazio e la miglior comunicabilità. Il Movimento può essere un’esperienza di auto-convocazione delle OdV che intendono rapportarsi con tutti gli attori in gioco, a partire dagli altri protagonisti del Terzo Settore e dalla collaborazione con il Centro Servizi , la cui importanza tecnica, formativa e consultiva è determinante e dalla collaborazione con il CPP e il Forum Terzo Settore».

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Di seguito è possibile scaricare il materiale del seminario:

Contributo del Comitato Paritetico provinciale di Reggio

Contributo del Comitato Paritetico provicniale di Modena

Contributo del Comitato Pariterico Provinciale di Ferrara

Apertura dei lavori: Rosa Bandieri

Relazione di Gino Mazzoli – slides

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