E’ nata Modena Solidale

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In una sala Pucci piuttosto piena è stata presentata il 30 novembre alla città “Modena Solidale”, una nuova realtà associativa costituita da cittadini provenienti dal mondo dell’associazionismo e della società civile che si prefigge sostanzialmente di affrontare alcune tematiche strategiche per la città di Modena, quali la sicurezza, l’integrazione, l’emergenza abitativa, attraverso l’ascolto della voce e delle istanze dei cittadini e attraverso progetti concreti di inclusione e partecipazione pubblica. A presiedere l’associazione Debora Ferrari, con una lunga esperienza nel mondo della tutela dei consumatori, e che nell’aprire la serata ha tenuto a puntualizzare come il mondo dell’associazionismo, da sempre in prima fila sul territorio, possa meglio di ogni altra realtà interpretare i reali bisogni dei cittadini.

Nel corso della serata hanno relazionato i rappresentati di note associazioni. Vincenzo Paldino, Presidente Regionale dell’U.Di.Con. ha relazionato sul dramma dell’emergenza abitativa, soffermandosi in particolare sulle difficoltà oggettive di lavoratori e studenti nel reperire alloggi nella città di Modena. La mancanza di offerta genera anche speculazioni pericolose che sfociano in aumenti dei canoni al limite dell’insostenibilità. Le proposte che sono emerse già in questa prima serata di dibattito sono quelle di aumentare le agevolazioni per chi decide di dare l’immobile in locazione, di fare una ricognizione puntuale degli alloggi a disposizione e di renderne più veloci i rilasci, specialmente per finita locazione. Dello stesso avviso il presidente nazionale di Feder.Casa Confsal, Gianluigi Pascoletti, che, ampliando il discorso dal contesto locale all’intero territorio nazionale, ha ricordato come l’ancora troppo poco diffusa applicazione del canone concordato, nonostante i vantaggi ad esso collegati, sia una delle criticità del settore immobiliare.

Casa, sicurezza e inclusione, concetti inscindibili che hanno viaggiato in stretta simbiosi nella serata e che hanno visto come protagonista anche l’avv. Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, associazione che ha fatto della solidarietà il proprio filo conduttore negli anni. Ed è proprio sul concetto di solidarietà, ma anche su quello di inclusione e partecipazione attiva alla vita della città per creare i presupposti stessi della sicurezza cittadina che si è soffermato l’avvocato Barbari. L’emarginazione non è la base della sicurezza, è piuttosto un semplicistico processo di identificazione di un nemico, che si rivela a conti fatti riduttivo e, lo dimostrano i numeri, assolutamente inefficace.

Sono proprio i numeri quelli snocciolati dal presidente di CMIS, Maurizio Dori: numeri dei furti, delle rapine, delle violenze sessuali, di ogni ordine e tipo di reato. E si tratta di numeri che fotografano una situazione in lento ma costante peggioramento e che confermano la sensazione di insicurezza sempre più diffusa tra i cittadini di Modena. Ma ciò non deve essere motivo per darla vinta ai malintenzionati, abbandonando intere aree o quartieri alla loro mercé. I reati vanno segnalati, il cittadino attivo è certamente un cittadino che crea esso stesso le fondamenta della propria sicurezza. Queste saranno le fondamenta che l’amministrazione locale e che lo Stato dovrà poi cementare e rafforzare, ognuno per le responsabilità e i compiti che gli competono.

In un dibattito particolarmente sentito, numerosi gli interventi del pubblico che hanno riguardato per la maggior parte, come prevedibile, proprio il tema della sicurezza in città. I cittadini hanno lamentato scarso presidio del territorio, con bivacchi non autorizzati per le strade, strade che non vedono ridursi nemmeno l’annoso fenomeno della prostituzione. Di tutte queste istanze i rappresentanti delle associazioni promotrici della serata hanno preso nota, specificando nondimeno che il problema della sicurezza passa attraverso un insieme di misure che vanno dall’aumento della contingenza di forze armate, alla certezza della pena e, non ultimo, alla creazione e messa in opera di seri progetti di inclusione sociale. Molto è già stato fatto a Modena, pensiamo al controllo di vicinato, ma molto altro ancora si deve fare e se i cittadini esprimono un grido di dolore così forte le istituzioni non possono in nessun caso esimersi dall’ascoltarlo.

La rappresentante dell’associazione Modena Solidale ha invitato in chiusura tutte le realtà del mondo dell’associazionismo modenese interessate a rendere migliore questa città a farsi avanti, perché di tutti c’è bisogno e perché ognuno può fare la differenza. L’anima della città sono i suoi abitanti, ed è dalle loro voci e dalle loro idee che il governo della città dovrebbe partire. Purtroppo questo è un passaggio che, scientemente o meno, spesso si dimentica, Modena Solidale è nata per ricordarne, invece, l’importanza.

Prossimo appuntamento al 13 Dicembre presso la Sala Ulivi in viale Ciro Menotti 137.