ALL’AQUILA IL VOLONTARIATO TROVA CASA

Realizzare una ricostruzione sociale partecipata di tutta la comunità aquilana che, oltre alle case, ha bisogno di ricomporre quel tessuto di relazioni che il sisma del 6 aprile ha inevitabilmente distrutto.

Si trattava di una sfida difficile, che in questi mesi CSVnet, il Coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato, al fianco del CSV dell’Aquila e del Coordinamento Regionale dei CSV dell’Abruzzo, con la collaborazione di tutto il sistema dei CSV, i Centri di Servizio per il Volontariato, e del mondo del non profit, ha portato avanti con entusiasmo ed ostinazione, impegnandosi nella realizzazione di progetti che hanno coinvolto direttamente la popolazione, consentendo al volontariato aquilano di tornare a svolgere la propria azione di coesione sociale.

Dopo la prima fase dell’emergenza, dal 10 settembre 2010 è attivo un bando, promosso dalla “Commissione progettazione sociale straordinaria Emergenza Abruzzo”, (composta da: Consulta  Nazionale dei Comitati di Gestione CO.GE., Coordinamento CSV – CO.GE. Abruzzo- CSVnet – ACRI – ConVol – Forum  Terzo Settore), che, dopo un’accurata analisi delle nuove necessità del territorio, ha deciso di  destinare 2.3 milioni di euro alle associazioni di volontariato abruzzesi per la realizzazione di progetti di infrastrutturazione sociale a favore delle popolazioni colpite dal sisma.

Parte integrante di questo percorso di ricostruzione sociale è il progetto della Casa del Volontariato all’Aquila.

Dopo l’esperienza preziosa della sede provvisoria presso il campo di Acquasanta, necessaria per dare continuità all’azione del CSV dell’Aquila nel suo rispondere ai bisogni delle associazioni aquilane e nello stesso tempo utile punto di riferimento anche per le persone che hanno sentito una presenza importante nel campo, è in costruzione la  Casa del Volontariato, in un’area assegnata al CSV nel nucleo industriale di Pile nell’area Ovest della città.

Il progetto, il cui costo complessivo, chiavi in mano è pari a 1,8 milioni di euro per una superficie di 1.600 metri quadri, è stato e continua ad essere sostenuto grazie ad una raccolta fondi, avviata da CSVnet e dal CSV dell’Aquila nel maggio del 2009, che ha prodotto, ad oggi, 724.154,97 euro ed impegni per altri 350.000 euro e che vede la partecipazione, oltre la rete dei CSV, dei soci di Banca Etica, Banca D’Italia L’Aquila, la Fondazione Round Table Italia, Philip Morris Italia, la Compagnia di Gesù, la Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila e Caritas Italiana.

La costruzione, già da oggi in fase di realizzazione dalla  Ditta esecutrice Taddei Spa – Gruppo Edimo dell’Aquila, ospiterà non solo la sede del CSV L’Aquila, ma anche tutte le organizzazioni di Volontariato locali che nel terremoto hanno perso la propria sede  (ovvero l’84% delle associazioni presenti nella provincia dell’Aquila).

“La rete dei CSV in Italia ha voluto, un anno fa, ritrovarsi insieme all’Aquila per testimoniare la vicinanza ai cittadini e al volontariato di quei territori – commenta Marco Granelli – Presidente di CSVnet. “Da quella esperienza sono nati progetti ed idee che oggi vedono la loro realizzazione. Ora più che mai c’è bisogno di offrire alla ricchezza del volontariato aquilano strumenti e sostegni affinché esso possa aiutare la comunità a ricostruire relazioni, socialità e solidarietà: senza questo sostegno non c’è ricostruzione e futuro.”

“La Casa del Volontariato nasce non solo perché sarà la nuova sede del CSV L’Aquila e ci consentirà di essere più efficaci ed efficienti nel fornire servizi e spazi polifunzionali per incontri, convegni, formazione alle organizzazioni di volontariato, ma soprattutto per dare una prima risposta “abitativa” a diverse associazioni che hanno perso la loro sede nel sisma del 6 aprile del 2009 – afferma Gianvito Pappalepore, presidente del CSVAQ, Centro di Servizio per il Volontariato dell’Aquila.“La Casa sarà occasione per creare una rete locale di Organizzazioni di Volontariato che si ritrovino insieme sotto un “unico tetto” aperto a tutto il Volontariato aquilano, per stimolare la costruzione di reti, dare vita a nuove collaborazioni e dare risposte concrete ai bisogni socio aggregativi della popolazione locale. La Casa sarà la base stabile dove potersi “rincontrare” e “ri-progettare il proprio futuro”. Quindi uno spazio comune che sia soprattutto uno spazio progettuale dove possano incontrarsi e relazionarsi diverse esperienze associazionistiche, spazio che possa diventare punto di riferimento per le associazioni al fine di socializzare i saperi, sperimentare altri linguaggi, ma soprattutto spazio per la “socialità” inteso come luogo di incontro e di confronto”.

La Casa – conclude Pappalepore –  rappresenta una sfida, un simbolo, la dimostrazione che se dal volontariato può nascere una reale ricostruzione del tessuto sociale, anche il resto della città può e deve farlo. Oggi, a oltre un anno dal terremoto c’è bisogno di segni di speranza: ricostruire si può e meglio di prima”.

Chi è interessato può continuare a dare il proprio contributo alla costruzione della casa del Volontariato con una donazione sul conto corrente bancario dedicato

IT 27 N 05018 12100, intestato a Banca Popolare Etica.