INVALIDITÀ: RITIRATO L’ARTICOLO 10. ORA SI PENSA AL FUTURO

Posted on
Ritorna il limite minimo per l’erogazione della pensione di invalidità al 74% per tutti,  viene annullato il previsto giro di vite sulle indennità di accompagnamento e parallelamente si annunciano più controlli. Il buon esito delle azioni intraprese in queste settimane dal fronte compatto delle associazioni è totale, ma l’attenzione resta alta.

A Roma erano in  4000 (1500 per la questura) a manifestare in difesa dei diritti dei disabili. Il buon esito delle azioni messe in campo  in queste settimane da Fand e Fish –  dai contatti politici alla redazione di documenti tecnici e di proposta, dalle campagne di comunicazione alle azioni di sensibilizzazione – è totale. Si ritorna alla soglia minima del 74% per la pensione e resta tutto invariato per l’indennità di accompagnamento. Per individuare chi riceve invece gli assegni senza averne diritto, i controlli passeranno da 200 mila a 250 mila nel 2011 e nel 2012, e unitamente a quelli previsti per l’anno in corso raggiungeranno i 600 mila. Nelle operazioni saranno coinvolti da adesso non solo i medici dell’Inps ma anche quelli dell’Ausl. A questo proposito il rischio è che l’incremento delle azioni di controllo rallenti i procedimenti per l’accertamento dell’invalidità, tanto più che insieme agli altri punti, viene cancellato anche quello che interveniva sui tre mesi che l’Ausl deve impiegare per l’accertamento, disposizione spesso elusa in molte parti d’Italia.
Il testo passerà ora all’esame del Senato, ed entro la prossima settimana dovrebbe essere approvato definitivamente dalla Camera.

Mentre esprimono la propria soddisfazione, le associazioni annunciano che rimarranno vigili per evitare che i tagli alle risorse per le politiche sociali regionali si traducano in una disparità di trattamento da zona a zona: il rischio è di ampiliare la forbice e di vedere i cittadini di certe regioni fare i conti non solo con servizi insufficienti, ma anche con una riduzione punitiva delle risorse. Per di più è stato notato come  i criteri con cui si valuta la “virtuosità” delle regioni per il trasferimento dei fondi si riferiscano più che altro a questioni di bilancio e non prendano in considerazione la qualità dei servizi e degli interventi.

In un quadro che sembra  comunque piuttosto positivo, va notato anche che si tratta  di un successo raggiunto grazie ad un movimento per la difesa dei diritti dei disabili che ha coinvolto una base davvero molto diffusa e motivata e che ha visto unite Federazioni e associazioni per certi versi storicamente anchedistanti. (Nadia Luppi)