CIRCOLARE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SU ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO, ENTI ESCLUSI DALLA DISCIPLINA ONLUS, TRUST E IMPRESA SOCIALE

E’ uscita un’importante circolare dell’Agenzia delle Entrate dedicata esclusivamente al non-profit. La circolare 38/E affronta quattro distinti temi inerenti le Organizzazioni di volontariato e gli Enti con la qualifica di Onlus.

Il primo punto è la conferma -ancora una volta- dell’esenzione dall’imposta di registro per gli atti costitutivi delle organizzazioni di volontariato, con alcuni riferimenti di prassi relativi alle norme regionali. Questo il testo della circolare: “le organizzazioni di volontariato possono fruire dell’esonero dall’imposta di registro prima dell’iscrizione negli appositi registri ma dovranno comunicare tempestivamente, all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate che ha provveduto alla registrazione dell’atto costitutivo, l’avvenuta iscrizione nel registro delle organizzazioni di volontariato. Gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui non risulti l’avvenuta iscrizione nel predetto registro nei tempi utili per l’accertamento, procederanno al recupero delle imposte non pagate con applicazione dei relativi interessi e sanzioni.” Si rileva che non è specificata la modalità attraverso cui rendere comunicazione all’Agenzia dell’avvenuta iscrizione al Registro.
Secondariamente, la circolare argomenta la partecipazione di enti “esclusi” (non onlus) nelle Onlus, ritenendola possibile, così come la costituzione da parte di essi stessi di una Onus. Ciò fatta eccezione per le ONG, per via della L. 49 del 1987. Detta legge, all’art. 28, comma 4, dispone, tra l’altro, che il riconoscimento di idoneità può essere dato a condizione che le medesime “non abbiano rapporti di dipendenza da enti con finalità di lucro, né siano collegate in alcun modo agli interessi di enti pubblici o privati, italiani o stranieri aventi scopo di lucro”.

Nella terza parte, l’Agenzia riferisce in merito all’iscrivibilità dei trust nell’Anagrafe delle Onlus, con ampia trattazione del caso dei trust opachi e dei trust trasparenti. Nello specifico, una volta verificata la presenza dell’autonoma soggettività passiva dei trust, ai sensi dell’art. 73 del TUIR, andrà altresì comprovata la compatibilità, in via generale, delle differenti tipologie di trust con il regime tributario di favore previsto per le ONLUS nonché il rispetto, da parte del trust, delle clausole stabilite dal D. Lgs. n. 460 del 1997.

Ultimo argomento della circolare è la possibilità che una Onlus partecipi ad un’impresa sociale. Da un confronto dei rispettivi riferimenti normativi e caratteristiche soggettive delle due tipologie di enti, secondo l’Agenzia delle Entrate “il carattere non lucrativo dell’impresa sociale, unitamente all’obbligo, per la stessa, di svolgere l’attività in particolari settori di rilevanza sociale o al fine dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o disabili, inducono a ritenere ammissibile, da parte di una ONLUS, la detenzione di partecipazioni in una organizzazione che abbia assunto la qualifica di impresa sociale. Tale partecipazione, infatti, non altera la natura solidaristica della ONLUS partecipante e non comporta l’elusione del divieto di distribuzione di utili proprio delle ONLUS atteso che, anche per l’impresa sociale, opera il vincolo della non lucratività.”

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