ALLUVIONI IN PAKISTAN: LA CATASTROFE E GLI AIUTI

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La situazione in Pakistan dopo settimane di inondazioni, è disastrosa e la macchina degli aiuti è lenta. Ma gli appelli alla solidarietà si moltiplicano, e diverse organizzazioni internazionali predispongono piani e chiedono sostegno.

Le inondazioni che hanno messo in ginocchio il Pakistan nelle ultime settimane hanno provocato almeno 1600 morti, 20 milioni di sfollati e  – dalle ultime stime Onu – almeno 4 milioni di senzatetto. E dopo la prima ondata di morti per annegamento, ci si aspetta una nuova strage dovuta alle condizioni igienico-sanitarie disastrose e alla mancanza di acqua potabile. Otto milioni di persone – la metà sono bambini – rischiano di restare vittima di malattie come  tifo, epatite, colera, malaria, o della  fame che attanaglia i milioni di pakistani  che hanno perduto la casa e sono tuttora senza riparo nè assistenza.

E oltre ai terribili danni sulla popolazione resta la devastazione che tre settimane di inondazioni hanno portato sul piano delle infrastrutture – centrali elettriche, strade e ponti cancellati, case distrutte, scuole, ospedali e reti fognarie gravemente danneggiati – e all’agricoltura che rappresenta il 20% del Pil nazionale. Coltivazioni di cotone, canna da zucchero, mais e verdure sono state compromesse, gli allevamenti di bestiame hanno subito gravissimi danni  e secondo gli esperti occorreranno almeno cinque anni e 15 miliardi di dollari per riparare al disastro. Ci sono poi da considerare le ripercussioni a livello politico e sociale della catastrofe, prima tra tutte la possibile diffusione dell’estremismo islamico e il rafforzamento di Al Qaeda.

Le Nazioni Unite stimano che serviranno circa 460 milioni di dollari solo per i primi interventi entro 90 giorni, ai quali poi dovranno aggiungersi aiuti anche a lungo termine per sostenere la ripresa di un’intera comunità. La macchina degli aiuti è già in movimento, ma i 70 milioni di euro stanziati dall’Unione Europea, le donazioni di Paesi come Usa, Francia, Gran Bretagna, Australia, Giappone, Turchia,  il volo umanitario e il milione di euro italiani, gli 11,2 milioni di dollari promessi in donazione dall’Islamic Development Bank, i prestiti della Banca Mondiale e dell’Asia Developement Bank bastano a coprire solo la metà dei costi dei primi interventi emergenziali.
In generale si è lamentata da più parti una certa lentezza nella corsa agli aiuti, da imputare da un lato alla crisi economica, ma anche e soprattutto all’immagine negativa del Paese – legata spesso al terrorismo islamico –  veicolata dai media, alla corruzione piuttosto diffusa traclasse dirigente e gerarchie militari pakistane, in prima linea per la distribuzione degli aiuti.  A tal fine sono giunte rassicurazioni dal Governo, che si è affrettato a garantire che gli aiuti arriveranno soltanto alla popolazione bisognosa e non ai Talebani o ad altre organizzazioni simili.

Intanto diverse Organizzazioni Internazionali si stanno mobilitando: l’Unicef, già impegnata nell’invio dei primi aiuti, nella predisposizione diuna ventina di ospedali da campo e nel recupero di decine di  pozzi di acqua potabile,  evidenzia l’urgenza di  fornire  cibo, acqua potabile, farmaci e materiali sanitari, biscotti ad alto valore energetico, abiti per donne e bambini e vaccini.
Save the Children poi, che ha attivato un fondo emergenze, è al momento presente con equipè sanitarie mobili, mezzi e medicinali nella Regione dello Swat, zona in cui circa 14 mila case sono state spazzate via. e la devastazione di strade e ponti rende difficili i soccorsi.
Caritas Pakistan, sostenuta da altre Caritas tra cui anche quella italiana, promuove il programma di emergenza alluvioni, che prevede interventi per4 milioni di euro nei prossimi tre mesi a beneficio di 250 mila persone. Il programma prevede la fornitura di cibo e tende, prima assistenza sanitaria e medica, riparazione dei sistemi di approvvigionamento di acqua, ricostruzione delle infrastrutture come ponti, strade, scuole.
Protezione Civile e Croce Rossa Italiana sono già in mobilitazione ed è stato predisposto un piano per gli aiuti.

Per più informazioni e per donare:
Unicef
www.unicef.it

Save the Children:
www.savethechildren.it/fondoemergenze

Croce Rossa Italiana:
www.cri.it

Caritas Italiana:
www.caritasitaliana.it