Rosa Bianca e il cinema per parlare di salute mentale

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Oggi, giovedì 8 novembre ore 20.30 alla Tenda di viale Molza a Modena con il film “Alla ricerca di Vivian Maier” torna la rassegna cinematografica ad ingresso libero “Follia e dintorni” dell’associazione Rosa Bianca.

di Laura Solieri

«Dal 2009 Rosa Bianca organizza con entusiasmo e  soddisfazione questa rassegna cinematografica, dedicata al tema della disagio psichico – spiegano i volontari – Le rassegne di Rosa Bianca sono rivolte a tutti, ma in particolare ai giovani per informare ed aumentare la consapevolezza e la capacità di accogliere la diversità».

Quest’anno vengono proposti quattro film che toccano in vario modo la condizione della solitudine e dell’ esclusione sociale. In queste trame cinematografiche   provenienti  un po’ da tutte le parti del mondo, vengono narrate diversi esiti di queste  esperienze e saranno il tema, per chi vorrà partecipare, di  una confronto con il pubblico presente (il calendario della rassegna è sulla pagina facebook @rosabiancaonlus).

«Siamo un’associazione di Modena fatta di persone di varia provenienza, che si sono  dedicate ai temi della salute mentale e dal 2007 facciamo conoscere nella nostra comunità l’Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti con Disagio Psichico (Iesa)» dicono i volontari.

Rosa Bianca porta avanti  due proposte innovative. Da un lato vuole collaborare alla pari con  istituzioni consolidate, come il Dipartimento di Salute Mentale e i Servizi Sociali del Comune. Dall’altro tiene un dialogo con le famiglie del luogo in cui agisce alle quali propone di farsi partner nella cura di una persona sofferente. «In questo modo la famiglia che accoglie (che può essere  anche una sola persona) diventa una risorsa per la persona sofferente, e quest’ultima una risorsa per chi  accoglie» sostiene l’associazione.

La convinzione dei volontari di  Rosa Bianca è che il sistema famiglia/comunità possieda un elevato potere terapeutico per la sua capacità di assicurare una rete di relazioni stabili.
In particolare, la famiglia è un potenziale molto efficace  contro il rischio della cronicità del disagio psichico, ovvero del rischio che non cambi mai nulla e che  il disturbo della persona sofferente rimanga sempre uguale. «Ad esempio, una persona da lungo tempo in cura nei servizi di salute mentale, da quando è inserito nel progetto Iesa, si è iscritta all’Università e studia con soddisfazione e profitto – illustrano i volontari – Le  esperienze  Iesa  che sono state attuate in altre città italiane e straniere stanno inoltre  migliorando le stesse  comunità che le praticano perché contribuiscono a  renderle più aperte al disagio e meno stigmatizzanti rispetto alla sofferenza psicologica».

Rosa Bianca organizza e promuove la divulgazione di questa idea attraverso una varietà di proposte: presenta il metodo Iesa agli operatori delle istituzioni partner, incontra  gli studenti delle scuole sui temi della salute mentale e del volontariato, incontra  comunità di parrocchie e di polisportive, promuove la realizzazione di spettacoli teatrali e di concerti, partecipa attivamente a convegni. Per info: www.rosabiancaonlus.org