Controlli sulle odv, inzia la seconda fase: niente panico

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Si è conclusa la fase di raccolta dei questionari delle organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale e prende ora avvio la fase di veri e propri controlli che si concentrerà sulla congruità delle dichiarazioni rilasciate in base a quanto stabilito dalla delibera di giunta n. 1007/2015.

I controlli vengono svolti in base quanto è emerso dall’analisi delle dichiarazioni raccolte attraverso il sistema informativo Teseo.

Niente panico e inviate alla Regione i documenti richiesti. Qualora nel corso delle verifiche vengano rilevati errori, omissioni e/o imprecisioni, comunque non costituenti falsità, i soggetti interessati sono invitati ad integrare le dichiarazioni entro il termine di 15 giorni. Ciò, può avvenire quando l’errore stesso non incida in modo sostanziale sul procedimento di revisione in corso e può essere sanato dall’associazione interessata con dichiarazione integrativa.

Qualora dalle verifiche emergano potenziali situazioni irregolari o illegittime o elementi di incoerenza delle informazioni rese, i competenti uffici regionali sono tenuti ad avviare un controllo specifico teso ad accertare l’effettiva sussistenza delle irregolarità o illegittimità.

Inoltre è prevista un’attività di controllo a campione su un campione che va dal 5 al 15% delle associazioni iscritte costituito per il 75% da associaizoni che presentano indicatori di probabili anomalie e per il 25% dal totale delle associazioni che hanno risposto alla rilevazione. Anche in caso di controllo a campione le associazioni sono invitate a presentare la documentazione richiesta in Regione.

Gli elementi oggetto d’indagine da parte della regione sono:

  1. la coerenza delle attività svolte con i propri scopi istituzionali;
  2. la democraticità e l’autonomia di gestione della associazione
  3. la sussistenza di un effettivo fine di interesse sociale;
  4. l’obbligo di redazione di bilancio o rendiconto e le modalità adottate per approvarlo;
  5. il reinvestimento dell’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste;
  6. l’assenza di fini di lucro e la circostanza che i proventi delle attività non siano divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
  7. la circostanza che l’associazione si avvalga prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali.

In ogni caso è bene porsi in un’ottica di collaborazione e presentare la documentazione richiesta senza farsi prendere dal panico, perchè il controllo è semplicemente parte del procedimento di controllo sulle organizzazioni iscritte, volto ad evitare la fruizione dei benefici connessi al fatto di essere un’organizzazione di volontariato a soggetti che per qualunque motivo non abbiano più i requisiti.

Per dubbi e perplessità potete rivolgervi direttamente alla Regione all’indirizzo mail registrovolontariato@regione.emilia-romagna.it o chiedere il supporto consulenziale del Centro Servizi per il Volontariato.

Avv. Cristina Muzzioli