NUOVA TEGOLA PER I CSV: AL SENATO UN NUOVO DDL CHE NE ESTENDE LE COMPETENZE MA NON AUMENTA LE RISORSE

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E’ stato depositato il 14 aprile scorso come ddl 2688, presentato dal senatore del Pdl Valter Zanetta. Mascherato da ennesimo provvedimento “in materia di comuni montani, nonché delega al Governo per l’emanazione del codice della legislazione in materia di montagna” si nasconde da un lato un nuovo tentativo di modificare la Legge 266 del 1990 sul Volontariato e dall’altro la funzione dei Centri servizio per il Volontariato, aumentando le competenze senza però trovare risorse per coprire i nuovi obblighi.

Già nell’ottobre del 2010 un altro disegno di legge, praticamente uguale, era stato al centro di un forte dibattito – sfociato poi nello scontro- tra Parlamento e non profit: un provvedimento cui si erano apertamente schierati contro Forum del Terzo settore e CSVnet. E il ddl era stato abbandonato (leggi qui).

Scomparso ad ottobre, ricomparso a maggio.

Ecco di seguito il testo in questione:

Art. 8. (Interventi in favore dell’associazionismo sociale)
1.  Alla legge 11 agosto 1991, n. 266, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 12, comma 1, lettera d), dopo le parole: «emergenze sociali» sono inserite le seguenti: «e ad interventi nei territori montani e nelle altre aree territorialmente marginali del Paese»;
b) all’articolo 15, il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Le fondazioni bancarie di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, prevedono nei propri statuti che una quota non inferiore a un quindicesimo dei propri proventi, al netto delle spese di funzionamento e della riserva finalizzata alla sottoscrizione di aumenti di capitale delle società conferitarie, sia destinata alla costituzione di fondi speciali presso le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano al fine di istituire, per il tramite degli enti locali, centri di servizio a disposizione delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche, delle associazioni bandistiche, dei cori amatoriali, delle filodrammatiche, delle associazioni dilettantistiche di musica e danza popolare, delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, nonché delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e da queste gestiti, con la funzione di sostenerne e di qualificarne l’attività. Una quota non inferiore al 10 per cento dei fondi speciali così costituiti è vincolata alla creazione di centri di servizi nei territori montani. In tale ambito le somme eventualmente eccedenti possono essere utilizzate per l’acquisto di attrezzature, di materiali e di mezzi il cui utilizzo sia strettamente connesso alle attività di natura sociale».
2.  Alle associazioni bandistiche, agli sci club riconosciuti dalla Federazione italiana sport invernali, ai cori amatoriali, alle associazioni filodrammatiche, alle associazioni di musica e di danza popolare legalmente riconosciute operanti senza fini di lucro nei territori montani si applica il regime fiscale agevolato di determinazione forfetaria del reddito e dell’imposta sul valore aggiunto di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398.

Cofirmatari del ddl esponenti del Gruppo Misto, Pdl, Udc e Svp.