I giovani, la memoria, il futuro

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«Coltivare democrazia è coltivare la memoria ed imparare da essa, coltivando se stessi. Vogliamo coltivare dialogo, diritti umani, spiragli di luce. Questo è il nostro esistere ed il nostro “resistere”.

di Laura Solieri

Resistere è opporsi ad ogni minaccia ai diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo, resistere oggi diventa non cedere alle paure e alle falsità di una retorica che basa la propria identità sull’annientamento dei diritti altrui. Resistere è difendere e diffondere l’idea di libertà, giustizia ed uguaglianza». A differenza di altri territori, la sezione Anpi di Castelfranco Emilia è composta da tanti giovani, accomunati dalla convinzione che democrazia è partecipazione e dunque non basta “averla” ma bisogna coltivarla, giorno dopo giorno.

«C’è chi ci chiama “giovani dell’Anpi” perché effettivamente siamo giovani, o forse solo perché è da “poco” che facciamo parte delle sezione Anpi di Castelfranco, forse perché c’è il pregiudizio che solo le persone di una certa età possano e debbano parlare di antifascismo e di democrazia. Noi, invece, crediamo che la democrazia l’abbiamo ricevuta in dono dai nostri padri e che tutti abbiamo il compito di custodirla e proteggerla per darla intatta ai nostri figli. La nostra età è variabile, ma è l’aspetto più noioso e meno importante della nostra storia, l’aspetto forse più interessante è quello che facciamo: partecipiamo».

Il gruppo promuove iniziative che abbiano come fine il progresso democratico della società, affinché i princìpi fondamentali della nostra Costituzione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni  e non solo. «Ci piace parlare di “memoria attiva” – proseguono i giovani – Non basta rievocare come un mantra degli avvenimenti ma crediamo sia fondamentale discutere quella memoria, confrontarla con l’oggi ed imparare da essa.

Lo facciamo quando ad esempio invitiamo l’avvocato Speranzoni per parlare con la cittadinanza dell’ “Armadio della Vergogna”, lo facciamo quando insieme a Luca Paltrinieri discutiamo della lotta di liberazione degli afro-americani oppure quando lottiamo contro il pregiudizio con la “Biblioteca Vivente”.

Una delle cose che ci piace di più della nostra attività volontaria è l’impegno disinteressato. Riteniamo importante lavorare per la comunità, spendendo il nostro tempo libero e le nostre energie per il piacere della condivisione, della discussione, avendo in cambio nient’altro che il piacere del confronto. Crediamo che al gioco democratico sia necessaria la discussione e noi abbiamo parecchio voglia di discutere e condividere».

Chiunque abbia voglia di unirsi all’associazione per condividere iniziative, costruire percorsi, realizzare incontri può scrivere a anpicastelfranco@virgilio.it. «Si può fare memoria attiva in molti modi: abbiamo voglia di esplorare più modalità possibili e di incontrare altri gruppi e persone che come noi si stanno muovendo in questa direzione – concludono i ragazzi – Il nostro appello potrebbe essere: “Hai voglia di parlare, cantare, suonare, immaginare, disegnare, vedere, condividere, costruire democrazia? Facciamolo insieme!”. In questo senso, uno dei momenti più intensi è stato quando abbiamo cantato e discusso di memoria ed antifascismo. La musica è stato uno strumento di aggregazione fantastico grazie al quale poter rievocare e ridiscutere la storia per riflettere sul presente.

A partire dai canti di resistenza antifascista nazionali ed internazionali si è costituito un nucleo forte di ragazzi  accomunati dall’idea che quelle parole di libertà debbano essere cantate e condivise il più possibile. Nasceva così il coro “Una Nota Resistente”, solo il primo passo di una serie che abbiamo fatto e vogliamo ancora fare come Anpi Castelfranco Emilia».