Empori solidali in festa a Soliera

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Grande successo per “solidER”, il terzo festival degli empori solidali che si è tenuto sabato 27 ottobre a Soliera, presso Habitat, promosso dalla rete degli empori solidali dell’Emilia Romagna, con il coordinamento del Centro Servizi per il Volontariato di Modena e Il Pane e le Rose Social Market.

Quasi 150 persone, provenienti da tutte le province della regione, ma anche da Bolzano, Sassari, Treviso e Perugia, hanno partecipato a una giornata dal programma molto ricco, aperta da una riflessione del prof Stefano Zamagni sull’economia del dono negli empori solidali: Zamagni ha sottolineato il valore del dono di sé del volontario e quindi l’importanza della relazione nell’accompagnare persone in una situazione di fragilità sociale ed economica. Gli empori, nella maggioranza dei casi, hanno infatti superato la concezione di semplice market per fare la spesa, affiancando alla distribuzione alimentare anche l’elemento, fondamentale, della dimensione relazionale, attraverso servizi di consulenza e il coinvolgimento dei beneficiari in attività di volontariato, per dare loro gli strumenti per far fronte a una situazione di difficoltà.

La giornata è proseguita intensa ma scorrevole, con la presentazione di alcune buone prassi di responsabilità sociale di impresa segnalate dai diversi empori della regione, di alcune esperienze di empori di piccole dimensioni o di recente apertura – Eko Market Solidale dell’Unione Terre di Castelli, Il Mantello Pomposa a Pomposa di Codigoro e Il Pane e le Rose con il “progetto servizi” – e della ricerca sull’impatto di Portobello Emporio Sociale curata dal Centro di Analisi Politiche Pubbliche dell’Università di Modena, dalla quale emerge che l’emporio solidale è una politica conveniente: consente alle famiglie di risparmiare e le inserisce in un circolo virtuoso grazie al coinvolgimento in attività di volontariato e l’incoraggiamento alla ricerca attiva del lavoro. Inoltre, ha un valore sociale positivo al netto di tutti i costi, perché per un euro investito si ha un ritorno, in termini di volontariato, quattro volte superiore.

C’è stato spazio anche per un’anticipazione della mappatura nazionale degli empori solidali, tuttora in corso e realizzata da CSVNet e Caritas Italiana: sono circa 170 gli empori solidali attivi in Italia, un’altra quindicina aprirà tra la fine del 2018 e la prima metà del 2019 o è in fase di progettazione dichiarata. Di questi, il 95% è gestito da volontari. L’Emilia Romagna è la regione con la più alta concentrazione e attualmente l’unica dotata di una struttura che sta cercando di mettere in campo sinergie e azioni di rete. La versione definitiva del Rapporto nazionale sugli empori solidali sarà presentata a Roma il 5 dicembre.

Nel pomeriggio spazio a una tavola rotonda a cui hanno partecipato i principali soggetti impegnati in interventi di contrasto alla povertà in Emilia Romagna: oltre a Regione e rete degli empori, presenti anche Croce Rossa, Caritas Regionale, Fondazione Banco Alimentare, tutti concordi nel continuare a lavorare sulla rete aperta come strumento per favorire confronto e crescita reciproca, sulla formazione dei volontari soprattutto per quanto riguarda la dimensione relazionale con i beneficiari e sul trasmettere un modello di consumo sostenibile, alternativo rispetto all’economia di mercato dominante.

I materiali della giornata sono scaricabili al seguente link: https://drive.google.com/drive/folders/1TvzDVX-TUGntXax9iVgQKz4PXatnZSS1?usp=sharing