MILLEPROROGHE: TAGLI ALL’EDITORIA

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Dopo l’approvazione alla Camera, passa ora al vaglio del Senato il Decreto Milleproroghe. L’elenco dei nodi irrisolti è piuttosto ricco e preoccupano anche il blocco della proroga degli sfratti da un lato e la conferma dei tagli operati sul settore dell’editoria che metteranno in difficoltà anche testate no profit, e la riduzione del 25% delle risorse destinate al 5 per mille.

Arriva in questi giorni in Senato il Decreto Milleproroghe,  tradizionale provvedimento di fine anno che sposta alcune scadenze (tra cui quella della presentazione del modello Eas al 31 marzo) e che continua a preoccupare il mondo del volontariato, quello dell’editoria e altri per la riduzione dei fondi che esso porta con sè.
E’ della fine del 2010 la notizia che il fondo per l’editoria passerà – nonostante le rassicurazioni date in un primo tempo nella Finanziaria – da 100 milioni a soli 50. Rischiano la chiusura non solo testate come Manifesto e Secolo, ma anche tutte quelle del mondo no profit.
Il “Comitato per la liberta’ e il diritto all’informazione e alla cultura” di cui fanno parte anche Fnsi, Cgil, Articolo 21 e Mediacoop, parla di scippo di 50 milioni di euro e della messa a rischio di 92 testate, 4000 posti di lavoro, in un settore già messo a dura prova.
Altro nodo irrisolto del decreto resta la mancata proroga degli sfratti, che arriva in un momento in cui quella abitativa è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza che riguarda una fascia sempre più ampia della popolazione, e mette a rischio circa centomila famiglie. A questo  si aggiunge il quasi azzeramento del fondo del sostegno per gli affitti che per il 2011 ha visto una riduzione del 77%. C’è preoccupazione poi tra le forze dell’ordine e  nel settore giustizia dal momento che il decreto ridurrebbe anche i fondi da destinarsi all’informatizzazione di certe strutture.