L’importanza del volontariato culturale

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“La cultura in Italia non viene vista come un elemento necessario come possono esserlo, per esempio, la sanità o l’ambiente, per questo vi sono sempre più tagli. In questo scenario, spesso il volontariato culturale viene percepito come elemento superfluo.

di Laura Solieri

Per questo è sempre più importante creare sinergie e relazioni tra persone, realtà culturali e istituzioni del territorio. Cultura non significa soltanto andare a un vernissage o a un festival, ma diffondere idee, stimoli e modalità di percepire la realtà e il mondo nella vita di ognuno di noi, tutti i giorni. Non si fa cultura soltanto in determinati ambiti o situazioni, la si fa con ogni pensiero, ogni parola, ogni gesto: perché la cultura e l’amore per essa implicano un certo modo di stare al mondo, di osservarlo, di agirlo”.

Francesca Pergreffi, 40 anni, in tasca una laurea in Storia della fotografia presso il Dams di Bologna e un corso di Curatela di mostre ed eventi a Milano, vive fra Carpi e Correggio e da sempre si spende a livello di volontariato culturale per il proprio territorio, attraverso interessanti proposte di cui può usufruire tutta la cittadinanza.

Il suo percorso la porta a fondare insieme ad altri, nel 2010, lo Spazio Meme, associazione culturale in via Giordano Bruno a Carpi, che attualmente anima insieme a Filippo Bergonzini e Nicolò Pantaleoni. Da allora sono quasi 40 le mostre promosse e tantissimi incontri tra presentazioni di libri, concerti, reading. “Data la mia passione e il mio percorso formativo, penso che la cultura, in particolare l’Arte, sia fondamentale perché infonde, alimenta e spinge l’individuo alla riflessione e alla capacità critica, necessarie per la costruzione del sé e la cura del mondo – dice Francesca – Il mio volontariato culturale consiste nel generare incontri tra l’arte e le persone, perché l’arte è necessaria, non è un ambito per pochi eletti ed è fondamentale abbattere questa “barriera”: anche l’opera più ostica non deve essere considerata inaffrontabile, e la soggezione nei suoi confronti non deve mai far sentire incapaci di una lettura della stessa, ma al contrario bisogna porsi in rapporto alle opere d’arte in maniera accogliente e curiosa”.

Tra i lavori di Francesca, ricordiamo la mostra in corso “Saluti e baci da…”, visitabile gratuitamente fino al 30 giugno allo Spazio Meme di Carpi in cui la formula di saluto più classico che si possa immaginare campeggia su migliaia delle cartoline che, da una città d’arte, dalla montagna o dal mare, hanno contraddistinto la villeggiatura delle persone per decenni.

“L’identità dello Spazio Meme e la peculiarità dei progetti/mostre che propone è la volontà di creare una inter-connessione e relazione tra l’opera e il pubblico e, non ultimo, di lavorare insieme ai giovani artisti per far conoscere e diffondere i nuovi, l’arte “sconosciuta ai più”, non “famosa” – racconta Francesca – Sono fiera di poter affermare che negli anni lo Spazio Meme ha fatto non soltanto ‘scauting’, ma ha ospitato il meglio della scena dell’illustrazione italiana, con artisti del calibro di Virginia Mori, Giulio Zanet, Michael Rotondi, Dario Molinaro, Ester Grossi, Alessandro Baronciani, Marino Neri, Andrea Bruno. La cultura è fondamentale per la crescita dell’individuo e di conseguenza della società – conclude Francesca – Il percorso di collaborazione tra istituzioni e realtà culturali è fondamentale, a Carpi esiste e penso e spero ci sia tutta la volontà di rafforzarlo.

La realtà di Carpi è molto attenta e vivace sia nelle proposte culturali che nella loro ricezione. Questo non significa adagiarsi, anzi deve essere uno stimolo per diffondere sempre più la cultura in tutti i settori. Non bisogna pensare a compartimenti stagni ma ragionare in una visione d’insieme della collettività, ogni settore/realtà deve comunicare e operare con gli altri”.