CAMPAGNA “I DIRITTI ALZANO LA VOCE” – MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA IL 23 GIUGNO 2011

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No ai tagli contro le persone con disabilità! Questo lo slogan della manifestazione nazionale indetta dal Forum del Terzo Settore nazionale e dalle associazioni aderenti alla campagna “I diritti alzano la voce”.  FAND (Federazione fra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) e FISH  (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) parteciperanno attivamente.

Lettera firmata dal Presidente Nazionale FISH Pietro Vittorio Barbieri e dal  Presidente Nazionale FAND Giovanni Pagano:

Risorse e politiche per i diritti delle persone disabili! È questa la netta e forte istanza che  proviene, in modo compatto, dalle organizzazioni delle persone con disabilità.

L’Italia spendeva già poco per il sociale: in rapporto al PIL stanziava meno della Polonia; era al  passo con la Bulgaria. Ora spende ancora di meno: smantellando un sistema pur minimo di  protezione, gli effetti si sentiranno inclementi sull’emarginazione, sull’impoverimento, sul rischio
di istituzionalizzazione.

Da due anni radicali e indiscriminati tagli alle politiche sociali hanno spinto verso un’ulteriore  emarginazione un numero sempre maggiore di persone anziane o con disabilità. La cancellazione progressiva del Fondo per le politiche sociali e di quello per la non autosufficienza priverà, dal  2012, di ogni assistenza il 20% delle persone disabili al Nord, il 30% al Centro e il 50% al Sud. Uno scenario drammatico che penalizza le famiglie, sovraccaricandole e impoverendole ulteriormente.

I dati statistici pubblicati dall’ISTAT secondo i quali il 25% della popolazione, in Italia, vive  un’esperienza quotidiana di emarginazione tenderanno, inevitabilmente, a modificarsi in peggio.

Una prospettiva ancora più cupa visti anche i tagli alle politiche per il lavoro dei disabili e le sempre più risicate risorse per la scuola che stanno generando il ritorno alle “classi speciali”.

Infatti, dal prossimo anno:
•il Fondo per le politiche sociali sarà cancellato; nulla arriverà alle Regioni;
•il Fondo per la non autosufficienza (già abrogato dal 2011) non verrà ripristinato;
•il Fondo per il diritto al lavoro delle persone disabili (L. 68/99) sarà tagliato del 75%.
•la riduzione delle risorse sulla scuola sarà causa di rinnovati gravi disagi per gli studenti  con disabilità.

A questo si aggiunga un’implacabile – quanto inefficace, costosa e infarcita di toni stigmatizzanti – crociata contro le presunte “false invalidità” che maschera, in modo malcelato, la volontà di  tagliare le pensioni ai veri invalidi, a chi davvero ha vitale necessità di quei 250 euro mensili.

Quotidianamente si assiste a revoche indiscriminate di pensioni e indennità a persone gravemente disabili. Oltre al danno si ingenera e rafforza un contenzioso giudiziario che ha raggiunto livelli  endemici: quasi 400 mila cause giacenti. A carico dello Stato dal 2009 al 2012 vengono intanto
effettuate 800 mila verifiche. Nelle more di questa “biblica” campagna di controllo, l’INPS non riesce a gestire adeguatamente l’ordinaria amministrazione: nonostante gli interventi normativi e l’informatizzazione del sistema, i tempi di attesa del riconoscimento dell’handicap e dell’invalidità
si sono ulteriormente allungati.
Contro la compressione dei diritti civili ed umani delle persone anziane e con disabilità,  chiediamo:
•il ripristino e l’adeguato finanziamento del Fondo per le politiche sociali;
•il ripristino e l’adeguato finanziamento del Fondo per la non autosufficienza o, in  alternativa, l’introduzione normativa di una quota di riserva sul prelievo fiscale di Regioni e  Comuni e sul cosiddetto Fondo perequativo del federalismo fiscale;
•l’emanazione tempestiva dei Livelli essenziali di assistenza sociale, come da dettato  costituzionale, per garantire il diritto di cittadinanza in tutto il Paese;
•il ripristino integrale del Fondo per garantire percorsi di inserimento mirato al lavoro delle persone con disabilità;
•l’eliminazione di qualsivoglia disposizione di legge finalizzata alla reintroduzione delle classi speciali;
•la revisione della normativa relativa al riconoscimento ed alla verifica delle minorazioni civili e alla concessione delle provvidenze economiche, a maggiore tutela e garanzia dei  diritti delle persone con disabilità, la cui esigibilità è notevolmente peggiorata negli ultimi  due anni.

La forma più subdola di discriminazione è quella omissiva. Consiste nel “dimenticarsi” delle  risorse e delle soluzioni che possono consentire alle persone di vivere dignitosamente, con pari  opportunità, nella collettività di cui sono parte.

Contrastiamo anche questa inaccettabile declinazione dei comportamenti discriminatori!

7 giugno 2011