#METOO Invia all’Udi il tuo racconto

Sullo sfondo del grande lavorio politico e culturale di NUDM-Non una di meno e in ogni caso in continuità con la Campagna 50E50 OVUNQUE SI DECIDE e la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, l‘UDI – Unione donne in Italia di Modena aderisce alla Campagna internazionale #metoo riconoscendo nello squilibrio di potere tra donne e uomini e nell’adesione diffusa all’ideologia patriarcale le ragioni della violenza maschile sulle donne.

L’UDI di Modena chiede – in occasione del prossimo 8 marzo – che le proprie concittadine si mobilitino a loro volta, praticando il partire da sè, unendosi alle tante donne che nel mondo stanno denunciando le molestie sessuali subite nei luoghi di lavoro al grido di #metoo. Anch’io.

Fino alle 12:00 dell’8 marzo, sarà possibile inviare a udimodena70@gmail.com i racconti delle proprie esperienze di molestie sul luogo di lavoro indicando nell’oggetto della mail #METOO.

In Piazza Mazzini (dove l’associazione avrà il banchetto) dalle 18:00 verrà data voce alle narrazioni inviate, nel rispetto dell’anonimato.

La violenza contro le donne comprende tutte le forme di annientamento della soggettività femminile, incluse la delegittimazione professionale e la violazione personale che molestie, ricatti e aggressioni sessuali comportano nei rispettabili luoghi di lavoro.

Al di là dei casi specifici che hanno interessato l’industria cinematografica di Hollywood, l’UDI di Modena attribuisce un grande valore simbolico e politico alla mobilitazione mondiale di donne che hanno rotto il silenzio a questo riguardo e che continuano a farlo incoraggiate dall’effetto domino della Campagna #metoo.

Il merito di queste donne sta nell’avere messo in evidenza che da vittime di violenza ci si può trasformare in testimoni di violenza, facendosi interpreti della propria soggettività di cittadine attive.

Il merito di queste donne sta nell’aver puntato gli occhi del mondo sulla banalità e pervasività delle molestie, ribaltando la prospettiva che giudica prima il comportamento della vittima che quello del carnefice. La chiave di lettura deve cambiare paradigma: a essere messe in dubbio devono essere le azioni di chi approfitta di una posizione di potere per soggiogare, pretendere o imporre parole e atti che nulla hanno a che vedere con la relazione di lavoro. Il movimento #metoo non chiede di essere protetto o difeso, chiede di smascherare l’imbroglio culturale per cui a un uomo certi comportamenti sarebbero permessi per via di qualità “intrinsecamente” maschili. Chiede di rompere con i silenzi complici che normalizzano la violenza e le danno cittadinanza.

Il messaggio che mandano è che la normalizzazione della violenza maschile sulle donne non è più tollerabile a livello anzitutto di immaginario. Ha i giorni contati, e non perché le molestie cesseranno di colpo, naturalmente, ma perché una nuova coscienza va diffondendosi tra donne e tra le persone tutte.

E’ sull’onda di questa ondata resistente al patriarcato e raccogliendo l’appello dello sciopero indetto da NUDM di mettere in campo pratiche di inchiesta e di autoinchiesta per indagare le forme di violenza e sfruttamento sui luoghi di lavoro, ma anche per mettere in luce forme di resistenza e sovversione , che l’UDI di Modena chiede – in occasione del prossimo 8 marzo – che le proprie concittadine si mobilitino a loro volta, praticando il partire da sè, unendosi alle tante donne che nel mondo stanno denunciando le molestie sessuali subite nei luoghi di lavoro al grido di #metoo. Anch’io.