IL GRUPPO CINOFILO DA SOCCORSO SAN FAUSTINO

Il Gruppo Cinofilo da Soccorso San Faustino è un’associazione di volontariato molto giovane, fondata da un gruppo di esperti che vantano decenni di esperienza in materia di addestramento dei cani. Ad oggi l’associazione collabora con le forze dell’ordine per la ricerca dei dispersi in superficie e tra le macerie, ha partecipato a diverse spedizioni in Italia e all’estero e organizza corsi di addestramento e di educazione di base e più avanzati dedicati a tutti coloro che vogliano stabilire un rapporto sereno col proprio cane, educarlo alla vita in famiglia e nella società, e a chi voglia impegnarsi in missioni di soccorso. Per meglio comprendere gli scopi dell’associazione abbiamo intervistato Egisto Fratti, il presidente del Gruppo.

Signor Fratti, quali sono gli scopi che animano la vostra associazione?
Il nostro Gruppo agisce su più fronti. Da un lato ci occupiamo di organizzare e contribuire a spedizioni di ricerca dei dispersi. L’emergenza più forte al momento riguarda le zone montane, dove di frequente si smarriscono persone impegnate nella raccolta funghi, ma abbiamo partecipato l’anno scorso ad una difficile spedizione di tre giorni in Val Camonica, e ad altre missioni piùù delicate.
Siamo impegnati poi anche sul fronte dell’educazione e dell’addestramento di base dei cani. Se pensiamo a tutti i casi di abbandono, ai cani che vengono adottati dalle persone e poi riportati dopo qualche giorno al canile, ci rendiamo conto che spesso le persone che hanno in casa un cane non ne conoscono le esigenze e non ne sanno interpretare i comportamenti; agendo senza cognizione di causa  si mette a rischio non solo il benessere dell’animale, ma anche la vita famigliare, la convivenza coi vicini di casa e con gli altri in generale. Un cane ben educato è un cane sano, che dà il meglio di sé nel rapporto col padrone e che sa adattarsi al contesto in cui vive.

Concentriamoci sul vostro impegno in fatto di soccorso cinofilo: come si svolge una spedizione di ricerca?
Ad oggi le tecniche di ricerca sono molto più avanzate di quelle che si possono immaginare guardando certi servizi televisivi: oggi si agisce con squadre di 15-20 cani compiendo una sorta di rastrellamento della zona, il chè permette di raggiungere i dispersi, vivi o morti, al massimo in 48 ore. Alla chiamata delle istituzioni, segue la compilazione di una mappa particolareggiata del territorio in cui si sospetta che la persona sia dispersa. Tenendo in considerazione il clima, la direzione della brezza e altri parametri ambientali si suddivide la zona in diverse aree, ognuna delle quali verrà scandagliata da un cane e dal suo accompagnatore, il tutto in presenza di personale sanitario e di corpi speciali, vigili del fuoco, carabinieri, alpini o altro, scelti in base alle esigenze del territorio e del momento. Le operazioni di ricerca sono guidate dal cane che segnala col proprio comportamento, abbaiando o in altro modo, la presenza di tracce del disperso. Nel caso la ricerca porti ad un ritrovamento si comunica immediatamente l’accaduto all’intera squadra e si attivano i soccorsi. E’ un lavoro affascinante ma molto delicato che necessita di un gran numero di cani e di volontari e  di un allenamento continuo, ragion per cui siamo costantemente impegnati nella ricerca e nell’addestramento di nuove squadre e  in simulazioni organizzate sul nostro Appennino

Approfondiamo ora la questione dei corsi di educazione di base: come sono strutturati?
I nostri corsi mirano ad aiutare i cani e i loro padroni a instaurare un rapporto sereno. Prima di tutto cerchiamo di conoscere la coppia e in base ai bisogni manifestati dall’animale decidiamo di prolungare ogni incontro per un paio d’ore o di interromperlo dopo molto meno. Consideri che non siamo noi ad addestrare il cane, ma a farlo deve essere il padrone che in capo a sei mesi arriva a condurre l’animale solo con la propria voce. Noi semplicemente lo aiutiamo in questo, intervenendo direttamente solo nei casi in cui il cane si mostri troppo aggressivo.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’addestramento è un percorso facile, deve risultare in qualche modo spontaneo tanto per il cane quanto per il padrone, altrimenti non può dirsi efficace. Ovviamente si tratta di un percorso complesso che richiede impegno soprattutto nei primi mesi, quando si devono cambiare le abitudini e i comportamenti.

Il 12 dicembre al Club Federcaccia di Modena presenterete alla cittadinanza le vostre attività. Come si svolgerà la giornata?
Abbiamo pensato questo evento per aiutare le persone a comprendere quanto sia importante educare il proprio cane e presentare in una sorta di esercitazione, i nostri corsi e i nostri metodi, che sono frutto di decenni di formazione e di lavoro, in Italia e all’estero. Lo faremo insieme ai responsabili e ai volontari del Canile con cui collaboriamo, insieme a esperti e veterinari. La nostra speranza è di avere sempre più cani da educare e di conseguenza di coinvolgere sempre più volontari nel percorso – lungo e complesso – che porta al conseguimento della certificazione necessaria a partecipare alle operazioni di soccorso. (Nadia Luppi)