Luca Zerbini: Il volontariato? Un piacere e un divertimento

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di Laura Solieri

“Al mondo del volontariato mi sono avvicinato involontariamente, scusate il gioco di parole ma è così! Sì, perché fin da ragazzino, ho iniziato a fare qualcosa non direttamente per me ma per gli altri. Con gli amici facevamo servizio ai tavoli alla sagra della parrocchia del mio paese, Fossa, una frazione di Concordia. Sempre in compagnia degli amici, poi col passare degli anni, e sotto la supervisione di occhi esperti, abbiamo iniziato a costruire i carri per le feste di carnevale.

Arrivato alla maggiore età (anche se non mi piace parlare al singolare, perché il Volontariato lo fai tu, ma non lo puoi fare da solo) e dopo esserci guadagnati la fiducia e la stima dei volontari più navigati di noi, abbiamo creato Playa d’en Fossa”. Sorride Luca Zerbini, 38 anni, di Concordia, mentre ci racconta le sue avventure di instancabile volontario. Nella vita, Luca lavora in Baxter, colosso farmaceutico americano, ricoprendo il ruolo di Technical Investigator di complaints e nonconformità nel team Qualità.

Nel tempo libero, cerca di coniugare amicizie, volontariato, sport e divertimento. “La Playa – ci racconta Luca – è una festa di fine estate che organizziamo nel parco pubblico del paese allestito ad hoc ogni anno e trasformato in discoteca all’aperto, e che ormai da 10 anni attira migliaia di giovani. Il ricavato della manifestazione, fin dalla sua prima edizione, è stato donato in beneficenza ad associazioni non profit legate a bambini e giovani meno fortunati di noi. Poi c’è il volontariato associativo – prosegue Luca – La mia avventura in Avis inizia all’età di 23 anni, quindi non prestissimo se calcoliamo che si può diventare donatori di sangue al compimento della maggiore età.

Mi sono avvicinato perché mio padre, che militava nell’associazione a Concordia, mi spronava insistentemente a inscrivermi, dicendomi: “Prova almeno una volta poi se non ti piace smetti”. Ho provato e non ne sono più uscito. Non solo: ad oggi, grazie alla salute che non mi ha abbandonato, ho fatto 48 donazioni tra sangue e plasma. Per qualche anno ho fatto semplicemente il donatore, rispondendo presente alle chiamate trimestrali, “semplicemente”, però, non è la parola adeguata, non è mai semplice stendere il braccio e donare parte di sé stesso.

E’ proprio per questo che il donatore Avis è una persona speciale, perché il donatore non solo mette a disposizione il proprio tempo ma dona parte di sé agli altri salvando vite umane. Col passare degli anni, grazie ai volontari di Concordia che mi hanno piano piano coinvolto e fatto sentire sempre di più parte integrante della famiglia, ho iniziato a partecipare più attivamente alla vita associativa fino a diventare presidente, un incarico di cui sono orgoglioso e onorato”.

Per Luca il volontariato insegna a lavorare in squadra e a rispettare gli altri; coniuga e mette in contatto diverse generazioni, consentendo a chi è più giovane di imparare tanto da chi da anni pratica l’attività, dando soddisfazioni al volontario senior che invece si sente galvanizzato a trasmettere la sua conoscenza. “I giovani di oggi hanno tutti i mezzi a disposizione e una formazione più completa rispetto ai volontari delle generazioni passate per aderire e partecipare attivamente al Volontariato –conclude Luca – Nel mondo del volontariato, come nella politica o nel mondo del lavoro, capita che chi milita da sempre in una data associazione, veda nel nuovo entrato un potenziale nemico che domani ti “scalzerà” da tutto quello che hai costruito.

E’ quindi chiaro che chiunque (non solo un giovane) non si senta spronato e motivato ad apportare il proprio contributo e, se la determinazione non è forte, è facile perdere queste nuove figure di cui il mondo del volontariato ha assolutamente e sempre più bisogno. Serve dare fiducia e spazio di manovra ai giovani se vogliamo che mettano in pratica le loro virtù e competenze”.