MALATTIA MENTALE: UNA SCUOLA IN KENIA CONTRO IL PREGIUDIZIO

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Costruire una scuola professionale a Muyeye in Kenia, per dare maggiori possibilità di istruzione e di inclusione sociale ai giovani che soffrono di disagio psichico. Questo è l’obbiettivo per l’anno 2009 di Le Parole Ritrovate, movimento di utenti, operatori, familiari e cittadini della salute mentale di tutta Italia, impegnato nel sostenere l’iniziativa, che a Modena vede la partecipazione di una fitta rete di soggetti attivi nel settore.

Social Point, Comune di Modena, Consorzio di Solidarietà Sociale, Centro Servizi per il Volontariato, Associazione Insieme a Noi, Associazione Rosa Bianca, Cooperativa Sociale Aliante, Cooperativa Sociale Oltre il Blu, Circolo Culturale Left, ARCI Solidarietà, Associazione Voice Off, Associazione Moxa sono gli attori modenesi che hanno deciso di contribuire  con eventi, campagne di fund raising e investimenti di risorse umane ed economiche al sostegno del progetto di Le Parole Ritrovate, rete italiana che da dieci anni è impegnata nella promozione di un’immagine alternativa della malattia mentale, come risorsa e ricchezza della società e non come sinonimo di solitudine, incomprensione e isolamento.
Nel corso dei prossimi mesi – durante i quali verrà portata a termine l’opera di costruzione della struttura – diversi gruppi di Le Parole Ritrovate si recheranno sul posto per accompagnare in modo attivo il progetto, allacciando rapporti di amicizia con gli abitanti del villaggio, creando un filo diretto con il contesto locale,  e nutrendo costantemente i rapporti di partnership, grazie ai quali si auspica possano essere messe in campo altre iniziative in futuro. La delegazione modenese di 13 persone, composta da 7 utenti, 3 operatori, 1 familiare, 2 cittadini si recherà nel villaggio keniota nel mese di febbraio 2010.
Il progetto sarà condotto in collaborazione con I Take, associazione di volontariato con sede a Frosinone e sostenitori in diverse regioni italiane impegnata da anni in progetti educativi a favore dei minori kenioti, insieme a Knut, un gruppo di insegnanti attivi nel paese africano, realtà cruciale per l’individuazione dei bisogni principali della popolazione e per il radicamento dell’iniziativa sul territorio.

Il complesso progetto di rete si propone da un lato di contrastare e ridurre lo stigma e il pregiudizio nei confronti della malattia mentale e di chi ne soffre, evidenziando il ruolo attivo dei disabili psichici nella costruzione di un mondo migliore, tutelandone dall’altro i diritti e l’esigenza di essere riconosciuti come protagonisti della vita collettiva.
Filo conduttore dell’esperienza sarà l’idea del “fare assieme” come modus operandi utile al miglioramento della qualità della vita delle singole persone e della comunità tutta, favorendo l’incontro tra contesti eterogenei e la contaminazione tra culture differenti.

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