Volontariato al Giardino

Posted on

Il giardino, luogo dell’anima dove rifugiarsi e sognare un mondo migliore. Ce lo raccontano Iana, Silvia e Federica attraverso la loro esperienza al Giardino Botanico “La Pica” di San Felice sul Panaro, un luogo incantevole dove il verde incontra la cittadinanza, attraverso la proposta di tante attività.

di Laura Solieri 

“Faccio volontariato presso “La Pica” ormai da 8 anni, perché mi permette di continuare in modo molto più divertente e con meno responsabilità la professione che svolgevo  prima – racconta Iana Luppi, 68 anni, di Cavezzo,  ex insegnante di scuola dell’infanzia – Mi dà gioia e piacere ideare, progettare, realizzare, il confronto con gente giovane, con insegnanti e collaboratori con diverse competenze che trovo al giardino. Il rapporto con i bambini, poi, è rigenerativo, è un dare e un avere che arricchisce entrambi.

Già da tempo mi sono occupata di volontariato nella qualità di insegnante presso un doposcuola parrocchiale, aiutando e supportando bambini in difficoltà di apprendimento – le fa eco Silvia Lugnani – Poi mi sono appassionata alla lettura espressiva e sono entrata in un gruppo di lettrici volontarie legate al progetto “Nati per leggere”. Circa 5 anni fa ho incontrato la mia cara amica Iana, nonché ex collega, che mi ha proposto di entrare nel gruppo di volontariato del giardino ed ho iniziato questo nuovo cammino”.

Federica Collari, 25 anni, laureata in Scienze e Gestione della Natura all’Università di Bologna, attualmente si occupa di educazione ambientale. “Ho sempre fatto volontariato, da quando avevo 16 anni: l’ho sempre vissuto come una condizione naturale – dice Federica – Da un anno faccio parte anch’io dell’associazione del Giardino Botanico, da quando Iana e Silvia mi hanno chiamata per prendere parte alle attività di educazione ambientale.

Il Giardino è un luogo unico: stimo le persone che volontariamente hanno scelto di trasformare un campo (una zona potenzialmente redditizia) in una riserva di bellezza gratuita, un luogo in cui poter passeggiare tra specie esotiche, meravigliosi alberi e poter osservare le api al lavoro”.

Tra i tanti progetti c’è quello dedicato alle classi seconde che prevede tre incontri al giardino: “Al secondo incontro noi volontari non ci presentiamo più, ma chiediamo a loro se si ricordano i nostri nomi. Una volta un bimbo ha risposto: “Tu ti chiami Federica e tu (indicando me) sei La Pica! – sorride Iana – Esplosione di gioia, una risata, una grande emozione, quel bambino ha colto nel segno perché sono proprio colei che, con semplicità e convinzione, ti vuole raccontare un luogo, ti vuole trasmettere le sue conoscenze, con competenza ma emozionandoti perché così te lo ricorderai per sempre. Fare volontariato e occuparsi del prossimo in maniera spontanea e gratuita riempie il cuore e dà ottimismo – dice Silvia – Spesso la vita frenetica di tutti i giorni chiude brutalmente gli occhi su tutto quello che accade intorno a noi, facendoci diventare egoisti ed egocentrici. Il volontariato è stata per me una vera occasione di crescita – conclude Federica – Più di qualsiasi corso di orientamento scolastico, mi ha fatto comprendere cosa avrei voluto fare nella mia vita.

I tanti anni che ho passato facendo attività con bambini e ragazzi più giovani di me, la collaborazione con i miei coetanei, mi hanno fatto capire che potevo coniugare la passione per la botanica alla possibilità di organizzare, creare, trasmettere conoscenze… E’ così che sono recentemente approdata al Giardino Botanico”.