TARIFFE POSTALI AGEVOLATE: GOVERNO IN STAND BY E LE ASSOCIAZIONI FANNO DA SÉ

Ancora attesa per il mondo del no profit per la pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del decreto che prevede la reintroduzione -in termini differenti da quanto fatto in passato- delle tariffe postali agevolate per il terzo settore. Intanto parte una proposta autonoma a Poste Italiane, dalle associazioni.

di Chiara Tassi

Il Dl 353/03 -di cui associaizoni ed organizzazioni hanno goduto fino allo scorso anno- prevedeva prezzi particolarmente bassi per il servizio di mailing degli enti no profit a condizione che il materiale inviato fosse del tutto privo di pubblicità commerciale e rispondesse a determinate caratteristiche. Poste Italiane, a fronte di queste tariffe agevolate, riceveva un rimborso periodico dallo Stato che nel 2009 è stato pari a -riportiamo fedelmente i dati del bilancio- 242 milioni di euro quali “integrazione tariffaria per l’editoria”.

Lo scorso 30 marzo, in mancanza di risorse pubbliche, il Governo ha quindi deciso di eliminare le tariffe postali agevolate a partire dal 1° aprile 2010, facendo così aumentare, per gli enti no profit, il costo delle spedizioni del 500%.

A fronte di una sollevazione delle associazioni e delle organizzazioni no profit, la legge 73/2010 ha previsto, in seguito, una reintroduzione delle tariffe postali agevolate a favore di una ristretta categoria di enti no profit, disponendo una copertura di 30milioni di euro da utilizzarsi necessariamente entro la fine el 2010: tariffe non retroattive e che dovrebbero essere di 9 centesimi di euro per mail fino a 200 grammi e 12 centesimi per le newsletter.

Ad oggi, però, nessuna notizia di questo “nuovo” stanziamento è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, quindi, per ora, nessuna agevolazine. Per questo una quarantina di associazioni italiane ha inviato alla dirigenza di Poste spa una proposta autonoma, chiedendo di poterla allargare a tutte le associazioni: universalizzare il servizio “Postatarget Creative Sperimentale” dal mese di agosto e fino all’amanazione del decreto. La spa ha quindi inviato una controproposta di accordo sul servizio, in base al numero di pezzi inviati.

“Se il no profit smette di comunicare smette di raccogliere risorse. Se si riducono le risorse, si dovranno tagliare le attività al servizio delle persone” (Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro